I vicini e lontani di Chiti

29 agosto 2016

Vannino Chiti

Ho tenuto sul comodino a lungo, per troppo tempo mi viene da dire, tra i non pochi libri che, per piacere o monito interiore, mi riprometto di leggere, Vicini e lontani (Donzelli, pp. 188, € 19), l’ultima fatica di Vannino Chiti, (www.vanninochiti.com), senatore della Repubblica italiana, a cui mi lega un antico rapporto fatto di “stima” e “affetto”, come lui stesso ha avuto occasione di dire nel corso della presentazione del mio Sempre più verso Occidente in una bella libreria di Pistoia, lo Spazio di via dell’Ospizio.

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Noi, forse “salvati”

28 agosto 2016

L'ingresso della "Fortezza da basso"

Nel ringraziare Enrico Zoi per l’intervista che mi ha fatto su “esserciweb” prendendo spunto dalla pubblicazione ora nel blog e poi in un e-book delle mie interviste raccolte in Appropriazione indebita, ho menzionato un certo numero di ex studenti del liceo classico Niccolò Machiavelli di Firenze che hanno poi intrapreso come me la strada del giornalismo, e nel ripescare i loro nomi nella memoria – in qualche maniera ripercorrendo i corridoi ed entrando nelle classi di quell’ex edificio militare, direi proprio una caserma con le sue camerate, nel quale ci si imbatte una volta varcato il grande portone di legno che su viale Filippo Strozzi, di fronte al Palazzo dei congressi, consente di accedere alla Fortezza da basso progettata da un pool di architetti al servizio dei Medici, tra i quali spicca Antonio da Sangallo il Giovane – ho visto decine e decine di volti proprio come in una sorta di Facebook privato, a molti dei quali associo un nome e un cognome, qualcuno di una persona a cui sono molto legato, a partire dalla mia ex moglie, ma anche altri amici ed amiche che vedo più o meno frequentemente ma sempre con il medesimo entusiasmo e sentimenti mutati sì ma non ininfluenti, e tanti altri compagni di scuola che invece restano anonimi o rarefatti o come sbiaditi, qualcuno anche svanito.

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Ragioni di Stato

27 agosto 2016

Siamo passati dalla “ragione di Stato” che prevale su quella degli individui alla “ragione di Stato” che prevale su quella degli altri.

La “riappropriazione” di Enrico

27 agosto 2016

Enrico Zoi nella foto del suo profilo Facebook

Enrico Zoi dev’essere entrato al liceo Nicolò Machiavelli di Firenze, all’epoca ospitato dentro la medicea Fortezza da Basso dove ormai si fan solo più mostre di second’ordine o più blasonate sagre di paese, un paio d’anni prima che io, ripetente di un anno perso al ginnasio, me ne stavo per uscire e, se non ricordo male, partecipava a un po’ delle sterminate riunione che si organizzavano all’epoca nelle scuole o nelle case del popolo.

Ci siamo rivisti molti anni dopo tenendoci però, credo, reciprocamente sott’osservazione, perché, come un’altra mezza dozzina di compagni del liceo – mi vengono in mente ovviamente Mario Fortini, e poi Simone Fortuna, Paola Emilia Cicerone, Paolo Russo, per certi versi Francesco Maria Cataluccio, coautore con me di un resoconto sull’ultimo seminario di Cesare Luporini all’Università, e, ma andando ai tempi delle medie anziché delle superiori, Stefano Bucci, sperando non me ne voglia chi rimasto fuori dalla lista –, abbiamo poi intrapreso, con le opportunità che ciascuno ha avuto a disposizione, il medesimo mestiere, quello di dare informazioni, nobile variante di un’attività che c’è chi dice sia quella di far la spia.

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Lezione di intervista 3: con l’aiuto di Socrate

26 agosto 2016

Avevo poi ripreso la mia lezione sull’intervista tornando invece alla parola “dialogo”, che io reputo di un’importanza straordinaria. Anche qui ero ricorso alla voce della Treccani, ma sintetizzando a modo mio:

• I dialoghi, conversazioni svolte attribuendo ad uno dei due interlocutori un ruolo di esperto, di buon conoscitore dell’argomento di cui si tratta, in qualche maniera di maestro, insegnante, autorità, sono stati una delle prime e più importanti forme di testo filosofico.

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AI 1.4. Nicolaj Rubinstein: Le lettere di Lorenzo

26 agosto 2016

Nicolaj Rubinstein

Appropriazione indebita

I. Ieri e oggi

1.4. Nicolaj Rubinstein: Le lettere di Lorenzo

Nicolaj Rubinstein, docente di storia al Westfield College dell’Università di Londra, è il curatore dell’edizione completa delle Lettere di Lorenzo dei Medici , pubblicata dalla casa editrice Giunti e Barbera di Firenze.

Quali sono le caratteristiche del progetto del Carteggio, da lei diretto?

La domanda mi impone di affrontare il problema della consistenza delle lettere superstiti di Lorenzo. Pur avendo il controllo della politica fiorentina, Lorenzo non aveva una posizione ufficiale a Firenze. Formalmente era un cittadino privato.

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Un articolo sul Journal del Pecci

26 agosto 2016

Il fungo atomico alle Marshall

Corredato dall’inquietante immagine del fungo provocato dall’esplosione sottomarina del 25 luglio 1946 alle Isole Marshall come esperimento nucleare promosso dalla Marina americana e da una drammatica istantanea scattata nella grande discarica di rifiuti elettronici e tecnologici provenienti dai paesi occidentali che si trova ad Agbogbloshie, un agglomerato della capitale del Ghana, Accra, e col titolo La fine del mondo. Ancora, il “Journal” del Museo Pecci d’arte contemporanea a Prato ha pubblicato ieri un mio articolo in vista della mostra, proprio sull’argomento della fine del mondo, che il 16 ottobre prossimo inaugurerà la riapertura del centro espositivo sottoposto a lunghi quanto indispensabili lavori di restauro.

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Il mio Garin convince “La Nazione”

25 agosto 2016

L'articolo pubblicato oggi sulla Nazione

Manuela Plastina, brava e gentile collega della “Nazione” di Firenze con cui ho sempre avuto rapporti schietti e corretti come si conviene tra due seri professionisti, ha pubblicato sul quotidiano fiorentino di oggi questo articolo.

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Il libro sul Movimento studentesco fiorentino

25 agosto 2016

La copertina di "Concentramento ore 9"

Paolo Maggi, ex segretario di redazione de l’Unità a Firenze e attuale presidente dell’associazione “Ciclostilato in proprio”, che riunisce i miei più o meno coetanei militanti o anche solo aderenti al Movimento studentesco fiorentino negli anni Settanta, nella puntuale e affettuosa newsletter al suo indisciplinato gregge informa che è finalmente pronto il libro contenente le ricerche fatte su di noi, sui documenti che possedevamo, in buona sostanza su chi fossimo e cosa volessimo.

