Onore al nemico

Il Corriere fiorentino, ma forse ogni altro giornale d’Italia, riportava ieri la notizia dell’omicidio di Susanna Tre Re. A me l’ha detto Cristiana Schillaci, sua compagna di scuola, sempre avversante e quanto me addolorata. Non l’ho mai conosciuta, almeno con un “piacere”, una stretta di mano, un nome e cognome. Ho sempre saputo, fin dall’età della ragione, chi fosse, o, almeno, l’idea che mi ero fatto di lei, o quella che il mondo si fosse confezionato, ancorché ritenga non fosse molto dissimile dal vero.

L’ho odiata e combattuta, non dico che sia tutto giusto, ma ha la sua ragione, la sua logica. Direi che sia stata lei a contribuire a massacrar, o far massacrar di botte il mio amico e all’epoca quasi compagno Jacopo Papp dinanzi al Miche. Come pare fu lei o un altro di coloro che le stavano intorno, a farci scappare su un taxi in piazza D’Azeglio prima che ci sprangassero ben bene, secondo una rimembranza alla cui fonte ci sarebbe Andrea Ballerini. Eravamo tutti molto giovani e questo non è una scusante, solo una spiegazione. Avrei impiccato Daniele Nepi e ora ho accettato la sua amicizia su Facebook, sperando che dica la fatidica frase «Non gaserò mai alcun ebreo». Mi basterebbe. Del resto – e gliel’ho detto – avrei impiccato anche Antonio Zollo che è stato il mio direttore a Mattina e oggi gli porto grande affetto, stima e rispetto.

Da quel che ho letto sul giornale diretto da Paolo Ermini – svicolatore d’eccezione, un po’ colluso e dimenticante impenitente – Susanna sarebbe stata colpita da un colpo d’arma da fuoco, venerdì pomeriggio (erroneamente indicato come sabato dal quotidiano di De Bortoli) all’interno della sua ditta di slot machine, la Tecnogame di Petriolo, robaccia che – come mi spiegano Silvia buongiornodottò e Pazienza fratellino mio, impara a campare – tiene padrini e valvassori e magari ha a che fare con quelli che ce l’hanno con don Luigi Ciotti e Roberto Saviano. Robaccia che, come vedono i miei occhi di periferia, dissangua pensionati, immigrati, casalinghe e ragazzotti, che si grattano e perdono come avessero la rogna. Uccisa, pare, per 15mila euro, l’incasso di una giornata.

Non mi piace quel lavoro, non mi piace quel passato, non mi piace Susanna Tre Re, il suo fascismo, la sua eversione, la sua violenza, benché la ricordi come una donna che sarebbe potuta piacere. Già, anche le dark lady, Francesca Mambro per un verso e Donatella Di Rosa per un altro, ci hanno intrigato, eppure indignati abbiam tenuto abissali distanze. Il venir a conoscenza della sua ingiusta morte il giorno in cui alzo un pugno in cielo, mi fa sentire un po’ come il protagonista di Specchio retrovisore, da qualcuno ingiustamente accusato di pedofilia, che alla fine dice: «Della sua morte, del dramma dei suoi compagni, mi sento responsabile, benché non lo sia».

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18 Responses to “Onore al nemico”

  1. cristiana scrive:

    Susanna era una biondissima bella compagna del liceo ma era fascista, tanto fascista, di quelle cattive che picchiavano duro,
    mi ricordo che a volte portava il pugno di ferro e lo usava.
    Ogni volta che arrivavo a scuola per fare volantinaggio lei chiamava i suoi e io i compagni di Lotta Continua che avevano la sede proprio li in via Ghibellina.
    Ci siamo combattute quasi ogni mattina a suon di spinte, grida offese.
    Però c’era una sorta di “quasi rispetto” tra noi, in quella scuola in poche facevamo politica, e questo è stato forse l’unico motivo che ci ha impedito di farci veramente male.
    Quando ho saputo che è stata uccisa così freddamente per dei soldi maledetti sono rimasta soncertata disorientata e mi è dispiaciuto tanto. Ciao Susanna.

  2. Daniele Pugliese scrive:

    La morte, specie quelle violente, ancor di più quelle stupide, inutili, lascia sempre sgomenti e ci diminuisce. Non andare mai a chiedere per chi suona la campana.

