Collezione privata

Scoprire talenti e memorizzare

14 agosto 2016

Tornando dalla prima vacanza che, dopo molti anni, nel giugno scorso ho felicemente fatto a Merano, mi sono fermato a Bolzano e lì ho visto, con grande piacere, Museion, il Museo di arte moderna e contemporanea della città altoatesina, fondato nel 1985 da privati con il sostegno della locale amministrazione pubblica.

Dal 2008 è ospitato in uno splendido edificio disegnato dagli architetti berlinesi Krüger, Schuberth e Vandreike, al quale si giunge sbucando da stradelline modeste del centro cittadino, oppure, trovandosi circondati dall’erba, attraversando il fiume Talvera su due suggestivi ponti ricurvi, uno per le bici, l’altro per i pedoni, che a me hanno fatto venire in mente il simbolo dell’infinito, quell’8 reclinato su un fianco che si disegna così: ∞.

Da quello spazio antistante il grande cubo bianco e in gran parte fatto di vetro, così come dalle ampie finestre dell’ultimo piano, quello dedicato alle mostre temporanee, si vedono le vette che circondano la città e, per chi come me ama la montagna, scatta immediata la voglia di raggiungerle, di salirvi sulla cima, di passare da un picco all’altro.

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I ritratti di Fiamma

21 giugno 2016

Fiamma Ciotti: ritratto di Piero Farulli

Fino al 15 settembre alla Biblioteca di Fiesole in via Sermei 1 è possibile vedere i volti di una ventina forse trenta cittadini dell’antico centro etrusco e poi romano, vivi o morti, che la nipote di una delle due persone essenziali nella mia vita, Fiamma Ciotti, ha ritratto tratteggiando con la matita guardandoli in faccia o sbirciandoli su una foto magari sbiadita, l’unica rimasta di un personaggio che ha fatto la storia di quel paese, non quella epica che rimane negli Annali e nei libri, ma nel ricordo di chi lì ha a lungo vissuto anche quando il mondo era più in bianco e nero o meno colorato da artefatti e posticci.

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Il sito di Gilberto

3 aprile 2016

Gilberto Briani

Con la ripubblicazione di questo articolo di Laura Lilli, uscito su “la Repubblica” del 25 gennaio 1985 che raccoglie la testimonianza della figlia di Wilhelm Reich sulla figura di suo padre, direi che prende ufficialmente il via il sito di Gilberto Briani, lo psicoterapeuta a cui devo molto del mio percorso fatto, direi della mia capacità di essere quello che sono e di vivermelo al meglio possibile. Perciò gli ho dato una mano a metterlo su e invito i miei lettori a darci di tanto un’occhiata per scoprire quello che ha da dire ed insegnare. È inoltre un punto di riferimento di gran qualità per chiunque abbia problemi con se stesso da affrontare.

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Una visita al MAST

1 marzo 2016

Jakob Tuggenner, "Untitled"

Maurizio Marinelli preso da Facebook

Sono un privilegiato, perché il pur rapido giro che mercoledì scorso ho fatto alla Fondazione MAST di Bologna (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) – significativamente ospitata in via Speranza –, visitando la mostra dedicata al fotografo svizzero Jakob Tuggener (1904-1988), ho potuto compierlo avendo per Virgilio – benché questo, in realtà, sia il mio terzo nome di battesimo – il mio amico, editore, compagno di ferrate, slittini, cocktail Martini, conversazioni sterminate e senza paletti, Maurizio Marinelli, allievo di Umberto Eco, “artista visto da tergo” e tanto altro ancora, che da moltissimi anni ha messo a disposizione di una delle più importanti imprese bolognesi, specializzata credo nei macchinari per il packaging e, per quella via, nel vasto universo dell’automazione, le sue poliedriche, avveniristiche, scoppiettanti, solide competenze nel campo della comunicazione, della tecnologia, della grafica e di tutto quello che dovrei aggiungere se non rendessi troppo lungo e perciò illeggibile questo periodo giunto ormai alla tredicesima riga di una cartella scritta in Word.

