Antonio Rigol

I numeri di Millàs

9 ottobre 2010

Juan José Millàs

Quasi tutti i venerdì Antonio mi telefona. Parte la sua voce cavernosa e, traducendo dallo spagnolo, legge da El Paìs la rubrica settimanale di Juan José Millàs.

In linea di massima mi faccio delle grasse risate e sento cose intelligenti. È uno che guarda negli occhi l’assurdo. Venerdì scorso mi ha letto  l’articolo intitolato Números. L’ho tradotto e mi son fatto fare le bucce da lui. Lo consiglio.

Per chi è interessato qui c’è la sua pagina ufficiale.

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Wozu dichter?

11 luglio 2010

vdr5 di Maurizio Marinelli

Ci sono amici con cui si può stare ore a parlare. Anzi: ad ascoltarli. E, anche se in alcuni momenti il loro bisogno di parlare risulta leggermente patologico, davvero rispondente al solo loro bisogno di parlare, di avere un pubblico dinanzi ed orecchie senzienti, ciò che si apprende, ciò che giunge, ciò che si incamera, ciò che si sente, è nutrimento, salute, ricchezza. Questo avviene in particolare con le persone che hanno molto vissuto o molto pensato.

Sono due doti indispensabili a scrivere un libro: bisogna aver di che scrivere, non solo saperlo fare, e il più delle volte ciò deriva principalmente dall’aver vissuto o pensato. Orbene, vi son persone che anziché trasferire quel vissuto e quel pensiero sul foglio di carta, lo consegnano alla parola, al dialogo, alla conversazione e possono andare avanti per ore, giustappunto tenendo desta l’attenzione e l’udito di chi hanno di fronte.

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Eroi di carta

28 aprile 2010

John Baskerville

Alle presentazioni di Sempre più verso Occidente, il direttore editoriale della Baskerville Maurizio Marinelli in genere spende qualche minuto a spiegare che la casa editrice porta quel nome in onore a John Baskerville, il tipografo che nel Settecento, oltre a inventare l’omonimo splendido carattere con cui è stato impresso il mio libro – a suo dire – inventò l’editoria moderna, sottraendosi alla tradizione di chi pubblicava su commissione, fino, pare, ad esser ucciso dai creditori.

Avendo frequentato le aule in cui peripatetica Umberto Eco, Maurizio narra di questo e d’ogni altra cosa in un modo tale che l’interlocutore non può non ascoltarlo, resta quasi incantato e, per catturar l’attenzione, non ha bisogno dei suoi occhialoni tondi e neri, che pur lo fanno d’attirar lo sguardo. Quando parla di Baskerville precisando che non è né il mastino di Conan Doyle né il Guglielmo protagonista de Il nome e la rosa, Maurizio trasuda e trasmette una passione – quella che per hobby gli fa fare l’editore, occupandosi, per campare, di tutt’altro – che si sente nasce in tipografia, fra odore di piombo e ammoniaca, fra colate di metallo e spessori e ruvidità della carta. Perciò mi piacerebbe un giorno portarlo nella bottega di Antonio Rigol, restauratore di libri antichi, affabulatore conviviale, mente spropositata, voce inebriante, raffinato cuoco e somellier, sicuramente altro che ora non ricordo.

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Primo giorno di scuola

9 aprile 2010
presentazione 8 aprile 2010 - Libreria Libri Liberi - Firenze

presentazione 8 aprile 2010 - Libreria Libri Liberi - Firenze

Ho ripreso fiato. Ieri mattina mi sentivo come il giorno che, forse mia madre, mi accompagnò alla scuola Carducci per la prima elementare. (Watson, naturalmente). Direi che era il primo ottobre del… a quanti anni si va alle elementari? Insomma, sicuramente negli anni Sessanta. Ieri l’altro. O giù di lì. Ieri sera invece ero sfinito e i miei reni hanno fatto anche un po’ le bizze. Ma molto contento. La prima presentazione di un mio libro, interamente mio, proprio mio era andata benissimo. Almeno mi è sembrato che le persone fossero contente, si stessero divertendo o interessando e che non ci fosse quel clima barbogio di certe celebrazioni o autocelebrazioni. Italo Dall’Orto ha letto brani della Pasticca verde e dell’Ingrato talmente bene che io faticavo a riconoscere di averli scritti io. Che fortuna averlo conosciuto grazie alla complicità di Nicoletta Collu. [Continua a leggere >>]