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L’utopia in mano a un giovane

26 novembre 2016

Fidel Castro con Ernesto Che Guevara

Hasta la victoria, siempre, comandante Fidel. Merita un saluto commosso il líder máximo che, insieme a Ernesto Che Guevara – di cui l’anno prossimo ricorre il cinquantenario della morte – ha fatto sperare, forse illudere più di una generazione, certamente la mia.

Liberi dall’America e dal suo consumismo, da Battista, dai suoi bordelli e dai suoi casinò, ma anche dal regime sovietico e – dicono tutti quelli che sono stati a visitare Cuba – liberi di sorridere, di sapersi divertire, di cogliere l’attimo, malgrado la povertà e le maglie dello Stato.

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Alea iacta est, il dado è tratto

24 ottobre 2016

«Alea iacta est». Secondo Svetonio la frase l’avrebbe pronunciata, nella notte del 10 gennaio del 49 a.C. Giulio Cesare varcando il fiume Rubicone e prendendo quindi una decisione senza possibilità di appello.

Vien tradotta con «Il dado è tratto» e sta a significare che la decisione è stata presa e qualunque siano le conseguenze vanno messe nel conto e non si torna indietro.

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AI 3.7. Willy Pasini: Dizionario erotico

22 ottobre 2016

Willy Pasini

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III. La nebulosa più prossima

3.7. Willy Pasini: Dizionario erotico

Corsi e ricorsi dell’amplesso. Come fenomeno sociale va e viene, non gli si sta dietro. A leggere le poco succulente inchieste dei settimanali ci si scopre sette giorni assatanati e sette in clausura. qual è la verità? Chi può dirlo meglio di Willy Pasini, una delle voci più autorevoli della sessuologia europea, docente al dipartimento di psichiatria dell’Università di Ginevra e direttore scientifico dell’Istituto internazionale di sessuologia di Firenze?

Spesso si sente parlare di caduta del desiderio sessuale. Secondo lei è un fenomeno che esiste veramente? È la diffusione dell’Aids la sua causa?

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AI 3.6. Luigi Amaducci: Il morbo di Gilda

12 ottobre 2016

Luigi Amaducci

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III. La nebulosa più prossima

3.6. Luigi Amaducci: Il morbo di Gilda

Era una donna bellissima. La fine lenta e drammatica di Rita Hayworth richiamò l’attenzione del mondo sulla malattia che aveva reso insopportabile gli ultimi giorni della sua vita: il morbo di Alzheimer. Lo scrittore John Irving raccontò un dramma simile nel suo libro Le regole della casa del sidro. Seicentomila casi solo in Italia e l’incremento va di pari passo con l’invecchiamento della popolazione. Ne abbiamo parlato con il professor Luigi Amaducci, coordinatore del progetto europeo di studio sul morbo.

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AI 3.5. Pino Pini: I malati sani

10 ottobre 2016

Pino Pini

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III. La nebulosa più prossima

3.5. Pino Pini: I malati sani

È l’ultimo elogio della pazzia. L’ultimo di una lunga tradizione che, da Freud a Basaglia, ha tentato di spezzare i reticolati del lager fisico e ideologico in cui sono sempre stati tenuti i cosiddetti malati mentali.

A farsi promotore dello «scandalo» un’organizzazione inglese che si chiama «Mind» e che sta lavorando per far curare i «matti» dai «matti».

«Proprio così», racconta lo psichiatra fiorentino Pino Pini, l’unico italiano ad aver partecipato al convegno tenutosi a Brighton nel settembre scorso per iniziativa appunto del «Mind» e dell’«Health Authority of Sussex», per così dire l’Usl della regione che ospita la cittadina britannica.

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AI 3.4. Eva Buiatti: Le smagliature della morte

5 ottobre 2016

Eva Buiatti

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III. La nebulosa più prossima

3.4. Eva Buiatti: Le smagliature della morte

Per la maggioranza è solo un fastidioso obolo alla burocrazia. Tanto più detestabile perché accompagna il dolore del lutto. Ma il «certificato di decesso» per qualcuno è una fonte inesauribile di dati e notizie che possono dirci molto sui vivi più che sui morti.

