Balù

A lezione da Balù

26 agosto 2010

Balù nella redazione de l'Unità di Bologna nel 1994

Balù, orso della giungla, sul pedigree Lock e all’anagrafe Sour in onore di un cocktail che mescola bourbon a succo di limone con l’effetto di essere acido, cosa che Balù affatto era, è stato il mio amatissimo cane. L’ho preso in dote sposandomi e l’ho tenuto quando mi sono separato, ancora non so esattamente perché, la prima volta.

Nei non pochi anni in cui sono stato con lui mi ero ripromesso di leggere il libro di Konrad Lorenz E l’uomo incontrò il cane, poi, sai come vanno le cose, non l’ho mai fatto. Ho rimediato nel giugno scorso. È un libro che ha numerosi piani di lettura, non tutti gradevoli. Naturalmente, come si capisce già dal titolo, dice qualcosa su quegli animali e qualcosa anche sui loro padroni, che lo siano o meno, che abbiano o meno un cane.

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L’incipit di “Ebrei erranti”

20 marzo 2010

Alla memoria di Luciano Morini

«… ognuno è l’ebreo di qualcuno…»

Primo Levi

Se non ora, quando?

Come si chiamava?

È curioso, non lo ricordo più, ancorché siano passati così pochi giorni. O forse non l’ho mai saputo. Non me l’ha detto. Presentazioni ufficiali non ce n’erano state. Neanche il gruppo iniziale della compagnia di quella sera era di lunga data.

Dorotea era sua cugina. Bellissima lei con quelle ciocche di capelli grigi sparpagliate fra pennellate bionde su una tela di seta castana. Una tela raccolta dietro la nuca, la semplicità che si trasforma nel sofisticato, nel solenne.

Marc Chagall, Il violinista