Antonio Cipriani

Cultura della legalità

13 agosto 2012

Globalist è un bel sito di informazione on line messo in piedi dai miei ex colleghi Antonio e Gianni Cipriani che, dopo l’avventura de l’Unità, ne han fatte di cotte e di crude amando ancora questo mestiere. In parte raccolgono i contributi che i loro collaboratori pubblicano nei propri blog, per ciò si chiamano anche Syndacation, ed è per questa strada che hanno pubblicato la recensione che Marco Fiorletta, altro pilastro del giornale nel quale son nato e cresciuto come giornalista, ha fatto alla mia novella.

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La recensione di Globalist

4 luglio 2012

Globalist.it – 4 luglio 2012

Globalist è un network on line che due bravi ex colleghi, Antonio e Gianni Cipriani, hanno messo in piedi dopo varie esperienze editoriali, abbandonando «i supporti e polverose logiche tradizionali». Scrivono nella presentazione del sito i fratelli Cipriani: «The Globalist Network opera nella costruzione di un modello informativo aperto e realmente partecipativo, al contrario del sistema chiuso dei media tradizionali. Un’agorà nella quale condividere informazioni, far crescere una news factory partecipativa che sappia realizzare un’informazione docg, controllata e garantita fin dalle fonti».

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Morto un Papa

28 giugno 2010

Piazza San Pietro

Silvia Garambois, collega e amica e forse parente, ha diffuso ieri la notizia della morte di Alceste Santini, a lungo vaticanista de l’Unità e probabilmente longa manus di Enrico Berlinguer nelle segrete stanze vaticane. Tutti i colleghi intervenuti sulle pagine di Facebook di Silvia – Antonio Cipriani, Monica Ricci Sargentini, Marco Sappino, Nicola Fano, Emanuela Risari, Giancarlo Summa, Anna Tarquini, Bruno Ugolini, Matilde Passa, Omero Ciai, Toni Fontana, Natalia Lombardo, Fabrizio Roncone – ne hanno sottolineato le doti umane prima ancora che professionali, e aggiunte a queste quelle politiche o “diplomatiche”. Si potrebbe insomma sospettare – e lo dico con ammirazione, rispetto e riconoscenza e sia chiaro senza alcun intento offensivo o denigratorio – che Alceste fosse quasi, oltre a una gran brava persona e a un collega stimabile, un buon agente dei servizi segreti.

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