Eva Buiatti, epidemiologa al Centro studi prevenzione oncologica di Firenze, l’unica struttura pubblica italiana che opera in questo settore, è uno degli oltre 300 medici che hanno partecipato al convegno nazionale sugli studi di mortalità che si è recentemente tenuto nel capoluogo toscano. Giunto alla quarta edizione, il convegno ha triplicato, in pochi anni, le presenze. «Segno – dice la dottoressa Buiatti – di un interesse crescente in Italia per la statistica».

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AI 3.3. Mario Barucci: Invecchiare, a piccole dosi

3 ottobre 2016

Mario Barucci

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III. La nebulosa più prossima

3.3. Mario Barucci: Invecchiare, a piccole dosi

Avvertenza: invecchiare a piccole dosi. Se il professor Mario Barucci avesse messo a punto un farmaco, anziché scrivere un libro, avrebbe probabilmente chiesto che sulla confezione del medicinale venisse stampato in neretto quell’avviso. Invece, dopo anni di lavoro sul campo – è stato primario degli Ospedali neuropsichiatrici fiorentini – ha voluto cimentarsi con un saggio che non intende presentarsi come un vademecum rivolto all’anziano per campare meglio, piuttosto come uno strumento «non solo per il geriatra, ma per ogni medico: addirittura per il pediatra e per il neuropsichiatra infantile», perché «la preparazione alla vecchiaia deve iniziare dai primi anni di vita».

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AI 3.2. Giorgio Abraham: L’ubriacatura del piacere

1 ottobre 2016

Giorgio Abraham

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III. La nebulosa più prossima

3.2. Giorgio Abraham:
L’ubriacatura del piacere

«…sarebbe molto stupito all’idea che qualcuno possa considerarlo uno stupratore». Finiva così la testimonianza raccolta da Gianna Schelotto sull’«Unità» del 17 novembre di uno stupro «gentile». Sarebbe davvero molto stupito quello stupratore? La domanda l’abbiamo girata allo psicologo Giorgio Abraham, avvicinandolo al convegno della Società italiana di sessuologia tenutosi a Firenze. E gli abbiamo chiesto di ricostruire la psicologia di un ipotetico stupratore, magari «gentile» come quello della testimonianza di Gianna Schelotto.

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AI 3.1. Adolf Grunbäum: Inconscio, falsificabile

29 settembre 2016

Adolf Grunbäum

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III. La nebulosa più prossima

3.1. Adolf Grunbäum:
Inconscio, falsificabile

Non è il primo ad essersi cimentato in questa titanica, e un po’ donchisciottesca, impresa: demolire la psicoanalisi come fosse un castello di carte da gioco. Ma l’approccio di Adolf Grunbäum alla teoria freudiana è senz’altro serio e, comunque, motivato più da un interesse epistemologico, di critica cioè dei presupposti scientifici, che dal livore verso la terapia dietro cui spesso si nasconde solo l’inconscio timore dell’inconscio. Altra cosa è che alla fine del suo ragionamento finisca per liquidare, con la teoria di Freud, anche il lettino e la prassi psicoanalitica.

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AI 2.15. Umberto Eco: Il nodo al fazzoletto

27 settembre 2016

Umberto Eco

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II. La stirpe di Prometeo

2.15. Umberto Eco: Il nodo al fazzoletto

Il sistema più conosciuto è probabilmente quello del nodo al fazzoletto. Ma di metodi per ricordare, attraverso i secoli, l’uomo ne ha inventati parecchi. A ripercorrerli e decodificarli, Paolo Galluzzi, direttore del Museo di storia della scienza di Firenze, ha chiamato alcuni fra gli studiosi più prestigiosi dell’Occidente: dallo storico della filosofia scientifica Paolo Rossi, a Umberto Eco che, accantonato l’abito del romanziere, si è rivestito dei suoi panni di semiologo; dal premio Nobel della medicina Gerald Edelman al neurologo Oliver Sacks, arcinoto autore di quel L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di cui tanto si è parlato quando è apparso in Italia da Adelphi. Tutti riuniti per tre giorni a Firenze a parlare della “Cultura della memoria”, convegno di studi che ha fatto da preludio alla mostra “La fabbrica del pensiero: dall’arte della memoria alle neuroscienze” che da oggi al 26 giugno sarà ospitata in Forte Belvedere.

