Camillo Arcuri

Intrecci nella rete

31 maggio 2015

Camillo Arcuri

Camillo Arcuri – genovese, collega meritatamente giunto al riposo dopo una carriera al “Corriere mercantile”, al “Secolo XIX”, al “Giorno” e poi al quotidiano di via Solferino, collaboratore del settimanale fondato nel 1955 da Arrigo Benedetti, che porta con sé Eugenio Scalfari, Antonio Gambino ed altri illustri nomi del giornalismo italiano – è per me una delle dimostrazioni di quanto proficuo ed utile possa essere avere un blog o far un uso ragionevole dei social network, o, in altre parole, di immettere contenuti di un qualche valore in rete, e, pertanto, di quanto sciocco sia essere pregiudizialmente avversari di un mezzo che, al pari degli altri, né va idolatrato né scragiato.

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La Resistenza on line

6 novembre 2010

Aristo Ciruzzi

Questa mattina, il circolo del Partito democratico di Varlungo, uno dei quartieri storici dell’antica periferia di Firenze, è stato dedicato a Corrado Bianchi e ad Aristo Ciruzzi. Mio padre, che di quel circolo è un iscritto per non dimenticare di quando nella Torino del primo dopoguerra salterellava intorno a Palmiro Togliatti e per tener desti gli ideali che lo hanno ispirato per una vita, si è dato un gran da fare per questa occasione.

È stato lui ad insistere perché quelle stanze dove ci si può riunire, discutere, incontrarsi, parlare fossero dedicate non solo a quel partigiano fiorentino, medaglia d’argento per la Resistenza, che per anni ha fatto il segretario del Pci in quel rione a ridosso dell’Arno, ma anche a un amico di famiglia che è stato una leggenda, anche se ormai si fa fatica a tener deste le leggende.

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