Dialetto

Infinitesimali

6 agosto 2010

La Mole Antonelliana

Io non so. Le ho sentite tante volte da bambino che mi sembrano, per così dire, naturali. In mio possesso e nel dominio di tutti. «Ne vorrei una lacrima» si risponde a chi ti offre qualcosa da bere, ed è evidente che gli si sta dicendo di versare poco, appena appena. E chissà se dietro c’è un residuo triste, doloroso, legato al pianto, forse a una rinuncia.

Qualcuno ti allunga il vassoio a tavola e tu dici: «Solo un’idea». Splendida frase, con tutte le sue contraddizioni epistemologiche, come se l’idea fosse meno dell’oggetto che rappresenta e quanto sta nella mente inferiore a ciò che si trova nel mondo. «Solo un’idea», anche qui un’infinitesimale, microscopica frazione, un’inezia.

Son modi di dire piemontesi, comunemente usati nel linguaggio di tutti i giorni, entrambi sinonimo di “cicinin”. A spulciare i dizionari dialettali se ne troveranno certamente di analoghi in ogni dove, mi viene in mente l’”ombra” veneta, non l’oggetto vero e proprio ma solo la sua proiezione per effetto di una luce, sufficiente però a indicare che l’oggetto esiste, è presente, c’è.

[Continua a leggere >>]