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AI 2.14. Remo Bodei: Geniali sensazioni

26 settembre 2016

Remo Bodei

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II. La stirpe di Prometeo

2.14. Remo Bodei: Geniali sensazioni

All’Albertina Museum di Vienna c’è un disegno di Rembrandt che raffigura un filosofo. Col dovuto rispetto a Rembrandt, sembra Mago Merlino assorto nei suoi pensieri a metà strada fra la terra e le stelle. Se Remo Bodei ha visto quel quadro non sapremmo dire, ma certo a dedurre dall’intervento che ha fatto qualche giorno fa al Gabinetto Vieusseux di Firenze, il suo ideale di filosofo sembra molto lontano da quell’uomo assorto. Il tema della relazione era «Finestre sul mondo: la conoscenza dei sensi». Un invito ad una vita piena, fatta sì di pensieri e parole, ma anche di piccoli fondamentali godimenti, senza i quali difficilmente si possiede il mondo in tutta la sua pienezza.

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AI 2.13. Paolo Manzelli: La scoperta dell’acqua calda

26 settembre 2016

Paolo Manzelli

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II. La stirpe di Prometeo

2.13. Paolo Manzelli:
La scoperta dell’acqua calda

«Hanno scoperto l’acqua calda!». Animato, polemico, veemente, Paolo Manzelli, docente di chimica all’Università di Firenze, insiste, con la stessa ostinazione con cui da anni organizza convegni per un comitato che si propone di dar vita ad una nuova educazione scientifica. Questa volta però tanta agitazione è per mostrare le carte che dimostrerebbero che la «memoria dell’acqua» fu scoperta molti anni fa e che, se finora non se ne era parlato, è perché c’è una sorta di complotto nel mondo della scienza. «Di ciò che non rende in termini di soldi non si parla – dice sicuro – e chi avrebbe osato schierarsi contro l’industria farmaceutica senza temere di non vincere un concorso o di perdere il posto?».

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AI 2.12. Mario Innamorati: Good morning, Antartide

24 settembre 2016

Mario Innamorati

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II. La stirpe di Prometeo

2.12. Mario Innamorati:
Good morning, Antartide

«Non è facile che 40 persone riescano a stare su una nave tra i ghiacci dell’Antartide per tre mesi senza darsi noia, riuscendo ad andare d’accordo. Soprattutto se tutti e quaranta hanno diverse esigenze di ricerca. Ci vuole il coraggio di rinunciare alle proprie cose per quelle degli altri». Il professor Mario Innamorati, docente di ecologia vegetale all’Università di Firenze, è rientrato da pochi giorni in Italia. È stato con la spedizione italiana in Antartide, «il punto della terra più lontano dal mondo industrializzato», lo «zero» nella scala dell’inquinamento. Ecco il suo racconto di viaggio.

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AI 2.11. Albert Mayr: La rivolta dell’orologio

22 settembre 2016

Albert Mayr

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II. La stirpe di Prometeo

2.11. Albert Mayr: La rivolta dell’orologio

Scandisce ininterrottamente la nostra esistenza. Ci assilla, lo guardiamo mille volte con angoscia, eppure al significato che racchiude non facciamo più caso. È «chiacchierato», ma solo perché di questi tempi è uno degli oggetti più alla moda. Dimmi che orologio hai e ti dirò chi sei, ci martella la pubblicità. Ma il tempo, al di là delle lancette, degli orari ferroviari, del timer sul computer, del cartellino in ufficio, che cosa significa per noi? Se l’è chiesto il musicologo Albert Mayr. Docente a Firenze, Montreal e Monaco, è membro della Società internazionale per lo studio del tempo e dell’Associazione per lo studio sociale del tempo. Insieme a studiosi di altre discipline sta facendo una ricerca sulla percezione del tempo finanziata dal Cnr. Lo studio è all’inizio. Ma le ipotesi su cui si regge la ricerca si basano su impressioni già raccolte. Innanzitutto che tutti noi costruiamo o lasciamo costruire nella nostra testa una certa immagine del tempo. Un’immagine che possiamo tradurre in segni grafici, in percezioni musicali, in atteggiamenti psicologici.

