Claudio Visani

Obbligo di sapere

26 gennaio 2014

La regia televisiva di Sky

Uno dei punti chiave della riforma scolastica che volevamo quando andavo al liceo – anni Settanta del secolo scorso – era l’estensione dell’obbligo scolastico non a un’età, ma al compimento di un ciclo di studio e formazione, di modo che chiunque – ricco o povero, geniale o stupido – avesse i basamenti o il minimo comun denominatore per affrontar da solo l’esistenza, debuttare in società, trovar di che campare.

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Corsi e ricorsi

29 giugno 2013

Scrive Claudio Visani nel suo blog

Domani, domenica 30 giugno, sarà l’ultimo giorno di uscita delle cronache dell’Emilia-Romagna (Bologna) e della Toscana (Firenze). Da quel che si sa, resteranno le due redazioni ma i redattori emiliano-romagnoli e toscani contribuiranno alla realizzazione del giornale nazionale, forse dell’edizione on-line e forse alla stesura di un settimanale in uscita, pare, da settembre.

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Addio al poeta

15 settembre 2012

E poi arrivano quelle notizie che non vorresti mai leggere (o scrivere, se fai il mestiere mio di prima) e che, con altrettanta forza, sai invece giungeranno, non potrai scansarle, ti cascheranno un mattino tra capo e collo. Così la riporta Repubblica: È morto Roberto Roversi. Bologna perde il suo poeta. E così l’UnitàMorto il poeta Roberto Roversi. Dalla Resistenza a Lucio Dalla.

Roberto Roversi

Se fossi stato ancora in redazione in via Barberia dove l’ho conosciuto, avrei dovuto dire ai miei colleghi, a Andrea Guermandi, a Sandro Alvisi, a Jenner Meletti, «pensateci voi, io oggi non posso». Perché quell’uomo, che ho conosciuto poco, sono andato qualche volta a trovare alla libreria Palmaverde in via de’ Poeti, e non ricordo più se ci davamo del tu o del lei, ma penso del tu, perché lui si sentiva di appartenere alla tradizione di cui l’Unità, allora, era ancora l’espressione, ed io quella tradizione, anche solo formalmente, rappresentavo. Perché quell’uomo – a cui chiesi di scrivere in cronaca locale, da editorialista più che da poeta, da appassionato civile più che da colto, da sentito cittadino più che da sognatore, “sminuendo” la sua grandezza che era (ed è) un bene nazionale da pagine nazionali – mi colpì e mi sembrava che ci conoscessimo da sempre e da sempre ci fossimo scambiati sincere opinioni, talvolta già con un po’ di amarezza, ma entrambi convinti che bisogna pensare, sentire ed essere, non appiattirsi sul banale, sullo scontato, sul luogo comune.

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Ricordi bolognesi (amarcord?)

1 marzo 2012

Roberto Roversi

Lucio Dalla

Negli anni in cui sono stato a Bologna a dirigere l’Unità vedevo spesso Lucio Dalla nei pressi di via Farini. La redazione era ancora lì accanto, in via Barberia, sede storica del Pci, prima che venisse venduta e la perdita non è solo affettiva. A differenza di Francesco Guccini ed altri artisti che di quella città hanno fatto qualcosa di speciale, non mi sembra che Dalla sia mai venuto a trovarci in redazione: io non ne ho ricordo, almeno.

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