Citazioni

Dica pure, l’opinione pubblica

15 agosto 2017

Sarà per me benvenuto ogni giudizio di critica scientifica. Per quanto riguarda i pregiudizi della cosiddetta opinione pubblica, alla quale non ho mai fatto concessioni, per me vale sempre il motto del grande fiorentino:

Segui il tuo corso, e lascia dir le genti!*

Londra, 25 luglio 1867

* In italiano nel testo.

KARL MARX, dalla Prefazione alla prima edizione del Capitale

Granelli di sabbia

23 ottobre 2016

– Succede lo stesso con le macchine, un granello di sabbia negli ingranaggi non ferma una macchina, ma se una persona comincia a lanciare un po’ più di sabbia ecco che il motore inizia a perdere colpi. Nei miei sogni vedo tanta gente che lancia sabbia negli ingranaggi.
– Ti sei un romantico Otto Quangel.
– Sono um meccanico.
– Sì, sei anche quello.
– Sei tu la romantica, almeno lo eri un tempo.
– Lo ero un tempo?

Dal film Lettere da Berlino di Vincent Perez, tratto dal romanzo di Hans Fallada, Ognuno muore solo.

Dal film Lettere da Berlino di Vincent Perez, tratto dal romanzo di Hans Fallada, Ognuno muore solo.

Tradizioni europee

6 settembre 2016

O ancora: tutti i popoli europei son già decenni che si dedicano all’escogitazione dei metodi migliori per uccidere gli uomini e per insegnare l’omicidio a tutti i giovani che giungono all’età matura. Tutti sanno che non c’è da temere alcuna invasione barbarica, e che questi preparativi all’omicidio, i popoli cristiani e civilizzati li fanno soltanto per servirsene poi l’un contro l’altro; tutti sanno che ciò è faticoso, doloroso, scomodo, rovinoso per l’economia degli stati, e immorale, irreligioso e folle, eppure tutti si preparano ad uccidersi a vicenda: gli uni, escogitando combinazioni politiche tra i vari stati, per vedere chi dovrà ammazzare chi e alleandosi con chi; altri, dando ordini a coloro che si preparano all’omicidio, e altri ancora, sottomettendosi contro la loro volontà, contro la loro coscienza, contro la loro ragione, a questi preparativi all’omicidio. Forse che persone sobrie potrebbero fare di queste cose?

Lev Tolstoj, Perché la gente si droga? (1891), Mondadori, 2008, p. 29

Guerra e grandezza

24 agosto 2016

“Un grande guerriero eh? Guerra non fa nessuno grande.”

Yoda Maestro Jedi

L’amore iperprotettivo

22 agosto 2016

L’amore iperprotettivo, ansioso, paralizzante, quello stesso che abbiamo sperimentato noi, siamo sicuri sia quello adatto a favorire il suo sviluppo, quando ha invece ostacolato il nostro? … Non è solo dalla fiducia negli altri che il bambino impara a stare bene al mondo, in se stesso… faccio tutto io anziché fai da solo… Chi fra noi adulti accetta di ridurre la propria vita all’amore per un’altra persona e al suo per noi? … ha negato al bambino la ricchezza dei rapporti plurimi per limitarlo a un unico rapporto totalizzante.

Elena Gianini Belotti, Non di sola madre

Motivo di condanna

19 agosto 2016
Se c’è una cosa per cui il giorno del Giudizio Universale dovranno condannarti è che hai avuto l’amore in casa e non hai saputo riconoscerlo.
Gabriel Garcia Marquez

Nel seno della natura

18 agosto 2016

Essere una cosa sola con tutto ciò che vive, far ritorno, beatamente dimentichi di se stessi, nel seno universale della natura, ecco il vertice di ogni pensiero e di ogni gioia.

Friedrich Hölderlin

Intervieni su di te

9 agosto 2016

Tu non devi intervenire sull’Altro, ma su di te, a meno che l’Altro richieda il tuo aiuto o la tua opinione.

Comprendi tu quello che l’Altro fa? Mai… D’altronde come potresti? E un altro comprende ciò che fai tu? Da dove viene il diritto di avere opinioni sugli altri o di agire su di loro? […]

Tu stesso hai bisogno del tuo aiuto; devi tenere pronti per te stesso opinioni e buoni consigli anziché correre dagli altri a offrire comprensione e a voler dare aiuto. Che cosa sono dei demoni che non agiscono per conto loro?