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AI 2.10. Franco Pacini: Noi, figli delle stelle

21 settembre 2016

Franco Pacini

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II. La stirpe di Prometeo

2.10. Franco Pacini: Noi, figli delle stelle

Era la notte fra il 23 e il 24 febbraio. Esattamente 170 mila anni fa. Le tenebre dell’universo s’illuminarono d’un tratto. Il segnale arrivò anche qui sulla Terra, ma solo l’anno scorso. Gli astronomi che lavorano nell’emisfero sud riuscirono ad osservarlo, per la prima volta così vicino. Era esplosa una «Supernova» nella nube di Magellano, a 170 mila anni luce dalla terra.

Che cos’è successo quel giorno? Lo abbiamo chiesto al professor Franco Pacini, direttore dell’osservatorio astrofisico di Arcetri.

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AI 2.9. Roger Hahn: Lo scienziato e il giacobino

19 settembre 2016

Roger Hahn

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II. La stirpe di Prometeo

2.9. Roger Hahn:
Lo scienziato e il giacobino

In una pausa del convegno organizzato dal Centro fiorentino di storia e filosofia della scienza in collaborazione con l’Istituto francese di Firenze su «La rivoluzione francese e la scienza», Roger Hahn, docente al dipartimento di storia dell’Università di Berkeley, scambia due parole con Sandro Pagnini, direttore del Centro fiorentino. Lamentano l’assenza al convegno degli storici e la scarsa attenzione che nei loro studi rivolgono agli aspetti scientifici della Rivoluzione francese.

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AI 2.8. François Doumenge: Mare nostrum

17 settembre 2016

François Doumange

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II. La stirpe di Prometeo

2.8. François Doumenge: Mare nostrum

Ha da poco preso il posto che dal 1957 era del comandante Cousteau. François Doumenge è il nuovo direttore del Museo oceanografico di Monaco, «uno dei punti più qualificati per l’osservazione del Mediterraneo». Esperto di oceanografia tropicale, Doumenge ha partecipato recentemente a un convegno sui parchi marini che si è tenuto a Firenze. Lì lo abbiamo intervistato.

Professor Doumenge, la malandata Terra è finita sulla copertina di «Time» come personaggio dell’anno. Nel 1990, secondo lei, farebbero bene a metterci il mare?

Le sembrerà paradossale, ma l’uomo non ha distrutto tantissimo il mare. L’uomo tocca solo piccoli settori del mare. Il Mediterraneo è uno di questi. Ma c’è una cosa molto importante che non molti sanno: le catastrofi naturali hanno molto più rilievo delle azioni umane.

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AI 2.7. Peter Bunyard: Il punto di non ritorno

15 settembre 2016

Peter Bunyard

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II. La stirpe di Prometeo

2.7. Peter Bunyard: Il punto di non ritorno

«Per un po’ si può vivere anche in presenza di grandi cambiamenti, ma poi c’è una frattura. E quasi sempre, a quel punto non si può tornare alle condizioni di prima». Peter Bunyard, condirettore della rivista britannica «The ecologist» non sembra un catastrofista. Ha la flemma del ricercatore, guarda ai fatti con crudezza, li descrive con precisione, non lascia spazio all’emotività. Ma questo non gli impedisce di mettere in guardia dal limite, dal punto di non ritorno. È intervenuto alla conferenza internazionale sulla distruzione delle foreste tropicali organizzata nei giorni scorsi a Firenze dagli Amici della Terra e lì lo abbiamo intervistato.

