Poche, chiare parole

A Mosè, secondo la versione riportata nell’Esodo tradotto in italiano, fu sufficiente scolpire nella pietra 1.676 battute, spazi compresi che ovviamente non vennero incisi: 1.676 battute, 313 parole e 13 paragrafi.

Le tavole di Mosè

Secondo quella del Deuteromio 1.854 inclusi gli spazi e 354 parole e 14 paragrafi. Nella versione imparata a memoria a catechismo le battute si riducono a 357 spazi inclusi, 68 le parole e 11 i paragrafi. Dicono così:

Io sono il Signore Dio tuo creatore del cielo e della Terra! 1Non avrai altro Dio all’infuori di me 2Non nominare il Nome di Dio invano 3Ricordati di santificare le feste 4Onora il padre e la madre 5Non uccidere 6Non commettere adulterio 7Non rubare 8Non dire falsa testimonianza 9Non desiderare la donna d’altri 10Non desiderare la roba d’altri.

I dieci comandamenti Fabrizio De Andrè li ha fatti a pezzi, insegnandoci a pensare e ricordandoci che «nella pietà che non cede al rancore, madre ho imparato l’amore». Merita riascoltarlo il Testamento di Tito.

Wikipedia precisa che «il testo biblico non riporta la numerazione dei comandamenti, né, nell’originale ebraico, conosce punteggiatura, né ha gli a capo». E ancora che «la suddivisione in versetti non è nel testo originale, ma è stata formulata nel secondo millennio cristiano per facilitare il lavoro di individuare le citazioni bibliche. Essa è quindi puramente redazionale».

La Costituzione italiana dovrebbe aggirarsi intorno ai 71 mila caratteri e superare le 10 mila parole. I 18 Princìpi di vita del Dalai Lama contano 1.474 caratteri spazi inclusi, 254 parole e ovviamente 18 paragrafi, uno per princìpio. Recitano:

Il Dalai Lama

1. Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio. 2. Quando perdi, non perdere la lezione. 3. Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni. 4. Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna. 5. Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato. 6. Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia. 7. Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo. 8. Trascorri un po’ di tempo da solo ogni giorno. 9. Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori. 10. Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta. 11. Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta. 12. Un’atmosfera amorevole nella tua casa dev’essere il fondamento della tua vita. 13. Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato. 14. Condividi la tua conoscenza. È un modo di raggiungere l’immortalità. 15. Sii gentile con la Terra. 16. Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima. 17. Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l’uno dell’altro. 18. Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.

I Codici ci inondano di parole ed è difficile starci dietro. Più ce ne sono e più è facile aggirarle, farsene beffa. Poche e chiare parole, invece, sono indelebili. L’umanità ne ha sempre stringate per potersele portare dietro sempre e in ogni luogo, senza fardelli aggiuntivi. Nascevano per questo le sentenze degli antichi Greci che il professor Francesco Adorno mi ha insegnato.

E che dire tra di noi? A cosa ridurre tutti quei dialoghi, quelle conversazioni, quei litigi, quella preghiere, quelle dichiarazioni, quei languidi bisbigli? Cosa trattenere e cosa gettare? Cosa resta nel fondo di un setaccio con cui abbiamo scandagliato il letto del torrente?

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