Perciò lasciali agire, ma non attraverso di te, altrimenti tu stesso sarai un demone per gli altri.

Carl Gustav Jung, Libro Rosso

Prova

Handicap d’amore

11 aprile 2016

L’amore può esser cieco ma non sordo.

Dal blog di Andrea Liberovici

L’Università di via Trinità

4 marzo 2016

«Quando si chiedeva a Ernesto de Martino quale università avesse frequentato, egli rispondeva: “Quella di via Trinità Maggiore” (oggi ribattezzata via Benedetto Croce). Per Croce egli continuò a testimoniare riconoscenza e ammirazione anche quando se ne era staccato e quando la sola evocazione del suo nome era considerata indizio di provincialismo. Ricordava volentieri come negli anni della seconda guerra mondiale egli appartenesse a quella “piccola parte della gioventù italiana” che “cercava asilo nelle serene e severe stanze di Palazzo Filmarono per risillabare il discorso elementarmente umano altrove impossibile, talora perfino nella propria famiglia”, ma ancora nel 1958 il tedesco che va a trovarlo per chiedergli solidarietà contro la rinascita della stregoneria nel suo paese lo trova intento a rileggere la “serena e razionale prosa” della Storia d’Europa».

Cesare Cases, introduzione a
Ernesto De Martino, Il mondo magico, Torino, Boringhieri,1973

La fatica del mestiere

21 febbraio 2016

Io vi auguro, se sarà il vostro mestiere lavorare tra i libri, di prepararvi bene e affrontarlo con umiltà e pazienza; se sarà la vostra vocazione, vi sia benigno il cielo: farete tanta fatica come l’ho fatta io, ma ne sono contento.

Roberto Cerati, presidente della casa editrice Einaudi

Eco: «Il giornale dei desideri»

21 febbraio 2016

«Veniamo allora ai miei desideri. Certo che voglio sapere se il governo ha fatto un accordo con gli scienziati o blocca la ricerca scientifica, se Berlusconi ha scelto come futuro ministro della Pubblica Istruzione Bossi o Maroni, ma vorrei che queste cose mi fossero dette quanto basta. Per il resto, gli avvenimenti romani potrebbero occupare una colonnina di stelloncini essenziali, che comprendano anche le due righe indispensabili se proprio si vuole sapere che il Papa ha ricevuto una delegazione di monache coreane. Ma basta un colonnino. Così quando ci sarà l’avvenimento veramente importante, quello che ci deve far saltare sulla sedia, ce ne accorgeremo perché, solo per quella volta, il giornale avrà fatto il titolo su più colonne.
Per il resto vorrei sapere tutto il resto. Tutto il resto che porta i giornalisti a fare i reporter in giro e non a passeggiare nel transatlantico.
Sarà questo un modo di sfuggire alla balcanizzazione? Un giornale sbalcanizzato attirerà più lettori, oppure il lettore è ormai avvelenato, vuole il titolone con «rissa tra Amato e Fassino», quando in Consiglio dei ministri c’è stato invece uno scambio di opinioni divergenti su un problema all’ordine del giorno, come deve essere in ogni paese civile? Io tuttavia vorrei che il vostro giornale tentasse; forse i lettori sono più svegli di quanto si crede, forse hanno bisogno del gadget perché non provano gusto a leggere un quotidiano che, se un ragazzo ammazza la propria ragazza, spende almeno una pagina a intervistare i loro compagni di scuola i quali dicono (lo avreste immaginato?) che gli dispiace.
Scusate l’intromissione, ma a me quell’aggettivo «balcanico» ha dato noia. Volete provare?»

Umberto Eco, l’Unità, 28 marzo 2001, il giorno del ritorno in edicola, sotto la direzione di Furio Colombo, del quotidiano fondato da Antonio Gramsci dopo la chiusura che ha infranto il mio sogno, quello di finire la mia carriera dove l’avevo iniziata.

Dal blog di Pietro Spataro https://unitagiubberosse.wordpress.com

Prova

A ritroso

2 gennaio 2016

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così il trauma è bello che superato. Quindi ti risvegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

Woody Allen

Lungimiranza maschile

21 novembre 2015

È fin troppo facile fare dell’ironia sul fuco e il suo ruolo. Domandiamoci piuttosto perché, ben sapendo cosa lo aspetta, il fuco non si sottragga al suo compito. Saprà forse, il fuco, qualcosa che noi non sappiamo? Per esempio che non c’è niente, dopo, di meglio di quello che è già stato?

