Ernesto De Martino

Un articolo sul Journal del Pecci

26 agosto 2016

Il fungo atomico alle Marshall

Corredato dall’inquietante immagine del fungo provocato dall’esplosione sottomarina del 25 luglio 1946 alle Isole Marshall come esperimento nucleare promosso dalla Marina americana e da una drammatica istantanea scattata nella grande discarica di rifiuti elettronici e tecnologici provenienti dai paesi occidentali che si trova ad Agbogbloshie, un agglomerato della capitale del Ghana, Accra, e col titolo La fine del mondo. Ancora, il “Journal” del Museo Pecci d’arte contemporanea a Prato ha pubblicato ieri un mio articolo in vista della mostra, proprio sull’argomento della fine del mondo, che il 16 ottobre prossimo inaugurerà la riapertura del centro espositivo sottoposto a lunghi quanto indispensabili lavori di restauro.

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Che roba, contessa!

1 maggio 2010

Paolo Pietrangeli all'Istituto Ernesto de Martino a Sesto Fiorentino

L’invito me l’ha fatto Maria Valeria della Mea. Un po’ per la passione condivisa ed in entrambi i casi ereditata per la canzone popolare, di cui ho parlato in un post intitolato Grazie zii, un po’, forse, anche perché in una qualche delle nostre schizzate conversazioni le ho parlato dell’amore, o ammirazione o solo sfegatato interesse che ho avuto e conservo per Ernesto De Martino, l’autore di Furore, simbolo, valore, di Magia e civiltà e, soprattutto, di La fine del mondo. Contributo all’analisi delle apocalissi culturali, testo a partire dal quale sono scaturite le oltre 400 pagine di tesi che non ho mai consegnato a Paolo Rossi Monti per laurearmi e che ancora giacciono nel mio cassetto in attesa che un editore me le pubblichi prima del 2012, data oltre la quale qualcuno dice che il mondo non ci sarà più e «la razza è perduta».

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Periodici di provincia

28 febbraio 2010
Anna Gatteschi

Anna Gatteschi

Anna Gatteschi ha 29 anni. Ho conosciuto suo padre poco tempo fa: ci siamo guardati in faccia e abbiamo capito al volo che c’era qualcosa che ci legava. Che cosa, abbiamo ancora da capirlo, eccezion fatta per il fatto – ah, orrore! – che lui è un fiorentino che sta a Torino ed io un torinese che sta a Firenze. Fra una chiacchera e l’altra, un’e-mail e un’altra, vien fuori che l’Anna tiene una rubrica intitolata “Un fatto, un commento” sul settimanale piemontese Il Monviso. Vien fuori che è laureata in Lettere con una tesi in Storia della lingua italiana sui discorsi di Benito Mussolini (che derivi da qui il suo cedimento alla retorica?), ed in Antropologia culturale ed etnologia con una tesi di antropologia visiva sull’uso della fotografia nella ricerca (che derivi da qui la sua capacità di guardar le cose?). Mi dicono anche che, come me, è una patita di Ernesto De Martino. E poi ha fatto un po’ l’insegnante, un po’ la ricercatrice sul campo, ha scodinzolato in una casa editrice e ha nuotato un po’ nel mondo della comunicazione. Ricevo un po’ dei suoi articoli, li leggo, li critico, le dò qualche consiglio, le chiedo di poterne pubblicare uno sul mio blog. Permesso accordato. Eccolo. Mi par che meriti d’esser letto, seppur con i suoi difetti. [Continua a leggere >>]