Cristiana Schillaci

Un grazie particolare

9 gennaio 2011

In questo collage compaiono i volti delle persone che hanno presentato il mio libro nel corso del 2010 o hanno contribuito a che venisse presentato o, infine, hanno presentato il loro insieme a me. Li ringrazio infinitamente. Sono da sinistra a destra e dall’alto verso il basso: Alessandro Cosimi, Pasquale Mennonna, Titti, Maschietto, Carla Edigati, Aldo Rosati, Tito Barbini, Italo Dall’Orto, Tiziano Mealli, Paolo Vannini, Simon Dynys, Maurizio Marinelli, Stefano Tesi, Cristiana Schillaci, Massimo Biagi, Roberto Barzanti, Gianni Conti, Alessandra Pastore, Dario Longo, Vannino Chiti. Ci sono altri che hanno lavorato più nell’ombra e ringrazio anche loro.

L’11 febbraio alle 17.30 la prossima presentazione di Sempre più verso Occidente e altri racconti alla Biblioteca delle Oblate di Firenze nell’ambito di Leggere per nondimenticare.

Maggior visibilità

8 agosto 2010

C’è una finestrella sul profilo Facebook che invita a scrivere qualcosa di sé. Qualcuno la riempie con la frae più importante delle propria vita, qualcuno davvero riesce a descriversi. Io ci ho messo un invito, a «scrivere qualcosa su di me», mandando una e-mail a dp@danielepugliese.it.«Se non mi offendi – aggiungo  – la pubblicherò». Quei messaggi finiscono nello spazio Dicono di me, del mio blog, il quale invero non ha grande visibilità, per cui può sfuggire a chi naviga fra le mie parole. Lì ce ne sono di più importanti: Giorgio e Gioia Jorio, Gian Luca Corradi, Piero Nacci, Maurizio Marinelli, Lina Senserini, Daniela Mugelli, Cristiana Schillaci, Marco Meli, Paola Emilia Cicerone, e ora Valeria Corsi. Li porto più in superficie o, come amano chiedere i politici per se stessi, gli do maggior visibilità. L’invito, per chi volesse, è ancora valido.

Il dono della modestia

9 maggio 2010

Piero De Bernardi

Avevo sedici anni. Giravo con un Morini 125 che avevo comprato da mio fratello Davide, a cui mio padre lo aveva regalato. Ero innamorato perso di Cristiana come dopo lo son stato credo solo della mia ex moglie. Guendalina era una sua amica. La sua amica del cuore. Ma a noi tutti stava sulle palle. La chiamavamo la papalina. Era bigotta e sanfedista. Scontrosa e snob. E purtroppo per i suoi figli e per chi le voleva bene, l’orrida mano di un tumore se l’è portata via troppo presto. Non mi stava simpatica, ma cazzo!, così non si fa.

Il 6 febbraio di quest’anno Cristiana mi ha chiesto di accompagnarla a Roma perché alla Casa del cinema c’era la commemorazione di quello che lei ha considerato il suo babbo numero due, un po’ come io ho fatto con Giorgio Jorio. Il suo babbo numero due si chiamava Piero De Bernardi ed era, ma l’ho scoperto solo il 6 febbraio di quest’anno, il padre della vituperata Guendalina.

Piero De Bernardi è morto a Milano l’8 gennaio del 2010 dopo aver passato la maggior parte della sua vita a Roma, e spero che Prato, città dov’era nato nel 1926, un qualche tributo glielo dedichi. Perché Piero De Bernardi è stato uno dei più grandi sceneggiatori d’Italia, ma a giudicare da alcuni dei suoi film, si potrebbe dire anche del mondo. Per esempio è lui che ha scritto C’era una volta in America di Sergio Leone, zigzagando in avanti e a ritroso nel tempo mettendoci in mezzo anche una bella citazione dalla Recherce di Proust. Sua è anche la saga di Amici miei il cui prequel vien girato proprio in questi giorni.
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Onore al nemico

2 maggio 2010

Il Corriere fiorentino, ma forse ogni altro giornale d’Italia, riportava ieri la notizia dell’omicidio di Susanna Tre Re. A me l’ha detto Cristiana Schillaci, sua compagna di scuola, sempre avversante e quanto me addolorata. Non l’ho mai conosciuta, almeno con un “piacere”, una stretta di mano, un nome e cognome. Ho sempre saputo, fin dall’età della ragione, chi fosse, o, almeno, l’idea che mi ero fatto di lei, o quella che il mondo si fosse confezionato, ancorché ritenga non fosse molto dissimile dal vero.

