Galileo Galilei

Calepini e formule magiche

27 dicembre 2016

Ho cercato su Google se trovavo formule magiche con relativi gesti da compiere in una qualunque cultura che si sia servita o si serva di riti propiziatori od affidi comunque a poteri sovra naturali o a regioni mistiche la risoluzione dei propri problemi, la cura dei propri mali, il raggiungimento dei propri scopi e mi sono imbattuto in siti che propongono questo genere di usanze e consigliano di quale frase servirsi o di quale gesto compiere appunto per percorrere la strada che – mi insegnò all’università il mio amatissimo professor Paolo Rossi Monti – fu non immediatamente ma con decisione abbandonata a partire, nel Seicento, da Francis Bacon in favore di quella che ancor oggi noi chiamiamo scienza e che alle sue origini, proprio in quella stagione – il secolo di Galileo, Descartes, Newton, Huygens, Vesalio, Copernico, Bruno, Malpighi, Harvey, Redi, Borelli – faticò a segnare un confine ben definito, una marcata cesura, una distinzione netta tra quanto si dice sia affidato solo alle credenze e quanto, invece, si reputa abbia fondamento di dimostrabilità, ripetitibilità, universalità, per riuscirci infine, dischiudendoci gli orizzonti ai quali oggi siamo, senza spesso chiederci neanche perché e come, abituati e ci pare di non poterne fare a meno ed attribuiamo ad essi fiducia ed affidamento, convinzioni e speranze.

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Scetticismo e saponette

15 settembre 2016

Una saponetta di Marsiglia

Conoscendo il mio scetticismo e la lunga – ma non rinnegata, solo arricchita correggendo il tiro con le acquisizioni che altre menti hanno nel tempo reso disponibili – frequentazione con il materialismo storico, e di conseguenza la diffidenza verso quanto ha scarsa base scientifica e un perché che lo spieghi, Luisa era quasi sul punto di esitare quando, udito dei violenti crampi ai polpacci e ai piedi che per lungo tempo mi hanno assalito specialmente nel cuore della notte – certamente dettati da una delle malattie ricevute in dono da una natura che pare essersi ribellata a se medesima, innescando meccanismi di difesa dalle difese che essa stessa ha nel proprio patrimonio ereditario, forse nella sua essenza, quelle cioè disponibili ad impedire attacchi provenienti dall’esterno, da agenti estranei ed aggressivi –, le sembrava doveroso riferirmi del rimedio a cui sua nonna, afflitta dallo stesso problema, si era lungamente affidata, ottenendo risultati che Luisa Pece stessa chiamava miracolosi.

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AI 2.3. Ludovico Geymonat: Galileo e la libertà

9 settembre 2016

Ludovico Geymonat

Appropriazione indebita

II. La stirpe di Prometeo

2.3. Ludovico Geymonat: Galileo e la libertà

Sul frontespizio c’era scritto: MDCXXXVIII. Trecentocinquanta anni fa Galileo Galilei mandava alle stampe i suoi Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica e ai movimenti locali. A ricordare quei fondamenti della scienza e della tecnica l’Università di Firenze, nei giorni scorsi, ha chiamato vari studiosi, tra cui lo storico della filosofia Ludovico Geymonat. Lo abbiamo intervistato e ne è venuto fuori qualcosa di più di una commemorazione.

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AI 2.2. Paolo Rossi Monti: Il calvario della scienza

7 settembre 2016

Paolo Rossi Monti

Appropriazione indebita

II. La stirpe di Prometeo

2.2. Paolo Rossi Monti: Il calvario della scienza

Cinque volumi, tremila pagine, quasi quattro secoli di teorie ed esperimenti scientifici passati al setaccio. Paolo Rossi Monti, docente di storia della filosofia all’Università di Firenze, da poco nominato membro dell’Accademia dei Lincei, nello studio di casa sua apre la scatola che gli è stata appena recapitata dalla Utet di Torino. Fresca fresca di stampa ecco la Storia della scienza che ha impegnato Paolo Rossi e sette suoi prestigiosi collaboratori per ben diciassette anni.

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Mischiare le carte

20 agosto 2010

L’amor che muove il sole e l’altre stelle. Ecco un verso di Dante che vede oltre il telescopio di Galileo. Quando la Scienza avrà messo tutto in ordine toccherà ai poeti mischiare daccapo le carte.

Ennio Flaiano

Ostinazioni

9 agosto 2010

Dmitrij Šostakovič

Conosco le mie ostinazioni. Anche dinanzi all’evidenza delle cose, quasi sempre, mantengo ferma la mia opinione. Vengo smentito e insisto, imperterrito. Ho avuto amare delusioni dalla politica della sinistra, sia di natura generale che particolare, riguardanti il mio emisfero e il globo nella interezza. Personali e politiche. E ciò nonostante mi resta impossibile fare il salto. Non mi è invece impossibile riconoscere dall’altra parte qualcosa che sia sensato e giustificabile e che l’ideologia non può nascondere, cancellare.

Accetto la sconfitta, ma non mi do per vinto. Prendo atto di quel che è chiaro, inequivocabile, evidente, ma non per questo baratto i miei pensieri, le mie emozioni, il mio sentire. Non è un giochino a premi con in palio qualcosa. La cosa è maledettamente più seria: essere su questo pianeta per quello che si è, non per quello che si vorrebbe che fossimo. In palio non c’è niente, oltre che se stessi.

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