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Una mostra sperata

3 maggio 2015

Nella prestigiosa collezione che appassionatamente ho raccolto ed offerto al pubblico in Libri d’arte e arte dei libri, con qualche anticipo in Oggetto del desiderio ma anche in alcuni post nei quali accenno ai lavori di Dario Longo è fortunatamente entrata di diritto l’opera di Andrea Granchi, artista che ho conosciuto alla presentazione di un libro organizzata da “Artour-o Il Must” e dalla sua tenace animatrice Tiziana Leopizzi, la quale mi ha messo lì in mezzo a tener le fila di una conversazione al cui centro c’erano vita e opere di Alberto Burri di cui ha scritto Alessandra Oddi Baglioni.

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Libri d’arte e arte dei libri

29 maggio 2014

Il libro di Giovanni De Gara

Il 15 maggio scorso, in Oggetto del desiderio, ho dato conto di un regalo che Carolina Doni mi ha fatto, vale a dire un esemplare di The real story of a tree nella versione italiana La vera storia d’un albero, bizzarro e gradevole oggetto pensato e realizzato da Giovanni De Gara, giovane artista che ha lo studio in via San Niccolò divenuta coacervo di creativi e emergenti.

A poche ore di distanza, Loredana Romero – madamina piemunteisa legatissima a mio cugino Luca, di cui ho riferito in Piccola Schiele del 24 agosto 2010, un’era fa – mi ha regalato una sua opera senza dirmi se abbia un titolo o meno, un’opera perfettamente riconducibile allo “stile” o al “genere” seguito dall’amica a cui mi permetto, senza ovviamente alcun intento offensivo, ma solo affettuoso, di dar di “cita” o “gagna” o “tota”, tutte espressioni con le quali nel mio dialetto d’origine si indica una giovane donna, se non una ragazza o una bambina.

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Oggetto del desiderio

15 maggio 2014

La svolta è giunta dopo pagina 57. L’inizio è stato duro. Difficile. Inaccessibile, mi verrebbe da dire, come di una materia che non si lasci penetrare e opponga resistenza. Poi mi ha preso e non riuscivo più a staccarmi. Mi sono trovato quasi a volare su quei capitoli, a saltabeccare fra i paragrafi e per quanto mi concentrassi e non perdessi il senso di nulla di quanto stavo leggendo, era come se lo sfogliassi, rapido, veloce, svolazzante, comprendendo cosa appunto possono fare delle foglie rapite dal vento una volta perso il loro legame con il gambo.

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Lettori depravati

14 luglio 2012

Dario Longo e Paolo Albani

Qualche sera fa sono stato all’inaugurazione a Prato di una mostra di Dario Longo. È molto tempo che mi riprometto, senza averlo ancora fatto, di inserire le opere di Dario Longo in quella collezione privata virtuale qui riunita che raccoglie i lavori di Ewa Bathelier, Loredana Romero, Gianfranco Dini, Andrea Ruggeri e nella quale vorrei accludere anche i quadri di Maurizio Marinelli e le fotografie della mia adorata nipotina Felicita Recordati, di Gianni Pasquini o quelle di Silvia Amodio. Tuttavia ho scritto di lui fin dalla mostra intitolata Appunti di viaggio che tenne nell’aprile del 2010 (vedi qui) quando l’ho scoperto e potuto apprezzare, e poi in occasione della presentazione (vedi qui) dei miei racconti Sempre più verso Occidente a Pistoia nello Spazio di via dell’Ospizio, dove Dario allestì un’opera ispirata a Amore in buca.

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I quadri di Gianfranco

7 novembre 2010

Gianafranco Dini

Nella Collezione privata che vado costruendo come galleria virtuale nel mio blog e che ospita già i lavori di Ewa Bathelier, Loredana Romero, Andrea Ruggeri, approda ora l’amico antico Gianfranco Dini. Resto ancora in attesa delle foto di Gianni Pasquini, dei quadri di Maurizio Marinelli e delle installazioni di Dario Longo.

Di Gianfranco Dini ho già scritto, ma questa è la volta buona per ricordare di quando – eravamo ragazzini – mi propose, lui che col suo fisico bestiale insegnava educazione fisica in una famosa palestra fiorentina, di provare – era la prima volta in vita mia – a fare una sauna.

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Foto dal mondo

19 ottobre 2010

Andrea Ruggeri

Andrea Ruggeri è uno di quei fotografi che prendono e partono. Se ne sbatte se inquadrato dal suo obiettivo c’è un sindaco che inaugura una mostra, una coppia di sposi, un calciatore che fa un dribbling, un morto di fame o uno che ti spara addosso. Lui scatta.

