Davide Pugliese

Se un giorno avessi incontrato Calvino

24 settembre 2016

Italo Calvino

Qualche giorno fa, il 19 settembre, era il trentunesimo anniversario della morte di Italo Calvino e Maddalena Dalla Torre – che premurosamente e con costanza mi inonda di suggestioni e stimoli all’ascolto, alla lettura e alla visione – mi ha mandato il link a un’intervista pubblicata su Rai News l’anno prima, in occasione del trentennale.

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L’amicizia con il morituro

6 settembre 2016

Anthony Perkins in "Psyco" di Alfred Hitchcock

Agìto da qualcosa di analogo a quanto suppongo spinga lo scienziato a chiedersi il perché delle cose più impensate, a sfrucugliare nei recessi più oscuri ed inesplorati dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, compresi quelli scomodi, sconvenienti e capaci di sconcertare lo stesso ricercatore, talvolta mi servo del più diffuso dei social network, Facebook, direi quasi come un antropologo osserva una popolazione che gli è pressoché sconosciuta, di cui ignora usanze e costumi, o più precisamente in maniera provocatoria, lanciando un sasso che presumibilmente smuoverà le acque.

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Ok, scrivo di mio padre

30 agosto 2016

Mio padre, Orazio Pugliese, dedica le prime copie del suo libro "Gentile editore..."

Non ho voluto finora occuparmi, qui nel blog, del libro scritto da mio padre Orazio, intitolato «Gentile editore…», che ricostruisce la storia della casa editrice Sansoni attraverso i carteggi con i loro autori e collaboratori, di Giovanni e Federico Gentile – il filosofo fascista e il figlio a cui egli consegnò la gestione di quell’azienda rilevata liquidando altri soci negli anni Trenta – e attraverso le memorie di chi in quella “fucina” di cultura lavorò fino agli anni Settanta quando la balena Rizzoli si mangiò il marchio fiorentino.

Non ho voluto farlo per una sorta di pudore, anzi, provando una specie di timore, quello di star facendo qualcosa che somiglia all’“interesse privato in atti d’ufficio”, al “conflitto d’interesse”, un abuso insomma del proprio ruolo di figlio, e di figlio per mestiere divulgatore, o un’intrusione familiare in un campo che non pertiene a me, è tutto di mio padre e dell’editore che ha pubblicato il suo ultimo sforzo intellettuale prima di cedere alla fatica e alla quiete della vecchiaia.

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Libri d’arte e arte dei libri

29 maggio 2014

Il libro di Giovanni De Gara

Il 15 maggio scorso, in Oggetto del desiderio, ho dato conto di un regalo che Carolina Doni mi ha fatto, vale a dire un esemplare di The real story of a tree nella versione italiana La vera storia d’un albero, bizzarro e gradevole oggetto pensato e realizzato da Giovanni De Gara, giovane artista che ha lo studio in via San Niccolò divenuta coacervo di creativi e emergenti.

A poche ore di distanza, Loredana Romero – madamina piemunteisa legatissima a mio cugino Luca, di cui ho riferito in Piccola Schiele del 24 agosto 2010, un’era fa – mi ha regalato una sua opera senza dirmi se abbia un titolo o meno, un’opera perfettamente riconducibile allo “stile” o al “genere” seguito dall’amica a cui mi permetto, senza ovviamente alcun intento offensivo, ma solo affettuoso, di dar di “cita” o “gagna” o “tota”, tutte espressioni con le quali nel mio dialetto d’origine si indica una giovane donna, se non una ragazza o una bambina.

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Testa fra le nuvole

25 settembre 2012

Confesso che quando ho strappato il pacchetto nel quale era stato ben confezionato, ho provato sensazioni ambigue, non tutte immediatamente positive. Non ricordavo, francamente, di dover esigere un credito, vale a dire un tardivo regalo di compleanno che mi era stato preannunciato, e mi son trovato un po’ spiazzato. Le edizioni del libro contenuto nel pacchetto, poi, ignote e non sfarzose, mi hanno indotto a pensare che si trattasse di qualcosa di minore, una delle tante pubblicazioni che si affastellano e resteranno lì, e solo dopo ho riflettuto su quanto schiavo anch’io sia dell’apparenza, del logo, del cliché masticato e rimasticato, e perciò stupido.

