Lezione di intervista 5: prendersi la responsabilità

Un momento della lezione a Inveruno

Il capitolo successivo della lezione tenuta a Inveruno lo avevo intitolato “Essere responsabili” e nelle frasi sintetiche proiettate sullo schermo dinanzi ai ragazzi si poteva leggere:

Qui si pone un doppio ordine di problemi:

• 1) il giornalista deve assumersi sempre la responsabilità di quello che sta scrivendo, mostrando in video o facendo ascoltare, anche dinanzi alla legge, ma soprattutto dinanzi alla propria coscienza. Mettere la propria firma in fondo a un articolo non è l’esibizione della propria bravura e il cerimoniale di un momento di gloria, ma appunto la sigla della paternità di quello che si è scritto;

• 2) la responsabilità che ci si assume mandando in onda o pubblicando non è solo nei confronti di chi si è intervistato, della correttezza nei suoi confronti, ma anche ed anzi prima di tutto del pubblico, del lettore, dell’ascoltatore. Gli si deve dire la verità, o quanto meno essere in buona coscienza che ciò si sta facendo; ma non si deve cavalcare o peggio alimentare le sue paure, non si deve stimolare il suo istinto morboso.

Sono due concetti che mi hanno guidato nel mio mestiere, ma anche nella mia vita, e faccio un po’ di fatica, a questa età, a giudicare quale dei due sia stato l’uovo e quale la gallina, ovvero sia se il “senso di responsabilità” – adiopiacendo, da un certo punto in poi, mai più “quello di colpa”! – sia maturato prima nella vita o, viceversa, in redazione.

Quello che invece non faccio fatica a distinguere ancora adesso, a quest’età, è che per quanto mestiere e vita siano stati così strettamente connessi, quasi indissolubili, uno è una cosa, l’altro un’altra, e quando questo non avviene conviene rivolgersi ad uno psicanalista.

Chiusa la parentesi, ma restando al senso di responsabilità che suggerivo debba essere assunto “nei confronti del pubblico, del lettore”, in primis “dinanzi alla propria coscienza”, ma “anche dinanzi alla legge”, nella diapositiva successiva invitavo i giovani reporter a “Rispettare la legge”:

• È molto importante prima di intraprendere la professione giornalistica, anche solo scrivendo occasionalmente su un blog, studiare le leggi che regolamentano i reati a mezzo stampa, a partire dalla diffamazione.

Sara Bettinelli

È questo un tema sul quale mi piacerebbe poter fare in futuro una analoga lezione alle classi che alla media Alessandro Volta subentreranno ai loro compagni più grandi ormai passati alle superiori, e spero che Liana Zorzi – ma soprattutto il preside della scuola e la gentilissima Sara Bettinelli, sindaco di Inveruno, che mi ha dato l’impressione di essere una che è lì per fare, non per sottostare ai giochini della politichella d’oggi – me ne diano l’opportunità, per parlare magari di “leggi che regolano l’informazione” o del nobilissimo concetto, apparentemente assai astratto, della “libertà di stampa”, che è comunque una di quelle libertà, in assenza delle quali, è assai difficile poter parlare di democrazia, ed io inviterei a riflettere, ma senza ipocrisie, a quanto abbiamo in mano noi oggi su questa materia.

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