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AI 2.6. Jeremy Rifkin: La scienza dal «volto umano»

14 settembre 2016

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II. La stirpe di Prometeo

2.6. Jeremy Rifkin:
La scienza dal «volto umano»

La corsa è stata troppo frenetica e dopo la bomba di Hiroshima ci vuole più cautela. Troppi rischi che mettono a repentaglio l’orizzonte in cui vivranno le nuove generazioni. Jeremy Rifkin non nasconde la sua paura. È convinto che non sia solo sua.

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AI 2.5. Giuliano Toraldo di Francia: Distinzioni apocalittiche

12 settembre 2016

Giuliano Toraldo di Francia

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II. La stirpe di Prometeo

2.5. Giuliano Toraldo di Francia:
Distinzioni apocalittiche

Fin dalle sue origini, il pensiero apocalittico moderno, ha avuto come perno un atteggiamento di dura condanna verso la scienza: la tecnica, il dominio dell’uomo sulla natura, il mondo della calcolabilità per molti filosofi, scienziati e letterati di questo secolo sono stati i fenomeni più appariscenti di un’imminente fine del mondo. Il tema permane ancor oggi, nutrito dalle paure che abbiamo tutti. Ma l’equazione che mette in relazione scienza e catastrofe è davvero sensata? Ne parliamo con il fisico Giuliano Toraldo di Francia.

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AI 2.4. Willard Van Orman Quine: I nostri aruspici

11 settembre 2016

Willard Van Orman Quine

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II. La stirpe di Prometeo

2.4. Willard Van Orman Quine:
I nostri aruspici

Ottant’anni esatti, allievo di A.N. Whitehead, Willard Van Orman Quine è passato dalla matematica (in cui si è laureato) alla logica, alla filosofia. Alla filosofia della scienza e del linguaggio, disciplina quest’ultima, dove ha speso le sue più recenti risorse.

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AI 2.3. Ludovico Geymonat: Galileo e la libertà

9 settembre 2016

Ludovico Geymonat

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II. La stirpe di Prometeo

2.3. Ludovico Geymonat: Galileo e la libertà

Sul frontespizio c’era scritto: MDCXXXVIII. Trecentocinquanta anni fa Galileo Galilei mandava alle stampe i suoi Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica e ai movimenti locali. A ricordare quei fondamenti della scienza e della tecnica l’Università di Firenze, nei giorni scorsi, ha chiamato vari studiosi, tra cui lo storico della filosofia Ludovico Geymonat. Lo abbiamo intervistato e ne è venuto fuori qualcosa di più di una commemorazione.

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AI 2.2. Paolo Rossi Monti: Il calvario della scienza

7 settembre 2016

Paolo Rossi Monti

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II. La stirpe di Prometeo

2.2. Paolo Rossi Monti: Il calvario della scienza

Cinque volumi, tremila pagine, quasi quattro secoli di teorie ed esperimenti scientifici passati al setaccio. Paolo Rossi Monti, docente di storia della filosofia all’Università di Firenze, da poco nominato membro dell’Accademia dei Lincei, nello studio di casa sua apre la scatola che gli è stata appena recapitata dalla Utet di Torino. Fresca fresca di stampa ecco la Storia della scienza che ha impegnato Paolo Rossi e sette suoi prestigiosi collaboratori per ben diciassette anni.

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AI 2.1. René Thom: Benvenuta, catastrofe

5 settembre 2016

René Thom

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II. La stirpe di Prometeo

2.1. René Thom: Benvenuta, catastrofe

Tiene lezione nel santuario dell’infinitamente grande edell’infinitamente piccolo, in quell’Atlantide dell’universo scientifico dove le particelle atomiche sono state fatte correre ad una velocità tale che, scontrandosi, hanno riprodotto in laboratorio ciò che presumibilmente è successo 15 miliardi di anni fa, il big-bang.

