Soldatini di piombo

Da un certo punto di vista è stata una grande conquista: l’Italia non chiede più ai suoi giovani di prepararsi a far la guerra. Ma l’abolizione del servizio militare obbligatorio è stata una grave sciagura per l’Italia.

Soldatini di piombo

L’obbligo della leva militare è stato sospeso (non abolito, dal momento che per questo sarebbe stata necessaria una legge costituzionale di modifica del discusso articolo 52 che definisce “sacro dovere” la difesa della Patria), con il Decreto legislativo 8 maggio 2001 n. 215 del secondo governo Amato ed è pienamente in vigore dal 1º gennaio 2005, data in cui l’arruolamento è divenuto esclusivamente su base volontaria e a carattere professionale e l’esercito è stato aperto alle donne.

Cinque anni passano in fretta e credo che un po’ tutti abbiamo già dimenticato come andavano le cose prima. Ripeto: non ho rimpianti. Io, poco, ma l’ho fatto e ho visto le storture.

Però oggi non si ha più l’obbligo di “servire la patria”. Obbligo e servire e obbedire. Una qualunque entità più grande, autoritaria o autorevole, punitiva o irremovibile. E poi c’era lo scambio, l’incontro. Dietro quella parola che ho scritto con la minuscola, patria, si celavano un mondo che va da Merano a Acitrezza e che in molti oggi non vedono più. E poi ad arrangiarsi a fare delle cose s’imparava.

Sembravamo tanti soldatini di piombo. Oggi lo siamo di stagno?

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