Le cose del silenzio

Mina

Ci sono cose in un silenzio – cantava Mina – che non aspettavo mai. Fu la prima canzone che Paolo Limiti scrisse per lei e si chiamava La voce del silenzio. Già, la voce del silenzio, come se questo, il silenzio, possa dire, il suo nulla esprima, il niente racchiuso in esso divenga qualcosa ed aspiri al tutto.

La canzone m’è venuta in mente leggendo questa mattina su Repubblica l’articolo di Francesco Erbani che recensisce e dà notizia della pubblicazione del volume di Bice Mortara Garavelli Silenzi d’autore, edito da Laterza, una “collezione privata” di autori che con l’assenza di suoni, con la mancanza di parole, con la voce strozzata in gola si sono cimentati; un’antologia, suppongo, inevitabilmente monca e parziale, incompleta, nella quale sono assenti gli assenti, e certi silenzi tacciono.

Bice Mortara Garavelli

L’articolo sul quotidiano fondato da Scalfari spiega che la linguista piemontese – autrice di libri sulla retorica e la punteggiatura che son cose di non poco conto – ha raccolto celebri e meno celebri testi della letteratura, dai tragici greci fino ai giorni nostri, in cui a farla da padrone è ciò a cui avremmo diritto nelle ore di sonno; quanto auspichiamo udendo le scemenze; la conditio sine qua non del pensiero degno di questo nome; il trattino invisibile che Bach, Mozart e Beethoven hanno sapientemente messo tra certi loro mi e certi loro sol; una delle più perfide e vendicative forme di protesta con cui condannare qualcuno a cui si è in precedenza donato la parola e il dialogo; ma anche il terrificante annuncio di un domani senza vita, ovvero l’avvertimento, in combutta con le tenebre, della morte, come ebbe a far dire il Manzoni all’Innominato, che essendo tale, senza nome, dobbiamo considerare silente e taciturno; ed ancora , in qualche interstizio della nostra esistenza, l’impotenza del nostro linguaggio, quella mancanza di parole a cui, come scrive Primo Levi in Se questo è un uomo, pare condannata la nostra lingua per esprimere l’offesa subita demolendo l’essere umano.

Il lettore curioso, in attesa di presentarsi silenziosamente in libreria per acquistare il libro della Mortara Garavelli – portandosi a casa magari anche Silenzio di Mario Brunello edito da Il Mulino, dove, come dice Erbani, si cita quel brano di Cage intitolato 4,33 che dura 9 minuti e 6 secondi, per metà pieni di pianoforte e vuoti di silenzio, e per l’altra metà pieni di silenzio e vuoti di note – può dare un’occhiata a questa pagina di Wikiquote dove sono raccolte illustre citazioni sull’argomento e, magari, incuriosito dalla commistione tra musica e silenzio, il Silenzio, quello che si suonava nelle caserme per dire ai soldati di spegnere la luce, può ascoltarlo dalla tromba di Nini Rosso, mentre qui trova la canzone di Mina presentata al Festival di Sanremo del 1968 nell’interpretazione di Tony Del Monaco e Dionne Warwick da cui abbiamo preso le mosse e le cui parole si possono leggere qui.

Ludwig Wittgenstein

Il silenzio, dunque, come un fedele alleato e d’altra parte come un’inquietante spettro, o se si preferisce, e più giustamente sarebbe così immaginarlo, un Yin e un Yang di cui disponiamo e la saggezza sta nel dosarli. O, avendo a cura l’indicibile e il prezioso valore del vocabolario, com’ebbe a scrivere Ludwig Wittgenstein al termine del suo Tractatus Logico-Philosophicus «Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere».

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2 Responses to “Le cose del silenzio”

  1. Matteo scrive:

    Nel fracasso compulsivo di notizie, rumore, musica, immagini (sinesteticamente), avvenimenti, brusii, ronzii, squilli, trilli, chiamate, risate, grida, urla, schiamazzi, lamenti… una pausa di silenzio sarebbe la cura rigenerante per l’umanità.

  2. Serena scrive:

    Ho sempre pensato che non è l’uomo che ti fa ridere quello perfetto né quello che non ha scheletri nell’aemadio ma quello con cui puoi rimanere in silenzio per un po’ e sentirti a tuo agio e in pace.
    Lo so, esco dal tema ma sono una fanatica dell’idea di riabilitare l’equilibrio muto.

    Comunque, per te:
    http://youtu.be/zhM5Aeto-Ac

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