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Wali Nikiti

4 giugno 2011

Veduta da Wali Nikiti

In questo petto non batte un cuore di sportivo. Non sono, perciò, un lettore della Gazzetta dello Sport. Nemmeno del magazine patinato, Sport Week, che il quotidiano porta in edicola con se. Una copia però del numero uscito il 16 maggio scorso l’ho dovuta comprare.

Il direttore del periodico ha scritto un articolo su mio fratello Davide che a Scrub Island, nelle British Virgin Islands dove lui vive, si è offerto di ospitare la pattuglia giunta sul luogo a fare un servizio fotografico per lanciare i costumi da bagno che si vedranno in spiaggia questa estate. Lo si può leggere qui, digitando 98 e 99 nella finestrella che porta alla pagina prescelta, anche se sicuramente qualcuno vorrà prima vedere la meravigliosa modella che ha posato in quei panni striminziti: Dayane Mello, 22 anni, brasiliana, 87-62-92 per chi vuol giocarli sulla ruota di Napoli.

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Sbrisolarsi

8 novembre 2010

La sbrisolona

Prescrive lei: per una teglia di 35 per 40, 375 grammi di farina bianca, 225 di farina gialla grossa e fine, 300 di burro morbido, 150 di zucchero semolato, 60/70 grammi di uvetta tenuta in acqua tiepida, 3 tuorli, un pizzico di sale-vaniglia.

Lei è Barbara Zattoni, chef di Pane e vino, che, scusate la rima, è un ottimo ristorante fiorentino. Spiega Barbara: «La qualità delle farine è primaria, a voi la scelta, io uso per la gialla quella che prendo a Montemignaio e a Cetica… ma comunque avrete le vostre “fonti”. Si impastano gli ingredienti tutti insieme, meno l’uvetta che strizzerete e aggiungerete quasi alla fine. Non va lavorato molto, deve rimanere una consistenza non troppo omogenea, ruvida e granellosa e nello stesso modo va stesa nella teglia imburrata e infarinata. Spianatela con il palmo della mano ad uno spessore di circa 1+1/2 cm e infornate per 25 minuti a 160°».

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Modi di mescolare

7 ottobre 2010

Davide quando faceva il fotografo

La natura è bizzarra. Mescola roba e non è detto che venga fuori sempre lo stesso risultato. Mia madre e mio padre l’han fatto ed io e mio fratello Davide siamo quanto di più agli antipodi possa esserci, il che, probabilmente, ci ha regalato nella vita anche momenti di grande distanza. Figuriamoci nel caso degli altri miei due fratelli, Andrea e Martino, stesso padre e mamme diverse.

Mio fratello Davide mescola roba, un po’ come la natura. Da ragazzino il libretto rosso di Mao, parecchie canne, pagelle disastrose e una gran propensione per le arti figurative. Poi molto glamour, un’infinità di belle donne d’intorno tutte perse di lui e che a me dicevano «Ah, tu sei il fratello di Davide!» facendomi sentire un verme e l’obiettivo di una Nikon F con dentro pellicola Kodak in bianco e nero che faceva miracoli. Con quella è sbarcato a New York e qualche copertina di Vogue è stata sua. Adesso, da una trentina d’anni almeno, mescola carote e sedani, mango e gamberetti o che so io e chi ha la fortuna di assaggiare gode.

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Il segreto di Banjo

14 giugno 2010

Mio fratello Davide è un personaggio. Lui ed io siamo come il giorno e la notte. Vive ai Caraibi. Da molti anni. Non è certo lui l’intellettuale di famiglia. Ma mi ha fatto molto piacere scoprire da lui che la splendida e struggente canzone di Tom Waits Waltzing Matilda è stata scritta da Banjo Paterson ed è considerata l’inno non ufficiale dell’Australia. Nessuno me l’aveva detto quando sono stato a Perth, Adelaide, Melbourne, Sidney e Brisbane. Dimenticavo: Cele, la moglie di Davide, è australiana.