Preso in privato è un bel casinista, sì uno di questi fiorentini che un tempo vivevano o in Santa Croce o in Santo Spirito, o in San Frediano o in Santa Maria Novella e perciò si dividevano in bianchi, rossi, verdi e azzurri. Quando lui ha cominciato a scattare io stavo già dietro a una scrivania a far scattare foto ai fotoreporter e a far scrivere pezzi ai cronisti, per cui non ci siamo mai incontrati, come è avvenuto con Gianni Pasquini, Red Giorgetti, Roberto Marconi, ma più che altro con quella testa matta di Piero Marcacci dinanzi a un cadavere o a un assassino.

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Al via

28 settembre 2010

Il fotomontaggio di Gianfranco Dini

È che agli amici perdoni tutto. Anche le bischerate. Gianfranco Dini, gigante dal cuore tenero come il pane, ma vi sconsiglio di farlo incazzare perché io l’ho visto così e non avrei proprio voluto essere nei panni di quelli che l’hanno irritato, dopo lunga assenza ritrovato, qualche giorno fa ha sparpagliato per l’etere della rete il suriportato fotomontaggio intitolandolo enfaticamente «Pugliese for President».

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Piccola Schiele

24 agosto 2010

Loredana Romero

Io Loredana non la ricordo. Doveva essere una “cita” quando io ero già un “gagno”: lei una bambina, io un ragazzino. Neanche la vedevo, figuria- moci guardarla.

Eppure pare ci fosse anche lei a depredare della statuetta sul cofano prima, delle frecce e di ogni altro pezzo poi, una Jaguar MK4 meravi- gliosamente bianca abbandonata davan- ti ai garage della casa dove abitavano i miei zii a Torino.

Doveva essere la fine del 1966, quando dopo l’alluvione di Firenze mio fratello ed io fummo mandati per un po’ dai parenti nella città natale per scongiurare immaginate pestilenze e semplificare la fine di un matrimonio che sarebbe giunta di lì a poco.

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Esposizione virtuale

23 agosto 2010

Ewa Bathelier

Non ho alcuna seria cognizione d’arte. Di moda non ci capisco niente. Né so per quale strada ho incrociato su Facebook la signora Ewa Bathelier, se sia stato qualche comune amico a presentarmela, se ci siamo introdotti da soli, se io sia imbattuto in lei o lei in me. Ma quando ho visto le foto dei suoi lavori son rimasto colpito. Mi piacciono. Non so perché ma mi piacciono.

È nata a Varsavia e vive a Strasburgo. Leggo che, dal 2001 almeno, ha esposto a Cracovia, a Houston, a Los Angeles, a Parigi, a Venezia, a Bruxelles, a Saint-Tropez, a Bologna, a Roma, a Bolzano.

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Forma e sostanza

21 aprile 2010

Maurizio Marinelli - direttore editoriale della Baskerville di Bologna

Maurizio Marinelli - direttore editoriale della Baskerville di Bologna

Maurizio Marinelli, l’editore della Baskerville di Bologna che s’è preso la briga di pubblicare Sempre più verso Occidente e altri racconti a costo di aver a che fare con l’autore più “scassacazzi” che gli sia capitato in vita sua, ce l’ha fatta. In uno dei testi che alimentano la sezione di questo blog intitolata “Dicono di me”, scriveva che la foto di me che compariva in queste pagine era quasi pornografica, rivelando un sorriso che non m’appartiene o, meglio, che esiste ed è esistito solo in un contesto meditativo da un grande maestro che si chiama Thich Nath Hahn. La foto in questione è questa:

A Plum Village nel luglio del 2009

Ora, Daniela Mugelli che s’è presa l’ingrato compito di curar per me le parti più tecnologiche e rognose di questo dialogo in pubblico con chi vuol relazionarsi con me o non ha di meglio da fare, lo ha accontentato, sostituendo l’immagine con un ritratto scattato dall’amico Gianni Pasquini in occasione della presentazione di Sempre più verso Occidente e altri racconti l’8 aprile scorso alla libreria Libri Liberi di via San Gallo a Firenze. Han fatto tutto loro a mia insaputa, segno evidente che nel mio computer si può entrare con una facilità che quasi mi sconcerta. Il risultato è questo:

Alla presentazione di “Sempre più verso Occidente” l’8 aprile 2010 a Libri Liberi a Firenze

Io li lascio fare ed accolgo di buon grado il mutamento e la generosità. [Continua a leggere >>]