Fratricidio

L’Antonia del cui papà ho già narrato, dopo aver preso ieri un caffè con me, per posta elettronica mi ha inviato questa frase tratta da un libro che evidentemente sta leggendo:

Umberto Saba

«Vi siete mai chiesti perché l’Italia non ha avuto, in tutta la sua storia – da Roma ad oggi – una sola vera rivoluzione? La risposta – chiave che apre molte porte – è forse la storia d’Italia in poche righe. Gli Italiani non sono parricidi; sono fratricidi. Romolo e Remo, Ferruccio e Maramaldo, Mussolini e i socialisti, Badoglio e Graziani… “Combatteremo” fece stampare quest’ultimo in un suo manifesto “fratelli contro fratelli”. (Favorito, non determinato, dalle circostanze, fu un grido del cuore, il grido di uno che – diventato chiaro a se stesso – finalmente si sfoghi). Gli italiani sono l’unico popolo (credo) che abbiano, alla base della loro storia (o della loro leggenda) un fratricidio. Ed è solo col parricidio (uccisione del vecchio) che si inizia una rivoluzione. Gli italiani vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli».

È tratta da Scorciatoie e raccontini di Umberto Saba e merita più di una riflessione. C’è del vero, molto vero, in quelle parole e anche noi che quand’eravamo giovani abbiamo fatto fuoco e fiamme e siamo oggi in quell’età su cui ricade la responsabilità maggiore di ciò che sta succedendo o non succedendo; noi che giustamente abbiamo imparato ad esser critici e autocritici, a farci in brani per ogni gesto, addirittura per ogni pensiero o barlume di esso e quest’eccellenza talvolta c’inchioda a una paralisi ch’essa stessa produce realtà al pari d’un’azione; noi che non abbiamo altro tempo per lasciar su questa terra segno del nostro cambiamento o dell’utopia che ci ha animato; ebbene noi faremmo bene a rifletter su quelle parole.

E la prima riflessione dovrebbe esser quella che quel “noi” sta per dei “fratelli”, non sempre di sangue, è vero, ma pur sempre fratelli, che talvolta si sono accapigliati fino a spararsi addosso in un corteo, chi più, chi meno a sinistra, senza mai capire chi davvero lo fosse di più.

Sia chiaro, a scanso equivoci, coi tempi che corrono, che tanto il parricidio quanto il fratricidio vanno intesi in senso figurato, delitto nella mente, niente di più, niente d’altro.

Faremmo comunque bene a chiederci quanto sia ancora vivo il padre, quanto operi, quanto agisca, quanto trami, quanto architetti essendo stato prima muratore. A chiederci cosa gli abbiamo tolto di mano.

E poi ancora se quel delitto in senso orizzontale anziché verticale, verso il fratello al posto del padre, non sia stato commesso anche verso la sorella e fra questa e le sue di sorelle, anziché verso la madre.

Abbiamo assistito, nel Pci, nel nome di Berlinguer e più ancora di Togliatti, ad anni ed anni di paralisi per una guerra tra due figgicciotti che non è ancora terminata. E noi lì fermi a guardare.

Coraggio, generazione, supplemento d’indagine!

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