Gabriel Garcìa Marquez

Motivo di condanna

19 agosto 2016
Se c’è una cosa per cui il giorno del Giudizio Universale dovranno condannarti è che hai avuto l’amore in casa e non hai saputo riconoscerlo.
Gabriel Garcia Marquez

Gli inamovibili di Romagnoli

8 marzo 2014

Gabriele Romagnoli

Dice Andrea Guermandi (qui) che la scrittura che ama è quella di Gabriele Romagnoli e la mia. E la cosa a me fa un certo effetto perché Romagnoli è, se non il, uno dei miei giornalisti preferiti. Ed ancor più un certo effetto me lo fa oggi che su Repubblica, alle pagine 56 e 57, leggo un articolo di Gabriele Romagnoli intitolato L’ultimo giapponese che, a distanza di poche settimane, torna su un argomento – un personaggio divenuto, come dice Romagnoli stesso, “una categoria dello spirito” – del quale avevo trattato nel mio blog il 18 gennaio scorso, in un post dal titolo L’ultimo samurai.

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Le stanze del cuore

16 luglio 2012

Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un casino.

Gabriel Garcia Marquez

A casa di Indro

6 ottobre 2010

Indro Montanelli

Non mi turo il naso. Ci vado invece volentieri. Sabato 16 ottobre, alle 17.30 sarò in Palazzo della Volta a Fucecchio, in Via G. di San Giorgio 2, alla Fondazione Montanelli Bassi a presentare il mio libro Sempre più verso Occidente e altri racconti.  O meglio: sarà Stefano Tesi, uno degli ultimi che hanno imparato il mestiere su quelle ginocchia dove un tempo poggiava la mitica Olivetti Lettera 22 del vecchio Indro, a presentare quello che ho scritto per passione e non per mestiere, o più esattamente, per passione con mestiere anziché per mestiere con passione.

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L’incipit di “Amore in buca”

12 marzo 2010

A Monica, contro ogni evidenza

Si precipitò allora in un negozio di libri del centro e, con un certo stupore del commesso, ordinò due volumi di un dizionario enciclopedico della lingua italiana. Poi passò da un vecchio amico che lavorava in una tipografia e lo pregò di spaginargli quei due vocabolari. Anche l’amico, come il commesso, lo guardò con aria stupita, ma non gli fece neanche una domanda. Era basso e dall’aspetto fragile, ma sembrava un rude boscaiolo quando sfasciò le due copertine di cartoncino telato. I volumi, ancora rilegati, finirono l’uno accanto all’altro sotto una potente taglierina che non sembrò faticare molto per affondare la lama nelle oltre duemila pagine dopo che il linotipista l’ebbe allineata a pochi millimetri di distanza da dove partiva l’inchiostro.

Maestra della propria volontà

22 febbraio 2010

Divenne lucida, decisa, maestra della propria volontà, e tornò a essere vergine solo per lui, e non riconobbe altra autorità che la propria, né altra schiavitù che quella della sua ossessione.

Gabriel Garcìa Marquez

Cronaca di una morte annunciata, Milano, Mondadori, 1982, p. 100