Al Cern di Ginevra, ospite del fisico Ugo Amaldi e dell’Istituto italiano per gli studi filosofici che nella città svizzera ha portato la mostra su «Federico Cesi e la fondazione dell’Accademia dei Lincei», sale in cattedra René Thom, discusso personaggio nella comunità internazionale della ricerca scientifica, ma indubbiamente uno dei pochi viventi che dai nostri nipoti saranno ricordati come noi oggi ricordiamo Bacone o Darwin, se non proprio Galileo o Einstein.

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AI 1.8. Michela Nacci: Amerika, America!

4 settembre 2016

Michela Nacci

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I. Ieri e oggi

1.8. Michela Nacci: Amerika, America!

Nelle settimane in cui gli iscritti al Partito comunista italiano si interrogavano, felici o inquieti, sul significato della loro esperienza e sui lidi ai quali approdare, in libreria usciva un volume di Michela Nacci, pubblicato da Bollati Boringhieri, che si intitola L’antiamericanismo in Italia negli anni Trenta. Michela Nacci è una giovane ricercatrice fiorentina che nei suoi studi, il più importante dei quali è senz’altro Tecnica e cultura della crisi edito da Loescher, ha scandagliato la cultura della crisi e la letteratura  sul tramonto dell’Occidente in Europa fra le due guerre. È percorrendo quella strada che si è imbattutta nell’antiamericanismo.

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AI 1.7: Francesco Adorno: In silenzio nel tempio

2 settembre 2016

Francesco Adorno

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I. Ieri e oggi

1.7: Francesco Adorno:
In silenzio nel tempio

Davanti alla porta dello studio del professor Francesco Adorno al Pellegrino in via Bolognese, dove c’è l’Istituto di filosofia dell’Università, una piccola coda di studenti aspetta il ricevimento del docente. Non sono una folla, ma non sono neanche pochi. È lo stesso professor Adorno che mette in relazione quell’assembramento con quell’interesse per l’antichità per cui sono andato ad intervistarlo.

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AI 1.6. Mario G. Rossi: Gabellati

31 agosto 2016

Appropriazione indebita

I. Ieri e oggi

1.6. Mario G. Rossi: Gabellati

L’autocritica è già iniziata. Troppo poco si è discusso del peso che ha la politica fiscale, quasi sempre fatta passare in secondo piano, dopo la produzione, i rapporti tra le classi, gli equilibri politici. È una riflessione entrata nel dibattito politico di questi giorni, arricchito da un fuoco di fila di prese di posizione proprio sul tema delle tasse. Ma l’autocritica non è solo immediata. Ha un retroterra storico, delle costanti sulle quali si è soffermato Mario G. Rossi, docente di storia contemporanea all’Università di Firenze, allievo di Ernesto Ragionieri. La sua ricerca sulla riforma fiscale in Italia dall’Unità ad oggi, o meglio, sul «problema storico» di questa riforma, su ciò che ha significato storicamente e politicamente e non sugli aspetti tecnici, è stata appena pubblicato nel numero 170 della rivista «Italia contemporanea».

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L’Appropriazione indebita su Radio Toscana

31 agosto 2016

Ho un po’ di colleghi con i quali aver lavorato per tanti anni fianco a fianco, anche di qua e di là della barricata, o almeno dall’una e dall’altra parte della scrivania, o chi in versione di raccoglitore e chi in quella di fornitore di notizie, significa ancora parlarsi, valutare insieme se una cosa meriti o meno di essere raccontata e poi, via, se non con l’adrenalina che si scatena quando in redazione si viene a sapere di un delitto, ventre a terra e lavorare.

Così, letto il comunicato stampa che AliComunicazione ha diffuso per dar notizia della pubblicazione nel mio blog delle 30 interviste raccolte in Appropriazione indebita che spero poi usciranno in un e-book, Giacomo Guerrini mi ha cercato da Radio Toscana (la si trova sui 104.7 in FM a Firenze), una delle più ascoltate sull’intero territorio regionale e poi mi ha fatto intervistare da Leonardo Canestrelli. Questo il dialogo che ne è venuto fuori. Con in fondo, forse, una piccola notizia aggiuntiva.