Il libro si intitola Concentramento ore 9, scritto con gli spazi com’era uso fare alla fine dei volantini per dare appuntamento agli studenti delle scuole medie superiori fiorentine generalmente in piazza San Marco o in altri luoghi nevralgici della città, dai quali sarebbe partito, all’incirca a quell’ora, un corteo che avrebbe sfilato per le vie a manifestare la protesta per un delitto delle Brigate rosse; per la strage fatta da un terrorista nero; per solidarizzare con chi in altri paesi era oppresso, privato delle libertà, sotto invasione straniera; per introdurre nei codici norme più sensibili ai diritti civili ed in particolare ai bisogni delle donne; perché il ministro della pubblica istruzione, o in sua vece il Parlamento, introducessero significative correzioni all’impianto con cui era organizzata la scuola italiana e cioè la rendessero capace di accogliere davvero tutti i ragazzi, discriminandoli meno al loro interno per l’appartenenza a un censo anziché a un altro – a una classe anziché a un’altra avremmo detto all’epoca rifacendoci a Marx –, preparandoli davvero a un mestiere che consentisse di aver di che vivere e la dignità della professione intrapresa così come del dovuto per il fatto di esercitarla, ma più che altro a pensare con il proprio cervello avendo in mano gli strumenti della conoscenza indispensabili a farlo.

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Questo terremoto

24 agosto 2016

Scosse registrate da un sismografo

La paura che il mondo possa finire viene in mente tutte le volte che la Terra trema, come alle 3.36 di questa mattina, e poi ancora un’altra scossa. Epicentro ad Accumoli vicino a Rieti, ma la percezione del sisma si è avvertita anche a Roma e a Bologna.

La Terra trema e chi la sente tremare pensa sia giunta la fine. Spesso per qualcuno è così: oggi si contano già 23 morti, ma i dispersi sono tanti e la cifra è destinata a crescere.

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AI 1.3. Francis Haskell: Il grande fratello vecchio

24 agosto 2016

Francis Haskell

Appropriazione indebita

I. Ieri e oggi

1.3. Francis Haskell: Il grande fratello vecchio

Professor Haskell, lei ha indagato a fondo il rapporto tra artisti e mecenati nell’età barocca. Cosa può dirci del mecenatismo a Firenze in pieno Rinascimento?

C’è una grandissima differenza tra il mecenatismo dei Medici, e di Lorenzo in particolare, e quello che ho studiato in epoca più tarda, nell’età barocca. La differenza più importante deriva dal fatto che a Firenze, in pieno Rinascimento, la società era ancora una repubblica. Non c’era una corte, o un papa, o un cardinale.

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Lezione di intervista 2: domanda bene, risponde meglio

24 agosto 2016

L’assunto da cui sono partito nella lezione di intervista fatta ai ragazzi della scuola di Inveruno è che si debbano fare buone domande per avere buone risposte. E, pertanto, che per fare buone domande, si debba studiare, si debba conoscere quanto più possibile riguardo chi si intervista. Ma, di più, ci si debba preparare bene sull’argomento su cui gli si vogliono fare delle domande e la materia in generale che fa da scenario a quell’incontro.

Per prepararli bene dunque alle domande che avrebbero potuto farmi in qualunque momento del nostro incontro – in fondo ero io l’intervistato – riguardo l’argomento stabilito, ho proposto loro, precisando che avevo accuratamente scelto una “fonte attendibile” delle mie informazioni, la definizione di intervista tratta dal vocabolario on line della Treccani:

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Guerra e grandezza

24 agosto 2016

“Un grande guerriero eh? Guerra non fa nessuno grande.”

Yoda Maestro Jedi

Alfabetico erotico

24 agosto 2016

«Ah!», ha detto lui al colme del piacere.

«E… b, c, d… z, dove sono?», ha chiesto lei sconcertata.

Il comunicato stampa su “Appropriazione indebita”

23 agosto 2016

Questo il testo del comunicato stampa che AliComunicazione di Daniela Mugelli ha inviato alla stampa per rendere nota la pubblicazione a puntate su questo blog delle interviste fatte quando lavoravo a l’Unità, che ho intenzione, come ho anticipato in Un libro per i miei lettori, di raccogliere in un e-book intitolato Appropriazione indebita, il cui indice è già consultabile.

Lo sfascio della politica nelle “predizioni” di Garin

“Appropriazione indebita”:
30 interviste ai “grandi” nel blog di Daniele Pugliese

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Il severo sorriso di Elvira

23 agosto 2016

Elvira Pajetta

La data sull’agenda del computer non riesco a trovarla. Digito nell’apposita casella contrassegnata dalla lente di ingrandimento una delle parole che potrebbero servirmi ad individuarla ed il programma si chiude “inaspettatamente”, mentre si apre una finestrella che te lo dice – come se non lo vedessi da solo – e la scritta spiega su cosa “fare clic” per scegliere fra le tre opzioni possibili. Ma non è il numero di un giorno e di un mese a fare la differenza, perché è di quel che è successo quel giorno, non di quando, che ho desiderio di scrivere.

Ricordo invece esattamente il luogo, perché ci ho a lungo vissuto in gioventù e lì risiede ancora mia madre: Scandicci. Che da quando ci vivevo io è cambiata da far paura, ed in meglio.

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AI 1.2. Eugenio Garin: Amata utopia

22 agosto 2016

Eugenio Garin

Appropriazione indebita

I. Ieri e oggi

1.2. Eugenio Garin: Amata utopia

Eugenio Garin ci tiene a precisarlo. Non è iscritto al Pci, non parla della svolta «da dentro». Il che, lo sa, gli impedisce di dire delle cose che altri possono dire, ma anche gli permette di dirne delle altre che altrimenti dovrebbe tacere. Da «partecipe osservatore esterno» ha seguito questo «sconvolgimento» cercando di guardare ai fatti con quel rigore con cui per tutta la vita ha osservato la storia della cultura italiana. Un rigore che è innanzitutto tentativo di spiegare storicamente quello che succede. L’intervista con lui sposta leggermente il tiro dal titolo dell’inchiesta: la nuova teoria politica diventa storia della nuova teoria politica.

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L’amore iperprotettivo

22 agosto 2016

L’amore iperprotettivo, ansioso, paralizzante, quello stesso che abbiamo sperimentato noi, siamo sicuri sia quello adatto a favorire il suo sviluppo, quando ha invece ostacolato il nostro? … Non è solo dalla fiducia negli altri che il bambino impara a stare bene al mondo, in se stesso… faccio tutto io anziché fai da solo… Chi fra noi adulti accetta di ridurre la propria vita all’amore per un’altra persona e al suo per noi? … ha negato al bambino la ricchezza dei rapporti plurimi per limitarlo a un unico rapporto totalizzante.

Elena Gianini Belotti, Non di sola madre

Lezione di intervista 1: imparare dai ragazzi

22 agosto 2016

Il 25 gennaio di quest’anno ho tenuto, come danno conto il video su YouTube che si può vedere qui sopra e il post I reporter di Inveruno, una lezione ai ragazzi di terza media della Scuola Alessandro Volta del piccolo comune lombardo, i quali hanno seguito il corso organizzato da Liana Zorzi intitolato “Giovani Reporter”.

