L’agenda delle guerre

Orologeria

Non ho fatto in tempo a scrivere La guerra delle agende che due date si sono mescolate, sovrapposte, prendendosi a cazzotti, sbeffeggiandosi l’un l’altra come farebbero volentieri entrambe le persone che quell’appuntamento devono prendere, o meglio, devono, dovrebbero, si dice debbano, ci si è inventati che ce ne sia bisogno e allora a quest’invenzione bisogna star dietro e dargli corpo.

Slittano le settimane e i giorni scartano, i mesi si protraggono e i minuti son troppo piccoli per esser presi in considerazione, quando basterebbe dirsi va bene? o un’altra frase che inizia per va.. vattelappesca come vanno queste cose.

Ieri o ieri l’altro ho sentito una persona lamentarsi perché è molto impegnata e non ha tempo e non gliene frega un piffero che neanche tu ne abbia e a te che te ne frega che lei non ne abbia perché in fondo ognuno ha il suo di tempo e non lo scandisce l’orologio ma solo il proprio battito cardiaco, con qualche piccola variazione il più preciso che si conosca, neanche un diapason è tanto regolare.

Quell’organo, il cuore, vitale e trasposto in poesia, pompa dentro un circuito sediovuole chiuso altrimenti sarebbe un disastro e può tranquillamente fottersene, e fa bene a far così, di tutto ciò che sta fuori dal circuito, per cui questo suo isolamento, questa chiusura al mondo, ci dice chiaramente che se siamo qualche miliardo su questo pianeta, diciamo 8 se non ricorso male, ci sono 8 miliardi di Rolex, Longines, Swatch, Casio, Vacheron Costantin che ticchettano, spinti da una molla, da un quasar, da un quarzo, da una pila o che diavolo sia, apparentemente all’unisono, senza neanche lo scarto di un micron di secondo, un’infinitesimale talmente micragnoso da essere impercettibile non solo dall’occhio o dall’orecchio umano ma dalla più sofisticata delle macchine preposta alla misurazione di questo pulsare intermittente e quasi noioso. Di più ci dice che tutti questi ingranaggi – queste ruote, questi denti, queste molle, questi bilancieri, queste casse, queste corone, queste pulegge e questi tamburelli – ballano ognuno con sua nonna e quando, dopo lo sterminio della guerra delle agende, potremo tornare a prendere un appuntamento e dirci di volerci incontrare, dovremo consultare un nuovo prodotto disponibile nelle migliori cartolerie: l’agenda delle guerre.

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