Intervista a Radio Toscana su “Appropriazione indebita” del 30 agosto 2016

AI 1.5. Giancarlo De Carlo: Il mondo in prospettiva

29 agosto 2016

Giancarlo De Carlo

Appropriazione indebita

I. Ieri e oggi

1.5. Giancarlo De Carlo: Il mondo in prospettiva

Per fare una capitale – e ancor più, anche se solo per un anno, una capitale europea della cultura – ci vuole prima una città. Una città che, nella sua lunga storia, è stata capitale. Era la tappa intermedia per avvicinare il governo dello Stato unitario, dalla «lontana» e «sbilanciata» Torino alla centrale e universale Roma: in mezzo c’era Firenze, culla di cultura e di governo illuminato, centro celebre in tutto il mondo, meta obbligata di pellegrinaggi colti ed artistici.

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La “riappropriazione” di Enrico

27 agosto 2016

Enrico Zoi nella foto del suo profilo Facebook

Enrico Zoi dev’essere entrato al liceo Nicolò Machiavelli di Firenze, all’epoca ospitato dentro la medicea Fortezza da Basso dove ormai si fan solo più mostre di second’ordine o più blasonate sagre di paese, un paio d’anni prima che io, ripetente di un anno perso al ginnasio, me ne stavo per uscire e, se non ricordo male, partecipava a un po’ delle sterminate riunione che si organizzavano all’epoca nelle scuole o nelle case del popolo.

Ci siamo rivisti molti anni dopo tenendoci però, credo, reciprocamente sott’osservazione, perché, come un’altra mezza dozzina di compagni del liceo – mi vengono in mente ovviamente Mario Fortini, e poi Simone Fortuna, Paola Emilia Cicerone, Paolo Russo, per certi versi Francesco Maria Cataluccio, coautore con me di un resoconto sull’ultimo seminario di Cesare Luporini all’Università, e, ma andando ai tempi delle medie anziché delle superiori, Stefano Bucci, sperando non me ne voglia chi rimasto fuori dalla lista –, abbiamo poi intrapreso, con le opportunità che ciascuno ha avuto a disposizione, il medesimo mestiere, quello di dare informazioni, nobile variante di un’attività che c’è chi dice sia quella di far la spia.

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AI 1.4. Nicolaj Rubinstein: Le lettere di Lorenzo

26 agosto 2016

Nicolaj Rubinstein

Appropriazione indebita

I. Ieri e oggi

1.4. Nicolaj Rubinstein: Le lettere di Lorenzo

Nicolaj Rubinstein, docente di storia al Westfield College dell’Università di Londra, è il curatore dell’edizione completa delle Lettere di Lorenzo dei Medici , pubblicata dalla casa editrice Giunti e Barbera di Firenze.

Quali sono le caratteristiche del progetto del Carteggio, da lei diretto?

La domanda mi impone di affrontare il problema della consistenza delle lettere superstiti di Lorenzo. Pur avendo il controllo della politica fiorentina, Lorenzo non aveva una posizione ufficiale a Firenze. Formalmente era un cittadino privato.

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Il mio Garin convince “La Nazione”

25 agosto 2016

L'articolo pubblicato oggi sulla Nazione

Manuela Plastina, brava e gentile collega della “Nazione” di Firenze con cui ho sempre avuto rapporti schietti e corretti come si conviene tra due seri professionisti, ha pubblicato sul quotidiano fiorentino di oggi questo articolo.

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AI 1.3. Francis Haskell: Il grande fratello vecchio

24 agosto 2016

Francis Haskell

Appropriazione indebita

I. Ieri e oggi

1.3. Francis Haskell: Il grande fratello vecchio

Professor Haskell, lei ha indagato a fondo il rapporto tra artisti e mecenati nell’età barocca. Cosa può dirci del mecenatismo a Firenze in pieno Rinascimento?