Elena Stancanelli, L’ingrato compito dei fuchi, in “La Repubblica”, sabato 21 novembre 2015, p. 56

Islam e Occidente

21 novembre 2015

L’Islam è un universo, una civiltà plurisecolare che ha prodotto tesori d’arte, di cultura, di filosofia e ha promosso guerre feroci; che in certe epoche e regioni ha garantito giustizia e benessere e in altre ha inflitto violenze e supplizi. Dire Islam, ha affermato qualche giorno fa Massimo Cacciari, è come dire Occidente; è difficile porre sotto lo stesso ombrello i filosofi arabi che traducevano Aristotele e il Califfo Omar che distrusse la biblioteca di Alessandria, per non parlare di crimini ben peggiori compiuti peraltro, in varie misure, da tutte le civiltà assurte a grandi potenze. È anche difficile mettere sotto lo stesso ombrello dell’Occidente la Magna Charta e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino e le leggi naziste di Norimberga.

Claudio Magris

I musulmani e il dialogo. Diritti sì ma anche doveri

in “Corriere della Sera”, sabato 21 novembre 2015, p. 28

Francamente

20 settembre 2015
“Credo poco alle virtù del parlare francamente: molto spesso ciò vuol dire affidarsi alle abitudini più facili, alla pigrizia mentale, alla fiacchezza delle espressioni banali”.
Italo Calvino, Una pietra sopra
citato in Loredana Lipperini, Parole “tossiche” contro l’odio in rete, la Repubblica, 20 settembre 2015

Responsabilità anticonformista

13 settembre 2015
“Così intesa la responsabilità diventa rischiosa, personale, anticonformistica. Non una limitazione all’azione, ma al contrario l’anima di una coscienza sincera che non si chiude in se stessa”.
Francesca Bolino, recensione di Responsabilità di Mario Vergani, Raffaello Cortina editore,
su Repubblica, domenica 13 settembre 2015, p. 48

Amore rivoluzionario

6 settembre 2015
“Chi saranno i coraggiosi, furibondi, visionari autori del nostro manuale di amore rivoluzionario?”
Eve Ensler, Ufficio schiavitù sessuale, “la Repubblica”, domenica 6 settembre 2015

Tre punti esclamativi

22 agosto 2015

Comma Queen (Mary Norris) “una volta litigò con Elmore Leonard sulla quantità di punti esclamativi concessi in una vita (solo due o tre per lei, un po’ più accomodante lui)…”.

Recensione del libro di Mary Norris, celebre correttrice del New Yorker, di Costanza Rizzacasa d’Orsogna, sul Corriere della Sera di sabato 22 agosto 2015

Rete inconsistente

9 maggio 2015

Sospesa sull’abisso, la vita degli abitanti d’Ottavia è meno incerta che in altre città. Sanno che più di tanto la rete non regge.

Italo Calvino, Le città invisibili

Violenze

2 maggio 2015

Tutti vedono la violenza del fiume in piena che tutto travolge, nessuno vede la violenza degli argini che lo costringono.

Bertold Brecht

L’attimo immortale

18 aprile 2015

Immortale è chi accetta l’istante. Chi non conosce più un domani.

Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò, 1947

The sun is eclipse by the moon

21 marzo 2015

Questa è la somma stoltezza del mondo: che quando la fortuna ci vacilla – spesso perché l’abbiamo troppo ingozzata – diamo al sole, alla lune e alle stelle la colpa della nostra malasorte, come se, per necessità del fato fossimo le canaglie che noi siamo.

William Shakespeare, Re Lear


Gradi di paura

21 marzo 2015

Forse voi giudici pronunciate la sentenza contro di me con più paura di quanto io ne abbia nell’ascoltarla*.

Giordano Bruno

* Citato nell’articolo di Corrado Stajano Biografia di una statua “maledetta”,

“Corriere della Sera”, 21 marzo 2015

Alfiere nero in D4: matto

17 febbraio 2015

Fahim Mohamad

Su la Repubblica di ieri, Anais Ginori raccontava la storia del “piccolo genio degli scacchi” del quale avevo scritto qui il 2 agosto 2012 con il titolo Fahim muove ed è matto dopo che in una rivista, pur apprezzando l’articolo spedito nel disperato tentativo di racimolare del reddito, lo avevano rifiutato.

