Francesco I

Santificazioni

26 aprile 2014

Karol Wojtyla

Si possono leggere su internet numerosi articoli che portano motivazioni contrarie alla santificazione di Wojtyla e, per quel poco che ho seguito, è francamente difficile, mettendo in fila le azioni compiute da quel longevo Papa, un quadro che abbia odor di santità. Anzi, se la santità fosse qualcosa che ha a che fare con l’etica ed il rispetto umano, saremmo molto lontani da quest’aureola. Ritengo tuttavia che l’attribuzione di queste qualifiche e l’emissione di tali patenti sia questioni tutta interna e di pertinenza nemmeno dei fedeli della Chiesa cattolica, ma delle sole loro gerarchie, anzi, un libero arbitrio del più alto prelato, il Pontefice, e perciò abbia poco senso tentar di chiosare quella decisione che è già presa.

[Continua a leggere >>]

Ancora alcune cose

7 ottobre 2013

Carlo Maria Martini

Con la pubblicazione quasi in parallelo di Dalla fede alla dignità, cioè delle “notazioni” di Gilberto Briani sull’articolo Il tentativo di dialogo e sulla postilla “politica” Temporale/spirituale, e dello scritto Della grazia, pensavo potesse ritenersi concluso, da parte mia, il confronto con le tematiche religiose che – è da decidersi se proficuamente o imprudentemente – avevo avviato il 22 luglio pubblicando Sereni: resto ateo.

Ma proprio mentre schiacciavo il tasto “pubblica” sotto le parole di Gilberto, rispetto alle quali a questo punto vorrei dire qualcosa, Eugenio Scalfari dava alle stampe il resoconto della conversazione avuta con il Pontefice, José Bergoglio.

[Continua a leggere >>]

Dalla fede alla dignità

30 settembre 2013

Gilberto Briani

Ricevo e volentieri pubblico.

Alcune notazioni sul tentativo di dialogo

di Gilberto Briani

Chiamato in causa dal Post di Daniele sul tentativo di dialogo fra Papa Francesco e Scalfari, ho pensato di precisare meglio il mio pensiero su questo dibattito che si è allargato a dismisura sui media italiani.

Costatato che l’archetipo di Gesù Cristo sta ormai invadendo i dibattiti e la letteratura, (è appena uscito un nuovo libro di ben 572 pag. dello psichiatra Vittorino Andreoli, che naturalmente si professa non credente ma anche lui affascinato … ecc., “ Il Gesù di tutti”), mi è parso evidente il fatto che la spiritualità, purché non sia dogma o Chiesa, rimanga il valore principe dell’uomo: spiritualità, che significa legame etico con l’altro e con l’universo, un legame che è il patrimonio della coscienza sia individuale sia collettiva, purificata da ogni fraseologia pre-ordinata e inserita in un sistema di valori che rendano l’uomo libero da ogni tipo di Chiesa o sistema filosofico.

Credente o ateo, non sono più categorie che oggi possono avere una concretezza epistemologica, anzi una realtà culturale e sociologica. Secondo il mio parere, è una distinzione ormai desueta, stanca e consumata da un dibattito sterile, essenzialmente privo di energia creatrice.

[Continua a leggere >>]

Temporale/spirituale

26 settembre 2013

Ho tenuto volutamente fuori dal resoconto e dalle considerazioni fatti sul “Carteggio Bergoglio-Scalfari”, che si può leggere in Il tentativo di un dialogo, la parte in cui il fondatore di Repubblica commenta i pochi aspetti politici presenti nello scritto pontificio o da esso deducibili.

È una questione assai delicata che merita riflessioni specifiche. Ci provo, dopo aver però dato conto di quello che scrive Scalfari, per il quale sembra sfuggire al pontefice la «visione dell’autonomia della politica». Comprensibile sia così, scrive, perché «uno come lui non può concepire la politica che nel quadro di un servizio ai cittadini. Questa opinione è perfettamente condivisibile ma non può escludere l’egemonia. In un regime di libertà e di democrazia convivono diverse visioni del bene comune, che si confrontano e si scontrano tra loro. Chi ottiene la maggioranza dei consensi e quindi l’egemonia, cerca di realizzare la sua visione del bene comune. Resta o dovrebbe restare un servizio, che passa però attraverso la conquista del potere».

[Continua a leggere >>]

Il tentativo di un dialogo

26 settembre 2013

Francesco I

Se in uno di questi miei scritti rendessi partecipe il lettore della decisione di non mangiare maiale per rispettare il mio orientamento religioso o lo mettessi a giorno di aver rinunciato al gradevole odore della nicotina per motivi di salute, o anche, che so io, di condividere l’opinione di Frank Edwards, autore di Flying saucer – serious business (1966, tr. it. La verità sui dischi volanti, Milano, Longanesi, 1969), il quale sostiene fermamente l’esistenza degli ufo, non credo che avrei sollevato le reazioni preoccupate o indispettite che hanno fatto seguito alla pubblicazione in questo “mio” blog il 22 luglio scorso di un post intitolato Sereni: resto ateo.

Eugenio Scalfari

Se oggi torno sull’argomento e do conto di alcuni punti prima rimasti nell’ombra è perché nel frattempo ho letto con attenzione gli scambi intercorsi su Repubblica fra Eugenio Scalfari e Jorge Bergoglio, cioè papa Francesco, e fra Piergiorgio Odifreddi e Joseph Ratzinger, il dimesso predecessore del pontefice (di questi scritti fornisco un indice in fondo a questa mia nota).

Gilberto Briani ha strizzato a lungo il mio cervello e i risultati, nel bene e nel male, sono sotto gli occhi di tutti, primo fra tutti quello che è il risultato sotto ai miei occhi quello che per me conta. Io lo stimo e gli voglio bene, comprendo il suo parere, secondo il quale «ri-affermare il proprio ateismo desta sempre nell’altro vaghi sospetti provocatori che possono generare l’effetto opposto…!» Però appunto, se avessi professato altra fede, se non avessi ammesso di non averne, nessuno si sarebbe sentito provocato.

[Continua a leggere >>]