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Un obolo alla memoria

21 agosto 2016

Ho tralasciato di scrivere molte cose nei mesi scorsi. Sembrava quasi avessi interrotto il dialogo con i miei lettori, privandoli della possibilità di leggere qualcosa che poteva risultar loro interessante, quanto meno di essere scorso. Me ne scuso, ma sono state ragioni di forza maggiore che non sono affatto scomparse, solo finalmente riesco a tenerle a freno. Provo in qualche caso a rimediare, affidandomi per lo più alla memoria.

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Ötzi è una persona civile

21 agosto 2016

La notizia è di quelle sconvolgenti. Il mondo dell’antropologia, dell’archeologia ed anche un vasto gruppo di studiosi del comportamento umano, psicologi e “counselors” in primo luogo, è in subbuglio.

Ötzi, la mummia con 7 mila anni sulle spalle rinvenuta il 19 settembre 1991 ai piedi del ghiacciaio del Similaun, una vetta delle Alpi Venoste che supera i 3.000 e divide Sud Tirolo ed Alto Adige italiani dall’Austria – un tempo territorio indiscusso di Cecco Beppe, all’anagrafe Franz Joseph d’Asburgo-Lorena, dal 1867 al 1916 sovrano dell’Impero austro-ungarico, la Cacania del grande Musil, che a lungo comprese anche il Regno Lombardo Veneto, poi rientrato a dar corpo a quello che fu il sogno prima di Guicciardini e Machiavelli, poi di Garibaldi, Mazzini e Cavour, ed oggi uno splendore in lenta distruzione – ma in un punto che per qualche spanna è sotto la giurisdizione di Roma, non di Vienna, è… civile, educato e solerte.

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Le ragioni dell’analisi

20 agosto 2016

Se in testa hai uno di questi tre pensieri, hai un buon motivo per andare in analisi:

1. Sto male

2. Forse son io che sbaglio, non gli altri

3. C’è qualcosa in me che non va

Motivo di condanna

19 agosto 2016
Se c’è una cosa per cui il giorno del Giudizio Universale dovranno condannarti è che hai avuto l’amore in casa e non hai saputo riconoscerlo.
Gabriel Garcia Marquez

AI 1.1. Eugenio Garin: Il filosofo visto da tergo

18 agosto 2016

Eugenio Garin

Appropriazione indebita

I. Ieri e oggi

1.1. Eugenio Garin: Il filosofo visto da tergo

Sono riusciti a convincerlo. Con qualche dubbio, ma l’ha fatto: poco più di trenta pagine per raccontare il suo itinerario filosofico, una sorta di autobiografia intellettuale che ha tutto il sapore di un rapido affresco sulla cultura del nostro secolo.

Sessant’anni dopo è il titolo del saggio di Eugenio Garin che la rivista «Iride», il semestrale della sezione di filosofia dell’Istituto Gramsci toscano, manda in libreria in questi giorni. «Iride» è una rivista atipica nel panorama delle pubblicazioni filosofiche italiane: raccoglie non solo generazioni diverse di studiosi, ma anche correnti di pensiero che, se è vero che hanno voglia di dialogare, è altrettanto vero che distano molto l’una dall’altra.

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Nel seno della natura

18 agosto 2016

Essere una cosa sola con tutto ciò che vive, far ritorno, beatamente dimentichi di se stessi, nel seno universale della natura, ecco il vertice di ogni pensiero e di ogni gioia.

Friedrich Hölderlin

Lassù a Parcines

17 agosto 2016

Chi sarei stato io, cosa sarei diventato, se non fosse esistito Peter Mitterhofer, un poco conosciuto artigiano di Parcines, piccolo Comune in provincia di Bolzano che conta sì e no 3.500 abitanti, 13 minuti di auto dalla splendida Merano, a 626 metri sul livello del mare, da cui si vedono montagne che mettono voglia di salirle fino in cima?

E infatti in quel posto c’è un bel negozio di scarponi per camminare o fare scalate, dove finirò per andare a comprare un paio di robuste “Scarpa” di cuoio, prodotte ad Asolo, come quelle, introvabili, che ho calzato per una vita finché, qualche anno fa, mi hanno tradito in un trekking tra la Croda Rossa e l’Armentarola col quale avrei concluso l’anello intorno alla conca di Cortina, coronando una delle più belle esperienze da portare con me nella cesta dei ricordi.

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L’umano e l’idiota

16 agosto 2016

Quando si dice che un’idiota e pur biasimevole condotta è tuttavia “umana”, si ammette al medesimo istante che essere umani è idiota e, forse, anche biasimevole.

La lezione di Ötzi

16 agosto 2016

Oltra a visitare a Bolzano – come ho raccontato in Scoprire talenti e memorizzare – il Museion, di ritorno dalla vacanza fatta in giugno a Merano, sono stato anche a vedere il Museo archeologico dell’Alto Adige, dov’è conservata la mummia del Similaun, ovvero quel che resta dell’uomo ritrovato il 19 settembre 1991 ai piedi del ghiacciaio del Similaun su un monte delle Alpi Venoste alto più di 3.000 metri, al confine fra Italia ed Austria.

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Appropriazione indebita: introduzione

16 agosto 2016

Introduzione

Ho raccolto, e ripubblico da oggi a puntate sul mio blog, contrassegnandoli con la sigla AI e la numerazione dei capitoli, alcune delle interviste fatte nei tanti anni che ho lavorato a l’Unità. La maggior parte di esse, è nella forma classica: domanda e risposta. Questo è il primo tratto comune che le tiene insieme. Solo in pochi casi, la forma giornalistica è diversa. La testimonianza di Mario Innamorati su una delle prime spedizioni scientifiche italiane in Antartide, per esempio, è raccontata in prima persona, quasi come un diario di bordo, perché il lettore si potesse sentire sul ponte di quella nave. Così anche il pezzo su Remo Bodei esula dalla forma classica di intervista: è il resoconto di un suo intervento a un convegno, ma il contenuto e soprattutto il «protagonista» rientravano a pieno titolo nel disegno che avevo in mente preparando questa raccolta. Idem per l’articolo con il professor Francesco Adorno.

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Appropriazione indebita: l’indice

16 agosto 2016

Daniele Pugliese

Appropriazione indebita


Il saggio teme il cielo sereno;
quando c’è la tempesta
egli cammina sulle onde e sui venti.
Confucio, Dialoghi

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Immagini dall’Elbrus

15 agosto 2016

Manana Jiorgjikia (a destra) e la sua amica Madonna, con mia madre

Manana Jorjikia è la persona che, amorevolmente e con professionalità, da molti anni ormai, si prende cura di mia madre, autosufficiente ma limitata dagli acciacchi dell’età, e la aiuta a vivere meglio un’anzianità decorosa e degna di essere vissuta.