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Forma e sostanza

21 aprile 2010

Maurizio Marinelli - direttore editoriale della Baskerville di Bologna

Maurizio Marinelli - direttore editoriale della Baskerville di Bologna

Maurizio Marinelli, l’editore della Baskerville di Bologna che s’è preso la briga di pubblicare Sempre più verso Occidente e altri racconti a costo di aver a che fare con l’autore più “scassacazzi” che gli sia capitato in vita sua, ce l’ha fatta. In uno dei testi che alimentano la sezione di questo blog intitolata “Dicono di me”, scriveva che la foto di me che compariva in queste pagine era quasi pornografica, rivelando un sorriso che non m’appartiene o, meglio, che esiste ed è esistito solo in un contesto meditativo da un grande maestro che si chiama Thich Nath Hahn. La foto in questione è questa:

A Plum Village nel luglio del 2009

Ora, Daniela Mugelli che s’è presa l’ingrato compito di curar per me le parti più tecnologiche e rognose di questo dialogo in pubblico con chi vuol relazionarsi con me o non ha di meglio da fare, lo ha accontentato, sostituendo l’immagine con un ritratto scattato dall’amico Gianni Pasquini in occasione della presentazione di Sempre più verso Occidente e altri racconti l’8 aprile scorso alla libreria Libri Liberi di via San Gallo a Firenze. Han fatto tutto loro a mia insaputa, segno evidente che nel mio computer si può entrare con una facilità che quasi mi sconcerta. Il risultato è questo:

Alla presentazione di “Sempre più verso Occidente” l’8 aprile 2010 a Libri Liberi a Firenze

Io li lascio fare ed accolgo di buon grado il mutamento e la generosità. [Continua a leggere >>]

Primo giorno di scuola

9 aprile 2010
presentazione 8 aprile 2010 - Libreria Libri Liberi - Firenze

presentazione 8 aprile 2010 - Libreria Libri Liberi - Firenze

Ho ripreso fiato. Ieri mattina mi sentivo come il giorno che, forse mia madre, mi accompagnò alla scuola Carducci per la prima elementare. (Watson, naturalmente). Direi che era il primo ottobre del… a quanti anni si va alle elementari? Insomma, sicuramente negli anni Sessanta. Ieri l’altro. O giù di lì. Ieri sera invece ero sfinito e i miei reni hanno fatto anche un po’ le bizze. Ma molto contento. La prima presentazione di un mio libro, interamente mio, proprio mio era andata benissimo. Almeno mi è sembrato che le persone fossero contente, si stessero divertendo o interessando e che non ci fosse quel clima barbogio di certe celebrazioni o autocelebrazioni. Italo Dall’Orto ha letto brani della Pasticca verde e dell’Ingrato talmente bene che io faticavo a riconoscere di averli scritti io. Che fortuna averlo conosciuto grazie alla complicità di Nicoletta Collu. [Continua a leggere >>]

Sancho Panza

7 aprile 2010

Sancho Panza

Daniela è il mio scudiero. Il mio Sancho Panza. Intendo Daniela Mugelli, sia chiaro, non facciamo confusioni con le molestatrici inette. Perché sia tanto generosa con me non lo so. Ho imparato, o mi hanno fatto imparare, da piccolo a pensare che la generosità sia rara, molto rara, un dono della natura. C’è sempre qualcosa da pagare: a prezzo d’inflazione, come la maturità. E tutto quello che c’era da pagare, l’ho pagato. Ho pochi debiti. Direi che non ne ho, se non tutti quelli spirituali e intellettuali e sentimentali, che onoro fino all’ultimo centesimo di riconoscenza, e pure con soddisfazione. Dò atto. Sempre e comunque. Con Daniela non ho versato una lira e lei è lì, sul suo ciuco, che mi accompagna a infilare con una lancia i mulini a vento: boh! Si innamora al posto mio, prende i bicchieri di carta, fa clic clic col mouse, mi rompe le palle ogni volta che può. Ha un nome faticoso come il mio: dio è il mio giudice. Auguri. Anzi: cazzi tuoi. O nostri. O miei e tuoi, a ciascuno il suo, meglio direi, più realistico, più sincero: è così che si guarda in faccia l’assurdo. E le persone. Come canta Guccini le regalerò un castello, quando sarò morto. Se domani, alla presentazione del mio libro alle 18 alla libreria Libri Liberi in via San Gallo, tutto andrà per il verso giusto, molto lo devo a lei. Poi devo ringraziare Cristiana Schillaci, Vittorio Rossi, Maurizio Marinelli, Titta Gibertoni, Nicoletta Collu, Italo Dall’Orto, Tiziano Mealli, ovviamente Pasquale Mennonna e sua figlia Luigia, e mi son sicuramente dimenticato qualcuno. [Continua a leggere >>]

L’incipit di “… nemmeno fermare su questo pensiero”

18 marzo 2010

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Maledizione, questa macchina proprio non funziona. Bisognerà che un giorno mi decida a cambiarla.

Ma che diavolo sto pensando. Quale giorno? Sembra quasi che io mi dimentichi di aver preso una settimana di ferie per poter scrivere, tappato nella casa di campagna di mia moglie.