Quel “rifiuto” è stato compensato dai commenti lasciati nel blog da Andrea Guermandi e da Rita Martinelli.

La cosa bella, oltre alla cittadinanza conquistata da Fahim e all’Immortale che anch’egli probabilmente avrà vinto, è che ora è uscita presso Bompiani l’autobiografia di Fahim Mohammad intitolata Un re clandestino e, pare, da esso ne verrà tratto un film. Auguri ragazzo.

Anomalia nostrana

3 novembre 2014
«Il terzo punto, che dà il titolo al libro, è l’autodistruzione della sinistra, ambito nel quale all’Italia spetta un posto d’onore. Non si riesce invero a capire perché mai i tedeschi o glisvedesi, o i belgi, o gli austriaci, abbiano diritto ad avere un partito socialdemocratico nei loro parlamenti, ma non gli italiani.
Hanno impiegato oltre quindici anni, dalla “Bolognina” alla nascita del cosiddetto Pd, a demolire quanto ancora restava dell’insediamento sociale, culturale e umano del maggior partito riformista che l’Italia abbia avuto nella sua storia repubblicana, e che Togliatti chiamò “partito nuovo”».
Luciano Canfora, a proposito del libro di Domenico Losurdo, La sinistra assente, Carocci, su “Il Corriere della Sera” di lunedì 3 novembre 2014

Prezzi

13 agosto 2014

Divorziare è costoso: ti svuota il cuore attraverso il portafoglio.

Robin Williams

Avvertimenti celesti

13 agosto 2014

La cocaina è il modo di Dio per dirti che stai facendo troppi soldi.

Robin Williams

Gli indifferenti

2 agosto 2014
Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
Antonio Gramsci
11 febbraio 1917

Creature, o anche solo viventi

4 maggio 2014

Io credo che un tempo fossimo tutti assai più confusi con quanto ci circonda e non fosse così facile distinguere fra sé e la natura, non si avesse insomma la consapevolezza dei confini che pur ci separano dall’antilope o dalla scolopendra o anche solo dallo scalogno pertanto era assai più “naturale” volger lo sguardo in alto o raccogliersi rannicchiati e dir parole come quelle che seguono, senza forse nemmeno intender fare della religione se non quella d’esser appunto un’unica grande entità tutta legata come dice la parola stessa.

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L’efebo azzittito

9 marzo 2014

Socrate

«Già immagino chi si balocca col più cretino degli argomenti: i Greci. Tutte le vittime della pedofilia nel mondo occidentale hanno dovuto subire l’onta supplementare di questa balordaggine: ed ecco i Socrati e gli Alcibiadi e soprattutto la supposta “naturalità” dei nostri più illustri antenati in fatto di rapporti con i bambini e gli adolescenti. Davvero non se ne può più di questa turpitudine ammantata di luoghi comuni da liceali.

Lo chiedo agli esperti, ai filologi: a fronte di tutto quello che avevano da dichiarare gli adulti, esiste nella letteratura greca la testimonianza di un efebo felice di essere stuprato? Quanto all’altro mezzuccio dialettico, quello della “naturalità”, non c’è bisogno d’aver letto Leopardi per sapere che dalla natura provengono cose come la peste, i terremoti, le eruzioni dei vulcani. Possiamo amare quanto vogliamo la natura, ma lei non è fatta per ricambiarci necessariamente. Tra i suoi scopi manca del tutto la garanzia della felicità dei singoli esseri viventi. Ovviamente, non ero lì, ma ci metterei la mano sul fuoco: nessuno era troppo contento di soddisfare i desideri di Socrate e Alcibiade. Più logico pensare che, diventati adulti, infliggessero agli altri ciò che avevano subito, in una catena di ingiustizie che si è perpetrata nei secoli, ed è arrivata fino a noi servendosi di ogni forma possibile di mala educaciòn, come l’ha definita il grande Pedro Almòdovar».