Percepisce per questo uno stipendio e dispone di vitto e alloggio in base a un regolare contratto stipulato nella sede di un sindacato nato per garantire i diritti dei lavoratori, ma da ambo le parti c’è una reciproca disponibilità che pertiene, ritengo, agli ambiti del buon senso, del viver civile, dell’umanità, della fortuna di essersi trovati vicendevolmente accettabili.

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Un libro per i miei lettori

15 agosto 2016

Diversi anni fa ho sottoposto al giudizio di persone che stimo ed apprezzo, le quali mi vogliono bene ma sono più propense a criticarmi che a molcirmi, alcune delle interviste che, nel corso della mia carriera giornalistica – iniziata, dopo qualche piccolo esperimento giovanile, nel 1978, quando entrai nella redazione de l’Unità –, ho avuto l’opportunità di fare a personaggi del mondo della scienza e della cultura e che, in maniera artigianale ma non priva di mestiere, già nel 1998, avevo raccolto in un volumetto dalla copertina blu ad uso mio e degli amici, intitolato Appropriazione indebita.

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Rinuncia

15 agosto 2016

Rinunciare a trasformare ogni pensiero in uno scritto. A partire da questo.

Scoprire talenti e memorizzare

14 agosto 2016

Tornando dalla prima vacanza che, dopo molti anni, nel giugno scorso ho felicemente fatto a Merano, mi sono fermato a Bolzano e lì ho visto, con grande piacere, Museion, il Museo di arte moderna e contemporanea della città altoatesina, fondato nel 1985 da privati con il sostegno della locale amministrazione pubblica.

Dal 2008 è ospitato in uno splendido edificio disegnato dagli architetti berlinesi Krüger, Schuberth e Vandreike, al quale si giunge sbucando da stradelline modeste del centro cittadino, oppure, trovandosi circondati dall’erba, attraversando il fiume Talvera su due suggestivi ponti ricurvi, uno per le bici, l’altro per i pedoni, che a me hanno fatto venire in mente il simbolo dell’infinito, quell’8 reclinato su un fianco che si disegna così: ∞.

Da quello spazio antistante il grande cubo bianco e in gran parte fatto di vetro, così come dalle ampie finestre dell’ultimo piano, quello dedicato alle mostre temporanee, si vedono le vette che circondano la città e, per chi come me ama la montagna, scatta immediata la voglia di raggiungerle, di salirvi sulla cima, di passare da un picco all’altro.

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I pensieri di Sergio

13 agosto 2016

Come ogni mattina Sergio entrò nel bar di fronte a dove lavorava, e C., apparentemente serena, senza alcun imbarazzo, senza alcun disturbo, senza alcun retro-pensiero, dandogli del tu, sorridendo come aveva sempre fatto, accolse la sua richiesta di caffè, offrendoglielo con la medesima professionalità, di cui chiunque le avrebbe dovuto dar atto.

Lui attese che la tazza venisse messa sul banco, poi sorseggiò lentamente la bevanda calda guardando il volto della ragazza con i medesimi occhi incantati con cui quotidianamente la osservava, occhi che un giorno aveva messo a fuoco non fossero gli stessi con cui ad ogni muover di chiome allungava l’occhio o torceva la testa.

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L’anima al diavolo

12 agosto 2016

Per venire a letto con te venderei l’anima al diavolo. C’è un solo problema: non credo all’esistenza del diavolo (e poco anche a quella dell’anima)..

L’esclamativo introvabile

11 agosto 2016

Uso talmente poco il punto esclamativo che faccio fatica a trovarlo sulla tastiera.

Lettera d’amore

10 agosto 2016

Sergio aveva imparato a riconoscere i sentimenti, a dare ad essi il peso che per lungo tempo aveva loro negato, a riconoscerne l’ineluttabilità ma, non di meno, l’imprevedibilità, ed anche il fatto che fosse stolto perseguirli, talvolta addirittura inventarseli o sollecitarli per bisogno, convinzione o smarrimento.

Per ciò viveva quella sua stagione – non priva di affetti, emozioni, generosità e quieta capacità di chiedere all’occorrenza – senza confonderla né con un inaridimento del proprio animo, né con una desolazione per sconfigger la quale occorresse affrettarsi a far battere il cuore, a perdere la testa, a sbilanciarsi oltre il proprio consuetudinario comportamento, come del resto in passato gli era accaduto.

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Accettazione

10 agosto 2016

Mi sto convincendo sempre di più che è insensato combattere.

Quattro mani

10 agosto 2016

Non avere quattro mani e quattro braccia è un motivo valido e sufficiente per non credere all’esistenza di Dio (anche se in tal caso ne pretenderemmo 8).

Intervieni su di te

9 agosto 2016

Tu non devi intervenire sull’Altro, ma su di te, a meno che l’Altro richieda il tuo aiuto o la tua opinione.

Comprendi tu quello che l’Altro fa? Mai… D’altronde come potresti? E un altro comprende ciò che fai tu? Da dove viene il diritto di avere opinioni sugli altri o di agire su di loro? […]

Tu stesso hai bisogno del tuo aiuto; devi tenere pronti per te stesso opinioni e buoni consigli anziché correre dagli altri a offrire comprensione e a voler dare aiuto. Che cosa sono dei demoni che non agiscono per conto loro?

Perciò lasciali agire, ma non attraverso di te, altrimenti tu stesso sarai un demone per gli altri.

Carl Gustav Jung, Libro Rosso

Prova

Un incontro istruttivo

9 agosto 2016

Chagall

Lei cammina in una maniera inconfondibile. Impossibile non notarla. Volteggia, più che camminare, libra, ha un che di Mary Poppins e qualcosa di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany. È lieve, sinuosa, elastica, addirittura sembra stia lievitando, accenna degli impercettibili passi di danza, ma niente che somigli a un’andatura studiata per richiamare l’attenzione ed attrarre i maschi. Non sculetta, non ha movenze, benché sia visibilmente bella e vesta non senza attenzione a cosa i suoi abiti possano suscitare, che è quanto facciamo tutti, sapendo più o meno consapevolmente, che quello è un modo di comunicare, di trasmettere agli altri qualcosa che abbiamo da dirgli o comunque pretendiamo sappiano senz’altro aggiungere.

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Una mail sui miei racconti

31 luglio 2016

Mi hanno scritto dei miei racconti Sempre più verso Occidente:

«Ho letto i suoi racconti (…)
sono rimasto sorpreso dall’argomento e dal tono (…)
sono molto leviani e al tempo stesso non lo sono
mi hanno aiutato a capire quanto dolore ci fosse in quei racconti dello scrittore torinese
ho ritrovato la stessa cosa in lei, ma con minore lievità e con minore speranza
in fondo Levi pensava il mondo riformabile
in lei c’è una delusione più profonda e una amarezza simile ma diversa, non so dire quanto e come diversa
ma la sento
sono una bellissima prova letteraria anche se si sente il debito con l’ispiratore e la devozione al modello».

Per correttezza, non avendo avuto alcuna autorizzazione a diffondere un testo privato, non dico chi ha scritto queste parole. Al quale va la mia gratitudine.