C’è una grandissima differenza tra il mecenatismo dei Medici, e di Lorenzo in particolare, e quello che ho studiato in epoca più tarda, nell’età barocca. La differenza più importante deriva dal fatto che a Firenze, in pieno Rinascimento, la società era ancora una repubblica. Non c’era una corte, o un papa, o un cardinale.

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Il comunicato stampa su “Appropriazione indebita”

23 agosto 2016

Questo il testo del comunicato stampa che AliComunicazione di Daniela Mugelli ha inviato alla stampa per rendere nota la pubblicazione a puntate su questo blog delle interviste fatte quando lavoravo a l’Unità, che ho intenzione, come ho anticipato in Un libro per i miei lettori, di raccogliere in un e-book intitolato Appropriazione indebita, il cui indice è già consultabile.

Lo sfascio della politica nelle “predizioni” di Garin

“Appropriazione indebita”:
30 interviste ai “grandi” nel blog di Daniele Pugliese

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AI 1.2. Eugenio Garin: Amata utopia

22 agosto 2016

Eugenio Garin

Appropriazione indebita

I. Ieri e oggi

1.2. Eugenio Garin: Amata utopia

Eugenio Garin ci tiene a precisarlo. Non è iscritto al Pci, non parla della svolta «da dentro». Il che, lo sa, gli impedisce di dire delle cose che altri possono dire, ma anche gli permette di dirne delle altre che altrimenti dovrebbe tacere. Da «partecipe osservatore esterno» ha seguito questo «sconvolgimento» cercando di guardare ai fatti con quel rigore con cui per tutta la vita ha osservato la storia della cultura italiana. Un rigore che è innanzitutto tentativo di spiegare storicamente quello che succede. L’intervista con lui sposta leggermente il tiro dal titolo dell’inchiesta: la nuova teoria politica diventa storia della nuova teoria politica.

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AI 1.1. Eugenio Garin: Il filosofo visto da tergo

18 agosto 2016

Eugenio Garin

Appropriazione indebita

I. Ieri e oggi

1.1. Eugenio Garin: Il filosofo visto da tergo

Sono riusciti a convincerlo. Con qualche dubbio, ma l’ha fatto: poco più di trenta pagine per raccontare il suo itinerario filosofico, una sorta di autobiografia intellettuale che ha tutto il sapore di un rapido affresco sulla cultura del nostro secolo.

Sessant’anni dopo è il titolo del saggio di Eugenio Garin che la rivista «Iride», il semestrale della sezione di filosofia dell’Istituto Gramsci toscano, manda in libreria in questi giorni. «Iride» è una rivista atipica nel panorama delle pubblicazioni filosofiche italiane: raccoglie non solo generazioni diverse di studiosi, ma anche correnti di pensiero che, se è vero che hanno voglia di dialogare, è altrettanto vero che distano molto l’una dall’altra.

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Appropriazione indebita: introduzione

16 agosto 2016

Introduzione

Ho raccolto, e ripubblico da oggi a puntate sul mio blog, contrassegnandoli con la sigla AI e la numerazione dei capitoli, alcune delle interviste fatte nei tanti anni che ho lavorato a l’Unità. La maggior parte di esse, è nella forma classica: domanda e risposta. Questo è il primo tratto comune che le tiene insieme. Solo in pochi casi, la forma giornalistica è diversa. La testimonianza di Mario Innamorati su una delle prime spedizioni scientifiche italiane in Antartide, per esempio, è raccontata in prima persona, quasi come un diario di bordo, perché il lettore si potesse sentire sul ponte di quella nave. Così anche il pezzo su Remo Bodei esula dalla forma classica di intervista: è il resoconto di un suo intervento a un convegno, ma il contenuto e soprattutto il «protagonista» rientravano a pieno titolo nel disegno che avevo in mente preparando questa raccolta. Idem per l’articolo con il professor Francesco Adorno.

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Appropriazione indebita: l’indice

16 agosto 2016

Daniele Pugliese

Appropriazione indebita


Il saggio teme il cielo sereno;
quando c’è la tempesta
egli cammina sulle onde e sui venti.
Confucio, Dialoghi

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