Emilia Aru

Comunità solidale

7 marzo 2016

Questo il volantino che ho messo questa mattina nelle 48 cassette della posta del palazzo dove vivo:

Le cassette della posta del palazzo dove vivo

A tutti gli inquilini

Gentilissimi inquilini,

sono Daniele Pugliese, quello che, per un po’ di giorni, ha esposto sopra alle cassette della posta una busta strappata, “ringraziando” chi l’aveva aperta sottraendone il contenuto, cioè un libro che per lavoro avrei dovuto leggere. Insomma sono quello che in pubblico ha denunciato un pur modesto furto avvenuto in questo palazzo.

Ieri sera, tornando a casa, ho trovato sopra alle cassette della posta il libro: insomma chi l’aveva sottratto l’ha restituito, un po’ maltrattato, ma sano e salvo. E, come avevo sperato, forse lo ha letto. È il libro appena uscito di un autore francese intitolato In guardia! che racconta la storia del duello, quello che si vede nei film con la pistola o la sciabola o il fioretto.

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I miei editori

24 marzo 2013

La prima pagina de l'Unità del 6 luglio 1978, primo giorno in cui ci ho scritto

Il mio primo editore è stato il Partito comunista italiano. Era il proprietario del suo organo di informazione, l’Unità, il giornale fondato nel 1924, lo stesso anno in cui Arthur Schnitzler pubblicò La signorina Else, da Antonio Gramsci, un intellettuale al cui modo di lavorare, desunto da ciò che ha scritto e da come lo ha fatto, ho sempre guardato con grande attenzione.

Avrei volentieri compiuto – con orgoglio e determinazione, rinunciandovi solo per via Solferino, piazza Indipendenza o corso Marengo – l’intera mia carriera professionale sotto quella testata, che solo nel 1991 ha abbandonato la specifica di organo del Pci preferendo l’omaggio al proprio fondatore, ma il massacro a cui la nuova proprietà – palazzinari e farmaceutici – e gli ultimi direttori – pescati fuori dal corpo storico della redazione – la sottoposero, benché in 123 nel 1998 ci fossimo autoridotti lo stipendio (contratto di solidarietà), portò nel 1999 prima alla chiusura delle redazioni di Bologna e Firenze e il 28 luglio 2000 alla cessazione delle pubblicazioni.

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Sulle tracce del titolo originale

1 ottobre 2012

Il 27 luglio del 2010, dopo l’uscita di Sempre più verso Occidente e altri racconti, Enrico Zoi mi intervistò per Il trillo del diavolo, una bella testata on line messa in piedi da Elena Meynet a cui il collega, amico ed ex compagno di scuola collabora. L’ultima domanda che mi fece in quella intervista che si può leggere qui nel mio blog o qui direttamente nel sito dedicato a una celebre e difficilissima sonata per violino e basso continuo scritta da Giuseppe Tartini, fu relativa a quale altro libro avessi nel cassetto ed io gli risposi che c’erano sette titoli in attesa di editore.

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Telepatie su Else

15 settembre 2012

Arthur Schnitzler

Al termine della presentazione di Io la salverò, signorina Else alla libreria Feltrinelli di Firenze, mercoledì scorso, per la quale vorrei ringraziare ancora tutti gli intervenuti, gli organizzatori, l’editore, e, in maniera particolare, il professor Roberto Venuti – germanista dell’Università di Siena, che ha avuto per le mie pagine parole capaci di mettermi in imbarazzo, perché gli apprezzamenti mi fanno quest’effetto – ; insomma, al termine della serata, mi si è avvicinato, come aveva promesso, Paolo Vannini.

Paolo Vannini è un insegnante che, con Gianni Conti, anima un bel salotto letterario di Sesto Fiorentino nel quale sono invitato il 15 novembre prossimo e dove già presentai nell’aprile del 2010 (vedi qui) Sempre più verso Occidente, e di quel mio primo libro è stato, con la sua recensione uscita su Il Ponte, uno dei più acuti critici. Mi si è avvicinato e mi ha consegnato un libro, ormai purtroppo introvabile. Si intitola Interpretando Schnitzler, pubblicato nel 2004 da Carlo Zella Editore, e raccoglie una serie di saggi scritti dai “feroci” lettori che animano quelle serate nel comune alle porte di Firenze.

Ho ovviamente cominciato a leggerlo appena tornato a casa, partendo da pagina 129 dove Chiara Del Buono nel capitolo intitolato Lo sguardo, “viviseziona” proprio Fräulein Else. Io ho il sospetto che l’edizione a cui lei attinge, la traduzione italiana intendo, non sia la stessa da cui io ho tratto la mia novella, perché in alcuni punti, leggendo il suo breve saggio, mi sono sentito spaesato, addirittura cogliendo sfumature, dettagli, situazioni di cui non mi ero accorto o che mi erano sfuggiti, benché, nella sostanza, non modifichino l’andamento del mio approccio.

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Promemoria

9 settembre 2012

Mercoledì 12 settembre, alle ore 18, alla libreria Feltrinelli in via Cerretani 30, il professor Roberto Venuti, docente di lingua e letteratura tedesca all’Università di Siena, presenta Io la salverò, signorina Else, la mia novella tratta dal capolavoro di Arthur Schnitzler e pubblicata dalla casa editrice di Roma, Portaparole.

Sarà presente Emilia Aru, paziente editrice del libro che ha messo in piedi una casa editrice ricca di interessanti titoli, scegliendo la bella e difficile strada di stare in Italia e in Francia.

È con grande piacere che spero di incontrare gli amici e tutti quanti sono interessati a un destino diverso per la ragazza di diciannove anni che, in vacanza sulle montagne, viene raggiunta da uno sconvolgente Expressbriefe della madre.