  3. niccolò scrive:

    ma mi volete spiegare solo una cosa, che cazzo centra parlare di politica, e di avvenimenti successi 30 anni fa? Non avete niente di meglio da fare? Volete passare come dei cimeli, perché avete avuto litigi con lei, dato che voi non la conoscevate ora, non sapevate che persona era diventata,come si comportava con le persone, non conoscevate la sua bontà, e il può pensare che tutti fossero brave persone, ed è proprio questa sua eccessiva bontà e ingenuità che ora l ha portata a essere morta! evitate di dire stronzate, e di mettere in mezzo avvenimenti di più di 30 anni fa, che non rispecchiano nemmeno lontanamente la persona che è stata fino ad ora! E poi, fascisti e comunisti, sono la stessa cosa, chiamateli assassini o tiranni o come vi pare ma sono 2 movimenti di paesi diversi che hanno fatto le stesse cose!
    Spero di non sentire e leggere più notizie di diffamazione su mia zia altrimenti agiremo di conseguenza!

  4. Daniele Pugliese scrive:

    Gentile signor Niccolò,
    innanzitutto accetti le mie più sentite condoglianze per la scomparsa di sua zia e, se lo ritiene opportuno, le estenda agli altri membri della famiglia. Come ho avuto modo di scrivere nel testo che lei commenta, le morti violente e inutili sono, se possibile, più dolorose e assurde della morte in generale che è sempre foriera di lutto. Perciò comprendo il suo fastidio e lo accolgo. Le sue idee divergono dalle mie e non intendo qui ragionar di politica. Non in questo momento. Mi preme invece precisare. Tanto la signora Schillaci quanto io, a differenza di quel che han fatto i giornali, hanno ricordato la persona. Noi siamo, o siamo stati, quello che siamo oggi, ma anche quel che siamo stati in passato, niente ce lo toglie di dosso. Certo oggi siamo diversi da un tempo, ma ci portiamo dietro quello che il passato ci ha riservato. Nè la signora Schillaci né io abbiamo infangato sua zia, anzi, pur ricordando la distanza, anzi, la contrapposizione, l’abbiamo onorata manifestando i nostri sentimenti di dolore. Di più: l’abbiamo ricordata. Segno che le abbiamo prestato attenzione. La signora Schillaci parla di un “quasi rispetto” reciproco e questo dovrebbe farle pensare che la bontà di sua zia a cui lei accenna, fosse in nuce già 30 anni fa e che, al netto delle scelte fatte da entrambe all’epoca, fosse una brava persona. Sa, credo che molti fascisti, più che essere fascisti, siano degli anticomunisti. Siano fascisti in quanto anticomunisti. Non che per questo li condivida, soprattutto se la loro contrapposizione li porta a usar l’olio di ricino, il manganello o, peggio, a spedir ebrei in Germania sui carri bestiame. Io son comunista non per antifascismo, ed anzi sto rivalutando certi tratti dell’origine dei pensieri totalitari, tenendo ben fermo l’aborrire i loro esiti storici. Insomma, le ripeto, altrove non ho trovato l’onore al nemico tributato dalla signora Schillaci e da me. Se ritiene che questa sia diffamazione, adisca tranquillamente alle vie legali. Saprò difendermi. Come quando avevo dinanzi fascisti con pugni di ferro e catene.

  5. cristiana scrive:

    Salve Niccolò,

    mi scuso per aver suscitato in te tanta collera e disappunto.
    Se ho ricordato Susanna lo ho fatto solo per un reale senso di sgomento e di dispiacere, e se ho scritto su di lei cose successe 30 anni fa non l’ho fatto per infamarla ma quasi per ricordare agli altri che è stata una dura, combattente, si per il suo partito, ma come io lo ero per il mio.
    Se qualche lontano amico o compagna di scuola mi avrà letto avrà sicuramente sorriso perchè ricorderà come me quei fatti come “normale amministrazione” per quei tempi.
    Spero tu possa accettare le mie condoglianze, che sono davvero molto sentite.
    Cristiana

