Erri De Luca

Impedire di pensare

22 settembre 2015

Erri De Luca

C’era uno che ordinò: «Bisogna impedire a questo cervello di pensare!». Direi non avesse molta importanza cosa quel cervello pensasse, anche se – va detto – si trattava effettivamente di idee sconvolgenti e di un cervello particolarmente vispo e fecondo. “Incontrollabile” mi verrebbe da dire pensando sia tale un cervello che pensa, perché – come canta uno dei più bei lider di Mahler ripreso anche da Pete Seeger in una delle sue canzoni pericolose – Die gedanken sind frei, i pensieri sono liberi.

In quell’agghiacciante affermazione perentoria era racchiuso uno dei più raccapriccianti orrori mai partoriti dall’umanità, l’affermazione sciente della violenza come principio regolatore della convivenza, la pianificazione consapevole del terrore e della paura, il proposito deliberato di annientare intere fasce di popolazione, in particolare per la loro discendenza ereditaria ribattezzata razza mescolata a un’adesione religiosa più o meno moderata, ma anche per il loro credo politico, o i propri gusti sessuali o una qualche malformazione fisica o mentale.

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Charlie ed Erri

19 gennaio 2015

In aggiunta a quello che ho scritto in To be or to be not .

Erri De Luca

Leggo che il direttore artistico della rivista di moda francese Stylist – quei periodici pieni di burqa, djellaba e kurta dei paesi nostri –, monsieur Joachim Roncin, inventore dello slogan coniato all’indomani della strage di Parigi per esprimere e raccogliere solidarietà alle vittime di quell’eccidio fanatico, interrogato dalla corrispondente di Repubblica a proposito di quelli che si sentono rappresentati dal “Je ne suis pas Charlie”, ha risposto di non capire «come si possa essere contro la libertà d’espressione». Aggiunge il creativo: «Il mio è uno slogan ateo e apolitico in cui tutti dovrebbero potersi riconoscere».

Sanno bene i miei lettori quanto poco, ovvero sia nulla, sia illuminato da un faro divino nelle mie notti da ateo, agnostico e strozzapreti, ma anche a me, tenacemente impenitente miscredente, risulta ovvio che in uno slogan ateo un credente non possa riconoscersi, ovvero sia, che non tutti dovrebbero potersi riconoscere in uno slogan ateo, ma solo quelli che tali sono.

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Occhio all’inezia

18 dicembre 2010

Erri De Luca

Tempo fa ho letto un ex collega invidioso e poi baciato dalla fortuna e anche un po’ venduto in quanto imbonitore, sferzare gli scrittori che fan d’un’otite un tumore e d’una colichetta un infarto. Che la sproporzione regni nel mondo delle lettere è indubbio e l’ombellico fra i caratteri a stampa può raggiungere proporzioni spopositate, ma la sufficienza con cui il criticone denigrava mi suonava stonata, ingiusta e superficiale, più che altro finalizzata solo a far da puntello a una recensione su una testimonianza drammatica di dita infilate in una cassa toracica aperta e poi richiusa.

Ho testimoniato qui nel mio blog di almeno due persone che han preso la penna per sviscerare le proprie viscere sviscerate, per mettere in piazza quel tumoraccio schifoso che s’è insinuato, che è cresciuto, che si è impossessato, ed entrambi i componimenti, al di là dei canoni delle lettere che posson piacere o meno, hanno il pregio d’aver fatto vomitare, d’aver espunto, reietto e cacciato fuori l’invasore e le invasioni che esso s’era portato dietro.

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Giacche editoriali

18 agosto 2010

Ieri il mio scudiero che, malgrado sia in vacanza non si stacca dalla rete, mi ha suggerito un articolo di Vincenzo Salerno, comparso credo un anno fa sul Corriere del Mezzogiorno, in cui Erri De Luca, dà consigli e scoraggiamenti d’autore agli autori, ovvero sia a chi vuol «darsi alla scrittura». La lettera dello scrittore è stata pubblicata dalla casa editrice di Raimondo Di Maio, libraio editore della «Dante & De­scartes»

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Schemi rigidi

10 aprile 2010
Erri De Luca

Erri De Luca

Non esiste il tradito, il traditore, il giusto e l’empio, esiste l’amore finché dura e la città finché non crolla

Erri De Luca