Emanuele Trevi, L’abominio libertario della pedofilia,

La Lettura, Corriere della Sera, 9 marzo 2014, p. 5

Capire non combattere

16 febbraio 2014

[Il cancro] non è un mostro alieno, è vita fuori controllo dentro vita normale. Fare la guerra al cancro è impossibile, nella maggior parte dei casi non si riesce a distruggerlo senza uccidere anche chi lo ha. Invece si può rimettere in riga quella vita senza regole. Ma per fare ciò non deve avere più segreti. Dobbiamo svelare tutti i passaggi che portano le cellule a moltiplicarsi senza sosta. E a rompere gli “ormeggi”, invadendo il corpo. Scoperto tutto questo possiamo “aggiustare” il cancro. Gli strumenti ci sono, ci serve solo sapere dove usarli.

Pier Paolo Pandolfi, direttore del Cancer Center di Harvard,

intervistato da Arnaldo D’Amico, la Repubblica, 16 febbraio 2014, p. 42

Prova

Chi sono gli ebrei

18 gennaio 2014

Gli ebrei «non sono una razza omogenea ma un branco di schiavi e disperati in fuga dall’Egitto. Infatti, tra il 1800 e il 1500 a. C. molti popoli nomadi della Palestina o del Sinai si recarono in Egitto. Costretti in miseria si chiedevano per quale motivo dovessero continuare a campare di stenti mentre gli egiziani facevano sfoggio d’ori e ricchezze. Così fuggirono a quei loro padroni emigrando in massa verso nuove terre. Questa massa in fuga non era, però, accomunata né dalla lingua e nemmeno dalla cultura e, probabilmente, la maggior parte di loro Abramo non sapeva nemmeno chi fosse.

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Rispettabili imprese

8 dicembre 2013

Dormire non è un’impresa di poco conto: per compierla si deve rimanere svegli l’intero giorno.

Friedrich Nietzsche

My way

26 ottobre 2013

Preferisco un fallimento alle mie condizioni che un successo alle condizioni altrui.

Tom Waits

Il nemico morto

18 ottobre 2013
Io, il nemico, lo combatto quando è vivo e non quando è morto. Lo combatto quando è in piedi e non quando giace per terra.
Sandro Pertini*
* Dopo aver visto il cadavere del Duce a piazza Loreto.

L’uomo dove stette?

24 settembre 2013
Pietra nella pietra,
l’uomo dove stette?
Aria nell’aria,
l’uomo dove stette?
Tempo nel tempo,
l’uomo dove stette?
Pablo Neruda, Canto Generale

L’altalena dei pirati

17 agosto 2013

L’uomo non può continuamente far del male. Perciò, anche nella società dei pirati, devono esserci ore piacevoli durante le quali, pur trovandovi a bordo del loro sinistro vascello, vi pare di stare in un’altalena.

Honorè de Balzac, La locanda rossa

Valori relativi

31 luglio 2013

La fedeltà è sacra! Ma non scordiamo che il matrimonio è un sacramento che risale ad un periodo in cui l’aspettativa media di vita era di 30 anni.

Paolo Rossi, Che tempo che fa, 26 novembre 2012

Miracoli

21 luglio 2013

Cominciate a fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile, e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.

Francesco d’Assisi

I love you 2.0

17 giugno 2013

Ci si comincia a seguire su Twitter, ci si ama su WhatsApp e ci si dice addio tre giorni dopo su Facebook. La strada fra innamoramento e indifferenza non è mai stata tanto breve.

Luca Ricci, L’amore social è come una ciambella (finisce subito),

Il Corriere della Sera, 15 giugno 2013

Ciechi brindisi

26 settembre 2012
Sopra i bicchieri dai quali spavaldamente bevevamo, la morte invisibile incrociava già le sue mani ossute.

Joseph Roth, La cripta dei cappuccini, 1938

Le stanze del cuore

16 luglio 2012

Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un casino.

Gabriel Garcia Marquez

Cos’è una montagna

11 marzo 2012

Clemente Rebora

Nikolaj Gogol

In tal modo, come una palpebra discreta sopra una pupilla senza malizia, si chiude la breve giornata di Akàkij Akàkievic, che non ha nulla di malinconico, e neppure di triste: se mai è mesta. Egli infatti si riduce così solitario anche perché lo vuole; e non per misantropia, o incapacità di godere, ma piuttosto per un’indipendente amicizia con il poco di cui sa contentarsi; e non soffre quindi distacco, in quanto segue ma non si attacca alla vita. Per questo fugge l’ozio, e il perder tempo, perché egli sente di valere finché produce, come la sua penna; trovarsi inutile, ingiustificato, gli sarebbe insostenibile, si dovrebbe guastare; forse intuisce che servire è insignorirsi.

