Fgci

Un appello a tutti

22 aprile 2010

La Costituzione italiana

Domenica andrò a iscrivermi a una sezione dell’Anpi, l’Associazione nazionale dei partigiani d’Italia. Avrò in tasca quella tessera, io che ne ho sempre volute aver poche, se non quella dell’Ordine dei giornalisti, che ho cercato di onorare come dopo un giuramento sulla Costituzione o a Esculapio, venendo meno solo una notte che ero ubriaco. Ho avuto anche quella della Fgci e poi del Pci, ma di questo, magari, scriverò un’altra volta. Ora è più importante la questione dell’Anpi.

L’ho già scritto, ma lo ripeto, per lanciare un appello a tutti. Oggi ce n’è bisogno. Ho accettato il consiglio che la scrittrice Simona Baldanzi ha dato domenica scorsa sulle pagine fiorentine de l’Unità: invita a metterci un po’ più di passione quest’anno per il 25 aprile. «Perché – scrive – dobbiamo come seminarci dentro, prenderci cura del nostro antifascismo, affinché il raccolto non ci deluda e sia sufficiente tutto l’anno».

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Parole così attuali

2 aprile 2010
Alla manifestazione per l'omicidio Occorsio

Alla manifestazione per l'omicidio Occorsio

Ora m’accorgo d’amarti
Italia, di salutarti
necessaria prigione.
non per le vie dolenti, per le città
rigate come visi umani
non per la cenere di passione
delle chiese, non per la voce
dei tuoi libri lontani
ma per queste parole
tessute di plebi, che battono
a martello nella mente,
per questa pena presente
che in te m’avvolge straniero.
Per questa mia lingua che dico
a gravi uomini ardenti avvenire
liberi in fermo dolore compagni.
Ora non basta nemmeno morire
per quel tuo vano nome antico.

Franco Fortini, Foglio di via, Italia 1942, 1946

Questa poesia l’abbiamo pubblicata sulla prima pagina del primo numero di Concentramentorenove, periodico dei circoli universitari del FGCI. Era il 1978.

Intervista ad Adriano Sofri

5 marzo 2010
Saber

Saber

Il 15 ottobre 2002 ho avuto la dolorosa fortuna di intervistare Adriano Sofri nel carcere Don Bosco di Pisa per conto della Regione Toscana che aveva organizzato un convegno su “I luoghi della povertà”. L’allora vicepresidente della Giunta regionale, Angelo Passaleva, un ex democristiano antiabortista, lontanissimo da me, col quale tuttavia, nel corso del tempo, ho stretto una rispettosissima e credo reciproca stima, mi chiese di farlo, per tramite del suo capo segreteria, Mauro Banchini, ora mio collega a Toscana Notizie, altra persona degna di rispetto. Anche da Sofri la mia distanza era assoluta: lui è stato il leader di Lotta Continua, e noi figgicciotti, pur avendo molti amici in Lotta Continua, ci sentivamo abissalmente lontani da loro e loro da noi. Però, col tempo si cambia, e Sofri è cambiato tanto, tantissimo. La sofferenza l’ha cambiato ancora di più, ed oggi, insieme a Luciana Littizzetto e pochi altri, è una delle poche menti che ci guidano a capire un po’ di più, a guardare un po’ oltre. Quest’intervista, che ho fatto insieme a Oronzo Cagnazzo, racconta cose banali e perciò geniali. La dedico al mio amico Saber. Che in arabo significa “pazienza”. Grazie Adriano.

Patti Smith after 30

23 febbraio 2010

Questo il testo originale dell’articolo pubblicato da “Il Manifesto”, edizione di Firenze, il 13 settembre 2009, dopo il concerto di Patti Smith, 30 anni dopo.

Giovedì prossimo Firenze ospita, in piazza Santa Croce, un concerto di Patty Smith, a 30 anni di distanza da quello che la rock star americana tenne, nell’ambito della festa dell’Unità, allo stadio Artemio Franchi.

Gabriele Capelli, leggendario ed indimenticabile caporedattore dell’Unità di Firenze, mi spedì lì, insieme ad altri colleghi, a scrivere del concerto benché fosse solo da un anno che collaboravo, senza dignità di firma, al giornale: tuttavia ero un “figgicciotto” “fricchettone” e questo era un buon motivo per farmi scrivere.

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