Sensi di colpa

21 luglio 2016

Un difetto dei cattolici è che non solo provano i sensi di colpa, ma cercano di instillarteli. Nel mio caso invano.

Sul “Sole 24h” le apnee notturne

30 giugno 2016

Un mio articolo sul sito del Sole 24 Ore sanità:

MEDICINA E RICERCA
Lifting contro le apnee all’ospedale Humanitas San Pio X di Milano
di Daniele Pugliese

Undici milioni di italiani – il 50% uomini tra 40 e 60 anni, e il 23% donne, soprattutto dopo la menopausa – secondo le stime dell’ospedale Humanitas San Pio X di Milano, russano , sono cioè affetti da roncopatia, malattia cronica evolutiva, spesso presente anche nei bambini, causata da obesità, malformazioni cranio-facciali e delle vie respiratorie (oro-faringee), aggravata da fumo e alcol. Se associata ad apnee ostruttive notturne (Osas), cioè un’interruzione transitoria della respirazione durante il sonno causata dall’ostruzione temporanea delle vie aeree superiori che collassano su stesse, la roncopatia può aumentare, anche del doppio, il rischio di incidenti, oltre a quelli di ipertensione, infarto cardiaco e ictus.

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I ritratti di Fiamma

21 giugno 2016

Fiamma Ciotti: ritratto di Piero Farulli

Fino al 15 settembre alla Biblioteca di Fiesole in via Sermei 1 è possibile vedere i volti di una ventina forse trenta cittadini dell’antico centro etrusco e poi romano, vivi o morti, che la nipote di una delle due persone essenziali nella mia vita, Fiamma Ciotti, ha ritratto tratteggiando con la matita guardandoli in faccia o sbirciandoli su una foto magari sbiadita, l’unica rimasta di un personaggio che ha fatto la storia di quel paese, non quella epica che rimane negli Annali e nei libri, ma nel ricordo di chi lì ha a lungo vissuto anche quando il mondo era più in bianco e nero o meno colorato da artefatti e posticci.

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Handicap d’amore

11 aprile 2016

L’amore può esser cieco ma non sordo.

Dal blog di Andrea Liberovici

Stati di salute

7 aprile 2016

Evitare di dire che si sta male anche nel caso in cui così davvero si stia dà la possibilità di non dover aggiungere che si sta meglio qualora tale sia il nuovo scenario. Ma sono davvero pochi coloro i quali si sono resi conto di questa educata banalità.

Il sito di Gilberto

3 aprile 2016

Gilberto Briani

Con la ripubblicazione di questo articolo di Laura Lilli, uscito su “la Repubblica” del 25 gennaio 1985 che raccoglie la testimonianza della figlia di Wilhelm Reich sulla figura di suo padre, direi che prende ufficialmente il via il sito di Gilberto Briani, lo psicoterapeuta a cui devo molto del mio percorso fatto, direi della mia capacità di essere quello che sono e di vivermelo al meglio possibile. Perciò gli ho dato una mano a metterlo su e invito i miei lettori a darci di tanto un’occhiata per scoprire quello che ha da dire ed insegnare. È inoltre un punto di riferimento di gran qualità per chiunque abbia problemi con se stesso da affrontare.

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Occhi aperti

30 marzo 2016

Verrà la morte, avrà i miei occhi e li troverà svegli ed aperti. E chissà se se la sentirà di guardarci dentro.

Scippi

27 marzo 2016

Se trovo quello stronzo che ci ha rubato la possibilità di dirci “Stai sereno!”

La gravità del tu

26 marzo 2016

In questo lembo di terra non a torto rivendicante per sé un glorioso passato di civiltà, siamo governati da un bifolco sprecone sclerotico a cui riserverei la miseria che a piene mani ha sparpagliato nell’ultimo quindicennio, confessando di saper e poter far poco malgrado l’esagerato potere e il prestigioso ruolo ingiustamente attribuitogli.

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Quella città scossa

17 marzo 2016

Foto di Federico Pacini

Ho passato parte degli ultimi tre anni – da quando un uomo intelligente e onesto, e non quella banducola di banditi che invano millanta inesigibili crediti, ha gettato un salvagente a cui potermi aggrappare – a persuadere, tra le molte altre cose, cronisti locali, ma soprattutto operatori televisivi di emittenti giunte anche dal lontano Oriente o dalla blasonatissima Cacania, raccontando loro del primato dell’ospedale nelle cui stanze si trovava il mio ufficio: l’essere il più antico nosocomio al mondo ancora in funzione: l’ospedale Santa Maria Nuova di Firenze. Ovvero sia un luogo di ricovero, cura ed assistenza nel quale nemmeno un solo giorno, pare, – guerre, epidemie di peste, alluvioni e cataclismi compresi – s’è smesso di far del welfare dal lontano 1288, quando Folco Portinari, padre della Beatrice amata da Dante, grato del benessere derivante dalla sua prestigiosa e proficua occupazione, si sentì in dovere di sdebitarsi nei confronti del prossimo, dando appunto ospitalità, accoglienza e premura a chi di passaggio – pellegrino o emigrato che fosse – o bisognoso di aiuto, assistenza, sostegno.

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Antiche sensibilità

15 marzo 2016

Il 19 febbraio scorso, con un articolo intitolato Flussi, rivoli, vita, dopo aver dato conto delle interessantissime conferenze organizzate da Wlodek Goldkorn al museo Pecci di Prato ed intitolate “Uomini e guerra”, nel corso delle quali hanno parlato Luis Sepulveda, David Grossman, Marco Belpoliti, Donatella di Cesare e Gad Lerner, ho deciso di riproporre ai lettori del mio blog l’inchiesta sui primordi dell’immigrazione straniera che l’edizione toscana de l’Unità pubblicò tra il 6 luglio e il 4 agosto 1985, trentuno anni fa.

Io ero un giovane cronista, con solo 6-7 anni di mestiere sulle spalle ed il viatico in mano per diventare il più fedele e longevo vice caporedattore della redazione fiorentina del quotidiano fondato da Antonio Gramsci e l’alter ego del mio grande maestro, Gabriele Capelli, avendo iniziato a svolgere le mansioni credo nel 1986 per ottenere la qualifica, ma di caposervizio appena, solo nel 1989. Pago queste generosità ed il cinismo degli ultimi padroni delle ferriere con una pesante penalizzazione economica che mi costringe a pietire e chiedere malgrado l’età, ma tant’è: ne ho sul piano dell’onore.

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Immigrati nel 1985: l’indice dell’inchiesta

15 marzo 2016

L’indice degli articoli della mia inchiesta sull’immigrazione straniera fatta per l’Unità nel 1985, ripubblicata in questo blog fra il 21 febbraio scorso ed oggi.