  6. Niccolò scrive:

    Accetto le vostra condoglianze e le riporterò alla famiglia, era solo per precisare che nonostante il vostro passato, c’è anche altro, ho capito e apprezzato il rispetto da voi esternato e vi ringrazio, però l’unico cosa che mi premeva è che non passasse come la fascista cattiva, in gioventù tutti facciamo errori per le nostre idee, per stupidità per ingenuità, quello che vi volevo far capire è che se l’aveste conosciuta ora, avreste visto una persona completamente diversa, amante della vita e rispettosa di tutte le persone,indipendentemente dal pensiero, nazionalità o quant’altro!
    Grazie per l’attenzione e il chiarimento
    P.S. Ieri non volevo alzare una questione politica/partitica volevo solo dire che tutti i movimenti hanno sempre avuto note positive e negative e le condanno entrambe allo stesso modo, sia che si parli di deportazione di ebrei, sia di Lager! Spero che capiate anche questo!

  7. Daniele Pugliese scrive:

    Per ora viva il suo dolore e il ricordo di una persona a cui, evidentemente, ha voluto bene. Onori chi ritiene abbia speso bene i suoi anni. Di politica, magari, ne riparliamo un’altra volta. Tenacemente
    Daniele Pugliese

  8. cristiana scrive:

    Grazie per la risposta, mi dispiace aver causato tensione in momenti di dolore ma sono contenta che in, in qualche modo, ci siamo chiariti.
    Spero che un giorno, magari per un qualsiasi argomento scritto su questo blog, ci possiamo risentire!
    Cristiana

  9. Daniele Nepi scrive:

    Caro Daniele,
    al liceo eravamo tutti dei coglioni con un gran bisogno di stare da una parte e di avere dei nemici. Ci serviva a darci quell’identità esistenziale che, evidentemente, non avevamo saputo trovare altrove. A te è capitato di stare a sinistra e a me a destra.
    La mia era proprio l’esigenza di avere un avversario perché così, ovviamente senza saperlo, potevo sperare di capire chi ero. Dell’ideologia fascista sapevo poco e mi interessava ancor meno. Non è vero però che ce la avevo con gli ebrei: sono mezzo ebreo anch’io. Se ho detto qualcosa contro di loro, e non me ne ricordo, l’ho fatto per superficialissima emulazione o per infantile provocazione.
    Con gli anni mi sono allontanato dai nemici ma anche da quelli che volevo fossero (ma non lo erano) gli amici. Oggi mi trovo ad essere unvecchio curioso, agli occhi dei benpensanti assai scorretto, sgradevolmente atipico, fuorissimo dal coro, un po’ astioso e in larga parte, individualista e antidemocratico. Non ho più ideali politici e anzi disprezzo la politica sopra ogni altra cosa (se vuoi ne possiamo parlare: ho degli argomenti).
    Ciò che mi interessa più di ogni altra cosa è la consapevolezza e passo le mie giornate a cercare di capire. Sono felice come un bimbo quando imparo qualcosa di nuovo sulla vita e sul pensiero della gente. Ma è un percorso duro perché una cosa del genere si può fare solamente in solitudine.
    Un abbraccio