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Voi che vivete sicuri

29 febbraio 2012
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

Naufragio

3 ottobre 2011

A volte, mi chiedo contro quale scoglio farà naufragio tutto ciò, poiché si fa sempre naufragio: sarà una sposa, un figlio troppo amato, uno di quei tranelli legittimi nei quali restano impigliati i cuori più timorati e puri; o sarà semplicemente l’età, la malattia, la stanchezza, il disinganno che ci avverte che, se tutto è vano, lo è anche la virtù?

Marguerite Yourcenar

Postilla a Pre-Visioni

26 settembre 2011

La scienza non prova, esplora.

Gregory Bateson, Mente e natura, Milano, Adelphi, 2006, p. 47

Vedi Pre-Visioni

Vedi Glossa a Pre-Visioni

In un modo o nell’altro

20 giugno 2011

Non capirsi è terribile
non capirsi e abbracciarsi,
ma benché sembri strano,
è altrettanto terribile capirsi totalmente.

In un modo o nell’altro ci feriamo.
Ed io, precocemente illuminato,
la tenera tua anima non voglio
mortificare con l’incomprensione,
né con la comprensione uccidere.

Evgenij Aleksandrovič Evtušenko

La responsabilità di scrivere

8 maggio 2011

Poiché noi vivi non siamo soli, non dobbiamo scrivere come se fossimo soli. Abbiamo una responsabilità finché viviamo: dobbiamo rispondere di quanto scriviamo, parola per parola, e far sì che ogni parola vada a segno.

Primo Levi, L’altrui mestiere

Barboni fortunati

29 aprile 2011

Scrivere di un senzatetto è affidarsi alla scabrosità di una possibilità che ti appartiene. Perché gli artisti, spesso e volentieri, sono barboni fortunati. Ce l’hanno fatta a non finire all’addiaccio, ma conservano i tratti disturbati e l’inquietudine dell’erranza, vagano con gli occhi, sentenziano sul mondo, hanno ossessioni, riti. Ogni giorno corrono il rischio di perdersi, di non trovare più la strada del ritorno.

Margaret Mazzantini

Il male peggiore

16 aprile 2011

Nessuno dei mali contro cui pretende di lottare il totalitarismo è peggiore dello stesso totalitarismo.

Albert Camus

Ambivalenza

3 aprile 2011

Una conquista importante delle donne è l’aver riconosciuto che l’amore materno, ben lungi dall’essere un istinto infallibile, è un sentimento composito in cui, come in qualsiasi altro rapporto, l’ambivalenza è la norma. L’amore allo stato puro non esiste, neppure tra madre e figlio: così è normale provare tenerezza e ostilità, entusiasmo e rancore, noia e divertimento, disponibilità e irritazione, dedizione e rifiuto per richieste assorbenti e continue. Ma anche questa è un’acquisizione razionale. Nel profondo, là dove agiscono e sedimentano condizionamenti antichi, là dove è scolpito il modello ideale della “buona madre”, i sensi di colpa sono divoranti e l’infelicità e la sofferenza diventano compagne quotidiane di tante donne nel tentativo infruttuoso di conciliare affetti, lavoro, vita sociale e culturale, di pretendere di vivere come persone complete, non lacerate dallo sforzo di ricomporre l’impossibile e l’antitetico.

Elena Gianini BelottiNon di sola madre

Pecunia olet

2 aprile 2011

La nostra economia non ha solo il problema del denaro, ha l’aggiunta di quello sporco.

Enzo BiagiLa moneta e la morale, «Corriere della Sera», 1998

Aspirazioni anarchiche

1 aprile 2011

Ebbi fede nella fratellanza, nell’amore universale. Ritenni che chi benefica o danneggia un uomo, benefica o danneggia la specie. Cercai la mia libertà nella libertà di tutti, la mia felicità nella felicità di tutti.

Bartolomeo Vanzetti

Il fratello del mentecatto

29 marzo 2011

Tu credi nell’ingegno che non abbia nulla a che fare con l’inferno? Non datur! L’artista è fratello del delinquente e del mentecatto.