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Stranieri 9/2: immigrati e emigrati

15 marzo 2016

Sono come noi quando emigravamo in Germania

«Solidarité avec la femme uruguayenne». Solidarietà con la donna uruguayana. Nell’ufficio di Alvaro Agrumi, il segretario regionale della Cgil, spicca questo manifesto. Non è il solo. Ci sono anche i bozzetti incorniciati di vari manifesti per il primo maggio e un antico bando di non ricordo più quale fabbrica che convoca il referendum per decidere se riprendere o no l’attività lavorativa dopo uno sciopero. Ma è il manifesto della solidarietà che mi colpisce. Sarà perché l’argomento dell’intervista che gli ho chiesto sono i lavoratori stranieri. Racconto al segretario della Cgil che qualcuno degli stranieri intervistati non è troppo soddisfatto di quello che il sindacato fa per loro.

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Stranieri 9/1: le risposte

14 marzo 2016

Una società che si muove per essere più ospitale

«Se il nostro lavoro serve alla società toscana allora ci diano condizioni di parità». Uno dei tanti lavoratori stranieri intervistati per questa inchiesta ha tagliato la testa al toro ponendo il problema nei suoi termini reali. Non è giusto servirsi della loro manodopera senza poi concedere parità di diritti e di dignità.

La società toscana deve porsi questo problema. I flussi dell’emigrazione (dei toscano cioè che se ne vanno) sono in diminuzione, mentre è in crescita l’arrivo di altri popoli. E in parte il problema viene posto. Dice Ahmad Yusuf, membro del consiglio internazionale della Lega dei popoli: «Sì, qualcosa è stato fatto in Toscana. La Regione ha tentato, con il convegno sull’immigrazione, con le due proposte di legge approvate dalla giunta e che ora saranno discusse dal consiglio regionale». Le due leggi, spiega Ahmad Yusuf, riguardano l’inserimento di un certo numero di stranieri nei corsi professionali e l’apertura delle strutture della Consulta regionale sull’immigrazione anche a chi viene da un altro paese.

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Stranieri 8/1: i tedeschi

13 marzo 2016

E Goethe lanciò il mito Italia

Sto facendo un’inchiesta sugli stranieri, mi racconteresti quello che mi hai già detto una volta su come sei arrivata in Italia?

La ragazza tedesca, studentessa di restauro artistico e apprendista in una bottega artigiana, risponde di no. Se si tratta di un’intervista per un giornale, no. Raccontare in privato è altra cosa, la tranquillità non viene intaccata.

«E poi – dice – non ho niente da raccontarti, io vivo bene, non ho problemi».
Era proprio quel che volevo sentirmi raccontare, che esiste qualche straniero che non ha problemi, che non ha tutti i giorni la vita complicata dall’affanno di trovare un lavoro, di tenersi buono il funzionario della questura che firma il permesso di soggiorno. Ma comunque, se non vuol parlare, lasciamo perdere.

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Stranieri 7/1: gli americani

12 marzo 2016

Una tappa obbligata per tanti americani, anche per chi fugge

Telefonata al consolato americano. Ci sarà pure qualcuno disposto a raccontare la vita di un emigrato in Toscana da una nazione ricca, uno di quegli stranieri che non sono costretti come molti altri ad accettare i lavori più umilianti, che non hanno problemi di clandestinità. Ma la risposta è negativa. Il consolato è tenuto a rispettare la «privacy» del cittadino americano, a proteggerlo da interferenze che possono non essere gradite.

«Se vuole posso darle qualche dato sulla comunità americana a Firenze», aggiunge il funzionario del consolato. In mancanza di meglio prendiamo i dati. Nella villetta liberty sul Lungarno Vespucci dicono che ci sono più di 10.000 americani fra la Toscana e l’Emilia, regioni su cui ha giurisprudenza il consolato fiorentino. «Sa – aggiunge il gentile funzionario dell’ufficio cittadinanza – non tutti gli americani che stanno qui sono registrati al consolato. Sono liberi di farlo. E se lo fanno è perché vogliono una protezione».

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Stranieri 6/3: studenti in cifre

12 marzo 2016
Agraria Architettura Economia e commercio Farmacia Giurisprudenza Ingegneria Lettere e filosofia Magistero Medicina e chirurgia Scienze matematiche, fisiche e naturali Scienze politiche Scuola di assistenza sociale Scuola di statistica Scuola di specializzazione in terapia della riabilitazione TOTALE
EUROPA 23 284 24 35 24 24 136 44 201 21 18 2 4 2 842
di cui:
Grecia 11 231 6 31 12 21 22 11 72 16 16 - 2 1 452
Rft 5 24 7 1 3 1 22 6 106 - 1 1 - - 177
Svizzera 2 3 2 1 3 - 53 10 1 - - 1 - - 76
ASIA 9 219 10 27 - 27 25 12 61 12 5 3 - - 410
di cui
Iran 8 135 7 19 - 16 11 6 17 9 3 3 - - 234
Giordania - 22 1 1 - 8 1 3 4 - - - - - 40
Israele - 10 - 2 - - 2 - 9 1 1 - - - 25
AMERICA 3 31 5 1 2 6 22 14 21 5 13 - 2 - 125
di cui
Usa - 5 3 - 2 3 13 10 13 5 6 - - - 60
Argentina - 3 - - - - 4 4 3 - 1 - - - 15
Venezuela 1 6 2 1 - 3 1 - - - - - - - 14
AFRICA 43 49 3 12 1 20 8 1 29 5 4 - - - 175
di cui
Nigeria 8 27 1 6 3 - - 7 - - - - - - 53
Somalia 2 3 1 3 - 1 3 - 14 2 1 - - - 30
Algeria 22 3 - - - 5 - 1 - - - - - - 31
OCEANIA - - - - 1 - 1 1 4 - - - - - 7
di cui
Australia - - - - 1 - 1 1 4 - - - - - 7
APOLIDI - - - 1 - - - - 1 - - - - - 2
TOTALE 78 583 42 176 28 77 192 72 317 43 40 5 6 2 1.561

I dati ufficiali di questa tabella illustrano il numero di studenti stranieri iscritti all’Università di Firenze nell’anno accademico 83-84 in base ai principali paesi di provenienza

l’Unità25 luglio 1985

L’8 marzo di Medea

9 marzo 2016

Federica di Martino nella "Medea" di Gabriele Lavia

Com’è in uso in Italia dal 1946 per iniziativa delle onorevoli comuniste Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, l’8 marzo andrebbe onorato – e spesso l’ho fatto in passato – distribuendo la mimosa, fiorita proprio in questi giorni, alle donne cui questa data è dedicata.

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Stranieri 6/2: scuola e università

8 marzo 2016

Scuole, università e campus. Il richiamo della cultura

Chi viene in Italia e ha deciso di imparare l’italiano non ha problemi. Di scuole private che glielo insegnano ce ne sono quante ne vuole. Soprattutto a Firenze. Piccole, grandi, antiche e moderne, con corsi collaterali di tutto un po’, dalla grande cultura rinascimentale alla storia dell’arte, finanche alla cucina. Basta avere un gruzzolo di soldi in tasca.

Quante ce ne sono? A Firenze grosso modo una trentina. Alcune aprono e chiudono i battenti nel giro di poco tempo, giusto una stagione. Altre si sono invece consolidate nel tempo, sono diventate una specie di istituzione famosa in mezzo mondo, con succursali o punti di appoggio oltreoceano e oltralpe.