  10. Daniele Pugliese scrive:

    Caro Daniele,
    dubito fossimo coglioni. O, almeno, non più di tanto. Aver bisogno, o più esattamente per quel che mi riguarda, credere profondamente di star da una parte piuttosto che da un’altra, e non dico necessariamente da quella opposta, non mi par cosa da coglioni. Certo, qualche ingenuità, intemperanza, sprovvedutaggine, ma questa è l’età. Coglioni direi fossero gli ignavi, quelli “nati non foste bla bla”. Però azzecchi un punto: il bisogno di aver nemici. Quanti più nemici possibili. A cominciare dai padri e dalle madri. I capri. Tiranni veri e propri, che poi alla fine metti al giusto posto, né all’inferno né in paradiso. Hai ragione anche sul fatto che fossimo in cerca di identità. Io lo sono ancora, benché ce l’abbia, grossa come una casa. Un ego pazzesco. Qualcuno dice un narcisismo bestiale. Io con Heidegger dico ci sono. Son qui. Son qui e ora. E se non ora, quando? Portiamo lo stesso nome e questo, mi sa, è una condanna, ma questa davvero è solo una consolazione.
    A differenza di te, almeno stando a quel che scrivi, della mia ideologia, opposta, sapevo qualcosa. Studiavo. Come un pazzo. Pensavo che prima di dire dovevo sapere. Certo non sapevo tutto, e neanche oggi è così. Ma ci provavo. E ci provo.
    Mi fa molto piacere che tu non ce l’avessi e non ce l’abbia con gli ebrei. Non volevo dire che tu ce l’avessi. Dico solo che l’ideologia da te all’epoca adottata, che all’origine era solo un nazionalsocialismo, ha ceduto a una sirena aberrante, alla quale cercherò di non piegarmi mai. Spesso c’è più antisemitismo nei candidi bianchi cuori cattolici, dove ho numerose solide amicizie: lì ci si limita a chiudere gli occhi, o almeno così è stato quando i fascisti sigillavano i carri bestiame. In fondo quel giudeo di Jesus fu tradito da un giudeo di nome Giuda e il tradimento va punito. Con ogni mezzo. Dal tribunale del popolo o dalla Gestapo. Il resto del tuo percorso, l’allontanarsi dai nemici, di più, il ritenere che, soprattutto in politica, le parole amico e nemico siano dannose, folli e inappropriate, puzza di qualcosa che m’appartiene. Non so se sei un vecchio curioso assai scorretto agli occhi dei benpensanti: questo mi pare un problema loro, dei benpensanti. Da quel che evinco mi sembri una persona e una mente accesa. Che ciò lo si paghi con la solitudine, be’ questo è un cazzo nostro. Del resto non avevamo paura a fronteggiarci dinanzi al Machiavelli. Nè tu, né io. E se ce l’avevamo, ce la tenevamo, in solitudine, per noi. Grazie di avermi scritto.

  11. Niccolò scrive:

    Ti ringrazio Cristiana, comunque spero che un giorno potremmo anche avere un incontro faccia a faccia anche con il Signor Pugliese anche per capire parti della vita di mia zia che conoscevo anche come voi avete descritto, ma mi piacerebbe poter farvi capire guardandovi negli occhi la persona che era diventata!1 e capire anche voi come siete cambiati da quei tempi, grazie a entrambi!!!
    Niccolò

  12. cristiana scrive:

    Grazie a te Niccolò.
    Mi farà tanto piacere parlare con te di Susanna, e anche Daniele
    sono sicura che non mancherà a questo appuntamento in ricordo di Susanna.
    A presto
    Cristiana

  13. Renato scrive:

    Cari “Danieli”, Cristiana, e Niccolò…
    Anche io ho conosciuto Susanna, parecchi anni fa, ai tempi del liceo e delle “battaglie” politiche. Io ero “dalla sua parte”, allora, e ho avuto modo di condividere con lei alcuni “scontri con il nemico”, che a dire il vero oggi non amo molto ricordare, perchè molte cose sono cambiate profondamente, me compreso. Di lei ho comunque un bel ricordo; non direi che fosse “cattiva”, nemmeno all’epoca, come forse alcuni avversari potevano (e potrebbero, tutt’oggi, pensare); era una “tosta”, quello si; la sua durezza, così insolita, soprattutto in quei tempi, in una donna, era certamente oggetto di ammirazione da parte di molti ragazzi che, come me, schierandosi politicamente cercavano un’identità, e forse anche qualcos’altro. Molti, come è stato detto, non sapevano bene perchè erano schierati, alcuni (e io ero tra questi) si preoccupavano invece di capire le ragioni per cui “era giusto contrapporsi al nemico”, e lo facevano con grande fede ed entusiasmo giovanile. Susanna era una specie di “faro”; un punto di riferimento molto motivante per i giovani che condividevano le sue idee. Ripeto, anche ricordandomela ora, con i “filtri” che derivano dall’età, non credo proprio che fosse cattiva. Direi anzi che sotto quella durezza nascondeva una specie di luce, per la quale capisco bene Niccolò quando dice che adesso era una brava persona. Non ho difficoltà a crederlo. Caro Niccolò, ti prego di accettare le mie condoglianze: arrivano davvero dal cuore. Un abbraccio a te, e un abbraccio ideale a Susanna.
    Renato

