Editoria

Suggerimenti sbagliati

11 agosto 2010

Un torchio

Su suggerimento di una comune conoscenza, una signora ieri mi ha scritto chiedendomi la mia opinione sui suoi scritti affidati a un blog in assenza, per ora, di un editore che dia loro maggior coerenza e uniformità. Mi ha chiesto sincerità e al limite di essere spietato. Ho dato una rapida occhiata e le ho detto quel che pensavo nel limite, appunto, di un’impressione a colpo d’occhio. Le ho chiesto perché chiedesse proprio a me tale opinione e lei mi ha risposto che, oltre al suggerimento troppo magnanimo della comune conoscenza, assommava il mio curriculum all’apprezzamento di quello che scrivo e forse anche di come lo scrivo, giungendo alla conclusione che se avessi impiegato (lei ha scritto “perso”) un po’ di tempo per interessarmi della sua produzione, sarei stato sincero e pertinente.

Poi ieri sera a cena con amici da nuovi conoscenti, ho ascoltato stroncare le recenti scelte editoriali in materia di letteratura italiana, in particolare l’enfasi mediatica sul nulla, il marketing mal riposto, le pecette incollate sulle copertine con giudizi altisonanti che non trovano riscontro nelle pagine interne di molti libri. Non ho fatto parola delle mie esperienze narrative in virtù di un’antica ritrosia sospetto tutta piemntese ancorché ciò mi stesse costando la perdita di due potenziali lettori.

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