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Architetture

7 marzo 2016

Le scale nell’atrio di casa mia viste da Carolina Uribe, grande amica di mio nipote Leo.

Foto di Carolina Uribe

Comunità solidale

7 marzo 2016

Questo il volantino che ho messo questa mattina nelle 48 cassette della posta del palazzo dove vivo:

Le cassette della posta del palazzo dove vivo

A tutti gli inquilini

Gentilissimi inquilini,

sono Daniele Pugliese, quello che, per un po’ di giorni, ha esposto sopra alle cassette della posta una busta strappata, “ringraziando” chi l’aveva aperta sottraendone il contenuto, cioè un libro che per lavoro avrei dovuto leggere. Insomma sono quello che in pubblico ha denunciato un pur modesto furto avvenuto in questo palazzo.

Ieri sera, tornando a casa, ho trovato sopra alle cassette della posta il libro: insomma chi l’aveva sottratto l’ha restituito, un po’ maltrattato, ma sano e salvo. E, come avevo sperato, forse lo ha letto. È il libro appena uscito di un autore francese intitolato In guardia! che racconta la storia del duello, quello che si vede nei film con la pistola o la sciabola o il fioretto.

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Stranieri 6/1: i rifugiati politici

7 marzo 2016

Sono rifugiati, il regime non li vuole più

Rifugiati politici? Non c’è dubbio, anche se la legge non li riconosce tali. Questa condizione era concessa solo a quelli che scappavano dai paesi dell’Est. I limiti erano rigorosi, geografici e temporali. Riguardavano gli avvenimenti verificatisi in Europa prima del 1951. Dopo la firma del protocollo del 1967, l’Italia accetta di rimuovere unicamente la clausola temporale, non quella geografica. Eccezione è stata fatta per il Cile dopo il colpo di stato di Pinochet. Allora la pressione popolare in Italia era troppa perché i governi non concedessero asilo a chi era scappato dalle torture e dai massacri fascisti. Ma anche per un gruppo di afghani, dopo l’invasione sovietica, e per la «boat people», la gente fuggita dal Sud-Est asiatico, quando al prezzo di feroci lotte intestine sono stati scacciati gli imperialisti americani.

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Lo Steinway e il Mac

6 marzo 2016

Maddalena Dalla Torre, appassionatissima amante della musica, mi ha portato alcuni giorni fa – lunedì 29 febbraio per l’esattezza – al teatro della Pergola a sentire un arzillissimo signore – si chiama Pier Narciso Masi e senz’altro il suo nome andrebbe preceduto dal titolo maestro – suonare, da solo o con Matteo Fossi, Mozart, Beethoven e Schumann, facendo scaturire note, accordi e quant’altro fa musica appunto da due Steinway, mitico pianoforte prodotto inizialmente in Germania e poi soprattutto a New York, dove ancora ne sfornano – come mirabilmente raccontò su “La Stampa” diversi anni fa, e mi riprometto di far saltare fuori dal mio archivio quell’articolo, non ricordo più se Gabriele Romagnoli o Andrea Di Robilant – a ritmi da catena di montaggio, il che mostra che anche la fabbrica del capitalismo ha i suoi lati positivi. Due Steinway datati 1890, proveniente da villa Schifanoia a Firenze, e 1923, di proprietà dell’Accademia Chigiana di Siena fino al 1988, restaurati dagli artigiani che lavorano per Gian Castone Checcacci, storico negozio di strumenti musicali presso il quale noleggiai molti anni fa un verticale probabilmente della Sony per vedere se, anche così, la felicità riusciva a spandersi per le stanze di casa.

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Stranieri 5/1: i profughi sudamericani

6 marzo 2016

Quando la gente cantava gli Inti Illimani

Aveva 17 anni quando l’università privata a cui si era iscritta in Colombia fu invasa dai militari. Ora ne ha trentadue, lavora in una tipografia e da più di dieci anni sta in Toscana, dove ha vissuto interamente la stagione «felice» della grande solidarietà con i popoli in lotta dell’America latina ed il tramonto amaro di quell’esperienza.

Non fa piacere a nessuno studiare con le divise, gli elmetti e i mitra che stanno dietro l’angolo. E così Claudia Rodas fece le valigie e puntò verso l’Europa. Ma quella fu solo la goccia che fece traboccare il vaso. Non si trattava esattamente di una fuga per motivi politici. «Avevo la possibilità di restare. – dice – Non è stata un’emigrazione forzata. Ma i motivi di insoddisfazione erano molto forti». C’era il grande desiderio di viaggiare, di conoscere un’altra parte del mondo, gente diversa, forse certe radici di una cultura che là in Sudamerica ha seguito strade diverse, pur partendo da uno stesso ceppo.

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Stranieri 4/4: la scuola

5 marzo 2016

E nella scuola non c’è posto per i clandestini

Guardano tutto il giorno i bambini degli altri. E i loro? Sono tante le domestiche eritree, capoverdiane, filippine che, avendo con sé dei figli, non possono tenerli nella casa dove vivono. Il contratto di lavoro parla di loro e basta, i figli non c’entrano.

Così molte sono costrette a rivolgersi ad istituti religiosi o a collegi privati dove poter far stare i loro figli non solo nelle ore di scuola, ma anche nell’altra fetta della giornata, proprio quando loro sono costrette a stare dietro ai figli dei datori di lavoro.

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Stranieri 4/3: la casa

4 marzo 2016

Quando la casa è solo un letto in uno stanzone

Lo straniero che è riuscito a trovare un lavoro regolare, con tanto di busta paga, diventa automaticamente un contribuente. Dal reddito gli detraggono le tasse. Stesso discorso se è residente. Paga tutte le tasse comunali con le quali vengono coperti gli oneri dei servizi pubblici. Ma non gode dello stesso diritto del cittadino italiano nel decidere quali amministrazione comunale guiderà il comune in cui vive.

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L’Università di via Trinità

4 marzo 2016

«Quando si chiedeva a Ernesto de Martino quale università avesse frequentato, egli rispondeva: “Quella di via Trinità Maggiore” (oggi ribattezzata via Benedetto Croce). Per Croce egli continuò a testimoniare riconoscenza e ammirazione anche quando se ne era staccato e quando la sola evocazione del suo nome era considerata indizio di provincialismo. Ricordava volentieri come negli anni della seconda guerra mondiale egli appartenesse a quella “piccola parte della gioventù italiana” che “cercava asilo nelle serene e severe stanze di Palazzo Filmarono per risillabare il discorso elementarmente umano altrove impossibile, talora perfino nella propria famiglia”, ma ancora nel 1958 il tedesco che va a trovarlo per chiedergli solidarietà contro la rinascita della stregoneria nel suo paese lo trova intento a rileggere la “serena e razionale prosa” della Storia d’Europa».

