agosto 2017

Numeri che parlano da soli

29 agosto 2017

Non sono un esperto di economia e non maneggio bene la matematica, ma qualche pensiero riesco ad articolarlo vedendo dei numeri che parlano da soli.

Apprendo da un bell’articolo di Alessandro Gilioli pubblicato su “l’Espresso” nel dicembre dello scorso anno ­– Il reddito è il minimo, ma non basta – che una ricerca svolta qualche anno fa da Carl Benedikt Frey e Michael A. Osborne dell’università di Oxford ha messo in evidenza come «oggi le tre maggiori società della Silicon Valley capitalizzano in Borsa 1.090 miliardi di dollari con 137 mila dipendenti, mentre 25 anni fa le tre maggiori aziende manifatturiere americane capitalizzavano in tutto 36 miliardi di dollari impiegando 1,2 milioni di lavoratori».

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Il periodo, un racconto ancora inedito

23 agosto 2017

Su “Succedeoggi” prima e su TESSERE poi, il mio racconto inedito, Il Periodo, scritto fra il 1993 e il 1994, e inserito nella raccolta ancora in attesa di pubblicazione, Fatti di cronaca. Nel sito cugino di «informazione della cultura quotidiana», è stato illustrato con il dipinto Madre e figlia, di Pablo Picasso del 1902. Eccolo:

Il Periodo

«Lui appuntava con la sua M quelle intrusioni violente nel gioioso andamento del loro amore. Sfogliava le pagine contando, senza badare al nome dei giorni, alla data che compariva in alto, al santo consacrato»

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Io non sono contrario alle “ronde”

23 agosto 2017

Io non sono contrario alle “ronde”, a quel proporsi dei cittadini “uniti” per farsi carico di un problema della collettività, cui lo Stato, che quella collettività è tenuto a proteggere, da solo non è pienamente in grado di farsi carico e risolvere.

Non sono contrario alle “ronde” purché svolgano la loro attività in stretto contatto con le forze dell’ordine preposte a garantire quella sicurezza, anzi lo facciano sotto la loro egida, il loro controllo, la loro supervisione, per così dire “prendendo ordini” da chi indossa la divisa.

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Gramsci e Montanelli, ovvero il culo e le 40 ore

19 agosto 2017

Oreste Pivetta

Sulla sua bacheca di Facebook, il 6 agosto scorso, Oreste Pivetta – colto collega della ex redazione de “l’Unità” di Milano – ha acutamente e con un briciolo di malizia segnalato la bizzarra lettera e l’ancor più bizzarra risposta, pubblicate nella rubrica della corrispondenza con i lettori del “Corriere della Sera” il giorno prima, sabato 5 agosto 2017, intitolate Montanelli e Gramsci.

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La gamba

16 agosto 2017

La notizia del ritrovamento in un cassonetto a Roma, nel quartiere Parioli, di due gambe di donna presumibilmente tagliati a colpi d’ascia, mi induce a pubblicare un racconto, compreso in una raccolta non ancora pubblicata, che ho scritto nell’ottobre del 1997, prendendo spunto da un fatto di cronaca avvenuto a Reggio Emilia alla fine degli anni Novanta a cui “Mattina”, il quotidiano locale distribuito insieme a “l’Unità” di cui ero vicedirettore, dette ampio spazio. Si intitola La gamba.

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Dica pure, l’opinione pubblica

15 agosto 2017

Sarà per me benvenuto ogni giudizio di critica scientifica. Per quanto riguarda i pregiudizi della cosiddetta opinione pubblica, alla quale non ho mai fatto concessioni, per me vale sempre il motto del grande fiorentino:

Segui il tuo corso, e lascia dir le genti!*

Londra, 25 luglio 1867

* In italiano nel testo.

KARL MARX, dalla Prefazione alla prima edizione del Capitale

Dell’insulto alla miseria

8 agosto 2017

Poche cose mi indignano – anzi, mi irritano, e spiegherò poi la differenza – quanto l’insulto alla miseria, lo spregio alla povertà, l’offesa dell’indigenza. Poche quanto lo sperpero dinanzi alla mancanza del necessario, l’ignavia e l’irresponsabilità nei riguardi dei propri beni e della loro potenziale capacità di moltiplicare ricchezza, accrescerla e, per questa via, possibilmente condividerla, spartirla, redistribuirla. Indignazione e irritazione che si dilatano se quegli sprechi e quelle dissipazioni, se quel cicaleggiare, provengono da chi ha fatto vanto di libertarismo e fede alla rivoluzione ed ancor più da chi stigmatizza i comportamenti altrui capaci di provocar sofferenza.

Mi indignano e mi irritano tali comportamenti forse solo meno della sopraffazione verso chi patisce un handicap, è, per ragioni fisiche o mentali, in difficoltà a condurre pienamente una vita come fanno molti altri, la maggior parte. O del sopruso nei confronti del più debole, il bambino, l’anziano, il diseredato.

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Aiuti, soldi, lavoro

7 agosto 2017

Ho ricevuto generose risposte ad un breve “post” scritto sulla mia bacheca di Facebook alcuni giorni fa, che merita di essere riportato per riflettere nuovamente su un tema dal quale non ci si può sottrarre: «Giustamente la banca mi chiede la sollecita copertura dello scoperto di 100 euro rispetto al fido che, data la mia affidabilità, mi è stato concesso, ma contemporaneamente mi dicono che la restituzione di alcune migliaia di euro da parte dell’Agenzia delle entrate a mio credito, in virtù della Dichiarazione dei redditi del 2016, avverrà non prima di 6 e non oltre 18 mesi da ora. C’è qualcosa che non mi torna, anzi mi torna perfettamente».

Più di una persona si è offerta per farmi un prestito o forse anche, non lo escludo, una donazione, ed ovviamente li ringrazio tutti davvero con sentimento, come si sarebbe detto un tempo «con il cuore in mano».

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Solipsismo

6 agosto 2017

Un pilastro della consapevolezza umana poggia sul fatto di porsi delle domande e darsi delle risposte, sul fatto, cioè, di non attendere che ci vengano poste e di dover trovare qualche spiegazione da dare a quanto sollecitato. Solo la furbizia opera ingegnandosi sempre una qualsivoglia replica alle questioni poste da altri, indipendentemente dalla loro validità. Eppure, questo monologo interiore, che caratterizza il saggio e lo distingue dall’opportunista, lo colloca in un’area simile a quella entro cui si muove l’individuo che ode le voci e per ciò è sul punto di delirare.