La recensione di Globalist

Globalist.it – 4 luglio 2012

Globalist è un network on line che due bravi ex colleghi, Antonio e Gianni Cipriani, hanno messo in piedi dopo varie esperienze editoriali, abbandonando «i supporti e polverose logiche tradizionali». Scrivono nella presentazione del sito i fratelli Cipriani: «The Globalist Network opera nella costruzione di un modello informativo aperto e realmente partecipativo, al contrario del sistema chiuso dei media tradizionali. Un’agorà nella quale condividere informazioni, far crescere una news factory partecipativa che sappia realizzare un’informazione docg, controllata e garantita fin dalle fonti».

È lì che hanno ripreso il post uscito nel blog vengodalontanomasodoveandare del cui autore avevo cercato di mantenere la sua anonimità che però su Globalist viene rivelata: l’antico amico è Marco Fiorletta, impareggiabile segretario di redazione de l’Unità in tutti gli anni che ho lavorato in quel giornale. È lui che ha scritto Il potere delle parole per salvare la povera Else, cogliendo appieno quello che ho cercato di narrare nel mio libro.

L’articolo lo si può leggere nei link che ho fornito e anche su paperblog che lo ha prontamente rilanciato.

Mi permetto di riprodurlo qui:

Al posto del Veronal – uno dei primi barbiturici messi in commercio dalla più grande casa farmaceutica tedesca, lo stesso che Italo Svevo fa ingerire a Guido Speier ne La coscienza di Zeno – oggi forse la signorina Else, personaggio dell’omonimo racconto scritto nel 1924 dal drammaturgo austriaco Arthur Schnitzler, punterebbe su un cocktail di eroina e altre droghe per porre fine ai tormenti affettivi e ai contorcimenti della mente che la dilaniano dopo aver appreso che il padre sta per fallire e aver tentato di ottenere un salvifico prestito in cambio del quale subisce una pesante molestia sessuale.

Ingredienti attualissimi – suicidi, crisi economiche, stupri, stupefacenti – di cui Daniele Pugliese, trentacinque anni di giornalismo sulle spalle, prima a l’Unità e poi a dirigere l’Agenzia di informazione della Regione Toscana, si avvale nella sua novella Io la salverò, signorina Else (Portaparole, Roma, pp. 108, € 14,50), seconda prova narrativa dopo l’esordio nel 2009 con Sempre più verso Occidente, raccolta di racconti pubblicati dalla Baskerville di Bologna per i quali è stato associato dalla critica a Calvino, Borges e Buzzati.

«M’immagino una Else che, con preveggenza e capacità di agire in anticipo, mette nel conto l’ardimento e la mancanza di scrupoli con cui un uomo maturo e piuttosto navigato avrebbe reagito alla sua richiesta che, oggettivamente e da qualunque punto si intenda guardare, la pone nella condizione di debolezza a cui sottostanno tutti quanti chiedono dinanzi a coloro a cui vien chiesto. O, detto in altri termini, alla fragilità che accompagna ogni domanda se paragonata alla forza di ogni offerta. Squilibrio a cui troppo spesso le teorie economiche non prestano sufficiente attenzione, salvaguardando però così le loro supposte e comode, anzi profittevoli, leggi di mercato».

Con fantasie come questa, l’autore fa rivivere il personaggio creato da Schnitzler, una ragazza che ha la stessa età, diciannove anni, e fa la stessa drammatica scelta della figlia dello scrittore austriaco, il quale ebbe tuttavia a precisare: «La signorina Else così come l’ho descritta io non è mai esistita e la vicenda che racconto l’ho totalmente inventata».

Pugliese la fa rivivere proponendosi di salvarla, benché resti come nascosto dietro a un velo se questo avverrà veramente oppure no. Perché il lungo dialogo che si innesca tra il personaggio inventato da Pugliese – o forse, in questo caso, realmente esistito – e la giovane viennese partorita dalla mente dell’autore di Doppio sogno, Girotondo, Il sottotenente Gustl e altri splendidi libri, più che condurre a una mèta è esso stesso la vera salvezza: parlarsi, parlare, servirsi delle parole per sopravvivere, restare in vita finché c’è anche una sola cosa da dirsi.

Lascia infatti in ombra l’autore se tramite quel percorso, quell’incontro cercato e perseguito, finirà per salvare la fanciulla come fanno i principi azzurri o solo se stesso e ci lascia l’interrogativo, utile di questi tempi, riguardo il significato della salvazione con cui tutti quanti, in qualche modo, facciamo i conti.

Globalist – pdf scaricabile

Paperblog – pdf scaricabile

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