Pubblicità, ahimè

La casa editrice è piccola, non ha uno stuolo di gente che ci lavora dentro. E così nei giorni scorsi, mi son prestato a fare il promotore di me stesso e della presentazione del mio libro da parte di Vannino Chiti, in programma alla Biblioteca delle Oblate di Firenze l’11 febbraio alle 17.30 nell’ambito di Leggere per non dimenticare.

Così, ad uno ad uno, ho selezionato tutti i contatti che ho su Facebook o nella rubrica di posta elettronica, inviando loro un invito a partecipare. Seguendo l’ordine alfabetico, finisce che mandi un messaggio all’Alessandro A. che viene prima dell’Alessandro B. o alla Simonetta C. che viene prima della Simonetta D. e tutti loro si vedono come destinatari dello stesso messaggio, tanto che qualcuno mi ha chiesto se c’era un motivo particolare per cui mi rivolgevo, che so io, a tutti quei Simone o a tutte quelle Elisabette.

Mi sono cioè sentito un po’ invasivo, lontano da quel mestiere che non ho mai voluto fare che è il commerciante o il pubblicitario o l’imbonitore, perché l’unica esperienza tentata in tal campo, quella di rifilare cartelli per la prevenzione degli incidenti sui luoghi di lavoro nelle fabbrichette dell’hinterland fiorentino al primo anno di università, fallì miseramente e mi resi subito conto che non sarei stato capace neanche di smerciare acqua in un’oasi nel deserto, figuriamoci il ghiaccio agli esquimesi!

Mi sento perciò di scusarmi con gli eventuali “molestati” o le eventuali “infastidite”, mentre vorrei ringraziare chi, al di là della possibilità di partecipare ed essere presento o meno, mi ha comunque augurato una buona riuscita della serata.

Una postilla: mi piacerebbe molto invitare gli ininvitabili, quelli che si sentono messi fuori, esclusi, per mia o loro volontà.

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One Response to “Pubblicità, ahimè”

  1. Francesca Breschi scrive:

    Caro Daniele, non ci conosciamo ancora di persona, ma spero di poter presenziare alla serata per il suo libro che, tra l’altro, già possiedo ed a cui ho dato una prima lettura veloce e un po’ arruffata come mi viene naturale fare per i libri di racconti, di cui mi piace all’inizio almeno infrangere l’ordine imposto. In tal senso sarebbero oltremodo illuminante conoscere un pochino il background dell’opera e magari anche i suoi retroscena!
    E comunque le auguro una serata ricca di soddisfazioni e soprattutto ricca di nuovi stimoli per il futuro della sua scrittura.
    Grazie Francesca

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