  14. marco scrive:

    Solo oggi ho visto questa pagina di cui del resto avevo sentito parlare…. Io Susanna la conoscevo bene, abbiamo vissuto 12 anni insieme .Lei era universitaria a Siena e spesso lavoravamo insieme a vari congressi ecc.ecc .Non vado oltre …. è un ricordo troppo doloroso.
    Susanna nonostante la sua fama da fascista picchiatrice era OK , io ero di Lotta Continua e quelli erano i periodi di appartenenza .E’ stata una gran compagna e intendo Compagna in tutti i sensi. Riposa in Pace Susanna ….. Un Bacio

  15. Giuseppe scrive:

    Ho avuto il privilegio di passare con lei tantissimo tempo propio nei suoi ultimi due anni di vita, io.. salentino, arrivo a firenze per un
    lavoro, conosco Susanna e lei non esita nemmeno per un attimo a dirmi: resta qui con noi…starai bene! e cosi’ è stato, certo io ero un
    tecnico di slot, e lei aveva bisogno di un tecnico di slot, ma non è stato semplicemente questo, con lei non ho condiviso solo il rapporto:
    imprenditrice/dipendente, altrochè! Susanna è stata una mamma, una sorella, un’amica, sia per me che per la mia compagna Luisa; era una persona con un cuore, con un altruismo sicuramente fuori dal comune, ed ha ragione Niccolò quando dice che “sicuramente è stata questa la causa della sua morte: si fidava troppo del prossimo, non vedeva cattiveria in niente ed in nessuno, si preoccupava sempre di tutto e di tutti affinchè le persone a lei vicine stessero bene e posso garantirvi che ci riusciva! Ovviamente non parlo solo di cose materiali, lei aveva sempre una parola di conforto se ti vedva triste, sapeva sempre come fare a tirarti su! Legendo questo post mi viene da ridere se penso ai primi tempi quando gli dissi che ero stao dirigente di partito in rifondazione comunista nel mio comune, e ancor di piu’ quando gli dissi che ero candidato consigliere comunale circa due mesi fa sempre con rifondazione….lei mi disse addirittura che era pronta a cambiare temporaneamente residenza pur di darmi il suo voto…….quindi certamente era molto cambiata a giudicare da quello che lei stessa mi raccontava del suo passato nella destra e dal modo in cui si dibatteva di politica . La ricordero’ sempre e comunque come una persona speciale, piena di vita, colta, raggiante! Au Revoir Shoshanna!!! Riposa in pace!

  16. trasus scrive:

    io penso che sarebbe il caso di ricordarla come una dei fondatori della Voce della Fogna, una rivista giovanile che segnò poisitivamente e per sempre l’ambinete della destra italiana

  17. Daniele Pugliese scrive:

    Non ho di questo conferma ma accolgo la sua precisazione. Ho molte difficoltà a comprendere cosa possa esservi di positivo nella destra, ma qualora la “Voce della Fogna” o altre espressioni giovanili sedicenti di destra magari solo per star fuori dal coro siano solo una forma di ribellismo e contestazione, a patto che rinuncino al razzismo, alla violenza e alla sopraffazione di un individuo su un altro, sono disposto ad aprire il confronto con chi stona da me. Mi auguro che l’aver accolto il suo ricordo non scateni altri furibondi commenti su una signora tragicamente uccisa e a quanto mi risulta senza ancora un comprensibile movente o, tanto peggio, dei responsabili, alla quale ho a suo tempo reso onore come nemico e dinanzi a cui ancor oggi mi inchino.

  18. Mabo scrive:

    Cercando nel mio passato, quel nome mi ha ricordato molte cose. Ero un ragazzo immigrato e anche disadattato; un giorno davanti al Galileo fu lei, che non conoscevo, a nominarmi indicandomi ai suoi per acchiapparmi. Forse me ne innamorai, era bionda e bella, non capivo perche’ mi aizzava gli altri. Avrei voluto conoscerla, ma ero un po’ troppo ingenuo. E’una delle cose che mi sono rimaste irrisolte… Comunque ciao Susanna, forse ci incontreremo ancora

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