Thomas MannDoctor Faustus

Essere amato

28 marzo 2011

Chi non ha mai posseduto un cane, non può sapere che cosa significhi essere amato.

Arthur Schopenauer

Proprietà discorsive

27 marzo 2011

Un discorso può infettare, escludere, circondare, imprigionare  o liberare, guarire, nutrire, fecondare.

Luce Irigaray

Enormi inezie

23 marzo 2011

… può avvenire, come nella vita umana, che quanto più un individuo è costretto a difendere la propria esistenza fisica immediata, tanto più sostiene e si pone dal punto di vista di tutti i complessi e più elevati valori della civiltà e dell’umanità.

Antonio Gramsci

Esplosioni stagionali

22 marzo 2011

Vorrei fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi.

Pablo Neruda

Sistema periodico

18 marzo 2011

Tutta la vita si divide in tre periodi: il presentimento  dell’amore, l’azione dell’amore e il ricordo dell’amore

Marina Cvetaeva

Consigli

15 marzo 2011

Chiediamo  un consiglio quando conosciamo già la risposta ma  non vogliamo saperla

Erica Jong

Delirometro

14 marzo 2011

Posso misurare il moto dei corpi, ma non l’umana follia.

Isaac Newton

Vicolo cieco

10 marzo 2011
Però, che beffa formidabile è questa, che si debbano avere degli occhi acutissimi, per entrare in un vicolo cieco!
William Shakespeare

Ateismo spicciolo

9 marzo 2011

Non è necessario credere in una fonte soprannaturale del male: gli uomini da soli sono perfettamente capaci di qualsiasi malvagità.

Joseph ConradSotto gli occhi dell’Occidente

Dal Talmud

13 febbraio 2011

«Se non son io per me, chi sarà per me? E quand’anche io pensi a me, che cosa sono io? E se non ora quando?».

Talmud, Pirké Avoth, cap. I, § 13

Citato da Primo Levi in Se non ora, quando? come canzone dei gedalisti, così:

«Se non sono io per me, chi sarà per me? Se non così, come? E se non ora, quando?»

Opere, Torino, Einaudi, 1988, v. II, p. 348

La più grande gioia

7 febbraio 2011

La mia più grande gioia è che tu sia felice. Cerca tu di vedere che cosa ti rende più felice. Perché tormentarsi? Se non ti accade nessun male, che male potrei avere io?

Nicolaj CerniscevskijChe fare?

Dialogo diabolico

5 febbraio 2011

Uno degli strumenti del male è il dialogo.

Franz Kafka

Quaderni in ottavo, 21 novembre 1917

Nota per il destino

4 febbraio 2011

Quando prendo la penna in mano non mi può succedere più nulla. Il destino dovrebbe prenderne nota.

Karl KrausDetti e contraddetti

Sbriciola e sminuzza

2 febbraio 2011

La vita sbriciola e sminuzza ogni cosa e poi la lascia cadere a poco a poco dalla mano. La vita? Noi stessi! Oh, quel diventare indifferenti, quel non poter più capire certe tensioni passate! Fra le molte ragioni d’impazzire per la caducità delle cose umane, questa è la più profonda!

Franz WerfelIl segreto di Saverio

Matita rossa

31 gennaio 2011

La mania di correggere le persone può essere una malattia.

Marianne Moore

Proporzioni

24 gennaio 2011

Al mondo ci sono più idioti che furfanti, altrimenti i furfanti non avrebbero a sufficienza di che vivere.

Samuel Butler

Libertà perdonate

23 gennaio 2011

È raro perdonare a coloro che amiamo le libertà che accordiamo a tutti gli altri.

Pauline Rèage

Errori divini

17 gennaio 2011

Non  nego  che le donne siano un po’ matte: l’Onnipotente  le  ha create per tener testa agli uomini.

George Sand

Entusiastici sbagli

15 gennaio 2011

Fai pure delle sciocchezze, ma soprattutto falle con entusiasmo.

Colette

La chiave del perdono

14 gennaio 2011

Il perdono è la chiave per l’azione e la libertà.

Hannah Arendt

Gradazioni italiane

13 gennaio 2011

L’Italia è un paese dove su alcuni cartelli c’è scritto: «È severamente vietato», come se il divieto possa essere vietato tanto o vietato poco.

Pier Camillo Davigo