Cesare Cases, introduzione a
Ernesto De Martino, Il mondo magico, Torino, Boringhieri,1973

Stranieri 4/2: il lavoro

3 marzo 2016

Orari di lavoro che generano piccoli ghetti

L’emigrazione genera emarginazione. E così il benpensante è convinto che gli stranieri – statunitensi e tedeschi a parte – si creino da soli un bel ghetto. Li vedono tutti insieme, a frotte, parlare nella loro lingua, strana, almeno quanto la nostra apparirà strana a loro la prima volta che la sentono. Eccoli li riuniti in questa o in quella piazza, sotto il sole più cocente e quando la pioggia viene giù come dio comanda. Ridono, scherzano, parlano. Se gli va bene hanno strappato un posto in un casa del popolo, in un circolo ricreativo, presso qualche associazione democratica laica o clericale che sia. Ma dietro a queste piccolo isole di popoli di altra nazionalità spesso c’è un’emarginazione sottile, invisibile al primo colpo d’occhio. Che ci fanno lì fra loro? Perché non stanno con gli altri, cioè con noi? La risposta non è difficile, basta guardare gli orari di lavoro di un cuoco egiziano o di una cameriera capoverdiana. Quando gli altri sono fuori a godersi il tempo libero, loro sono nel pieno della loro attività. Ma il cuoco chi lo vede, sta in cucina; e la colf è dietro alla pulizie del salotto, fuori dall’occhio degli ospiti. Compare solo alla sera, per servire il drink. Quando gli altri sono magari al cinema. Quel poco di tempo libero che rimane è quasi ovvio che venga speso con i connazionali. Loro capiscono i tuoi problemi. Non parlano un’altra «lingua». Non ti guardano di traverso. E così l’emigrazione, quella prima, quella dal lavoro, genera l’altra, quella dalla società.

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La sbronza spiegata a mio figlio

2 marzo 2016

MEDICINA E RICERCA

di Daniele Pugliese

«Fra tre giorni è il mio compleanno e ho invitato i miei amici. Gabriele però mi ha detto che i suoi genitori non lo possono mandare a casa mia perché il mio babbo è sempre ubriaco». È la drammatica storia di Aldo, un bambino di 6 anni, identica a quella di tanti suoi coetanei. In Italia, infatti, secondo il Ministero della Salute, più di 8 milioni di persone nel 2014, il 15,5% degli uomini e il 6,2 delle donne, hanno superato i limiti del consumo abituale di alcol oltre i quali si rischia di incorrere in problemi di salute. A raccontarla una educatrice professionale che opera in un Servizio alcologico territoriale dell’Azienda sanitaria fiorentina, Ginetta Fusi, la quale non si rivolge stavolta agli adulti, come fa sul campo ogni giorno, ma proprio ai bambini con un libro tutto per loro.

Le lacrime che non scendono” – quelle che restano in gola come un groppo indicibile e si ha vergogna a dire e corrodono le guance ma anche la serenità interiore che è un diritto dell’infanzia – è il titolo di un libro per bambini, quasi certamente il primo del genere non solo in Italia, pubblicato dalle battagliere Edizioni Piagge con i disegni di Laura Berni, una poesia di Simone Cristicchi, il vincitore del Festival di Sanremo 2007, e l’introduzione di Anna Sarfatti.

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Antipasto emiliano

2 marzo 2016

Luisa Pece nei panni di Lucrezia nello spettacolo teatrale in dialetto bolognese "Mei zitela che marine". Foto tratta da Facebook.

Nel post Vicino all’innominata via del 28 febbraio scorso ho accennato all’amicizia che si è instaurata e sta sviluppandosi tra Luisa Pece e me con il mezzano contributo di Maurizio Marinelli, che Luisa ha avuto tra i suoi collaboratori se non ho mal compreso nella stagione più fortunata della casa editrice Baskerville, quando cioè aveva sede in via Farini a Bologna, e la fattiva collaborazione di una rete informatica e delle sue diavolerie che consentono davvero straordinarie opportunità di scambio e condivisione impensabili in un mondo privo di tetrabyte et similia.

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Stranieri 4/1: cuochi egiziani

2 marzo 2016

Svanisce ben presto il sogno di aver trovato nuovi Eldorado

«Perché l’Italia? Perché è l’Europa, ma con calma». Mahmoud Ibrahim, 42 anni, egiziano, risponde così a chi gli chiede una spiegazione della sua scelta. Dice che, nel suo caso, è stata una scelta «esistenziale», ma che per gli altri suoi connazionali è l’abbaglio di un facile guadagno che ben presto si rivela ingannevole, falso.

La sua storia è atipica. Quando stava in Egitto avrebbe potuto scrivere un’inchiesta sugli stranieri nell’antico paese dei faraoni. Faceva infatti il giornalista, poi il direttore di palcoscenico, il regista teatrale. Insomma, l’intellettuale. Ed eccolo sbarcato in Italia poco meno di dieci anni fa a lustrare scale e a far brillare vetri, facchino prima, lavapiatti poi. Ha munto mucche in veste di stalliere con tanto di diploma apposito. E ancora ceramista fracassa strade con il martello pneumatico e di nuovo barista-cuoco-lavapiatti-tuttofare di ristorante.

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Il Sole segnala

1 marzo 2016

Sul Sole 24 Ore Sanità

venerdì 26 febbraio 2016

Coppie omosessuali: la parola agli psicoterapeuti

Anche l’Italia ha detto sì all’unione legale delle coppie gay che, però, restano senza il diritto, garantito agli eterosessuali, di adottare figli e diventare genitori. Il dibattito politico, mediatico e parlamentare sul tema sembra essersi alimentato molto poco della parola degli esperti, in particolare di chi scava nella mente degli individui – adulti, minori, eterosessuali, omosessuali – per aiutarli a comprendere e stare meglio: gli psicoterapeuti. La Società italiana di psicoterapia psicoanalitica (SIPP) ha recentemente tenuto a Firenze un seminario su «Psicoanalisi e omogenitorialità».

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Una visita al MAST

1 marzo 2016

Jakob Tuggenner, "Untitled"

Maurizio Marinelli preso da Facebook

Sono un privilegiato, perché il pur rapido giro che mercoledì scorso ho fatto alla Fondazione MAST di Bologna (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) – significativamente ospitata in via Speranza –, visitando la mostra dedicata al fotografo svizzero Jakob Tuggener (1904-1988), ho potuto compierlo avendo per Virgilio – benché questo, in realtà, sia il mio terzo nome di battesimo – il mio amico, editore, compagno di ferrate, slittini, cocktail Martini, conversazioni sterminate e senza paletti, Maurizio Marinelli, allievo di Umberto Eco, “artista visto da tergo” e tanto altro ancora, che da moltissimi anni ha messo a disposizione di una delle più importanti imprese bolognesi, specializzata credo nei macchinari per il packaging e, per quella via, nel vasto universo dell’automazione, le sue poliedriche, avveniristiche, scoppiettanti, solide competenze nel campo della comunicazione, della tecnologia, della grafica e di tutto quello che dovrei aggiungere se non rendessi troppo lungo e perciò illeggibile questo periodo giunto ormai alla tredicesima riga di una cartella scritta in Word.

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