Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Rivoluzioni e tradimenti

23 giugno 2013

John Stuart Mill

Un articolo comparso sul Corriere della Sera del 6 giugno scorso che mi ero ritagliato abbandonandolo nel fondo della tasca di una giacca, riporta parte dell’intervento di Giulio Giorello al festival letterario di Cagliari “Leggendo metropolitano” dedicato al tema dei legami.

Giulio Giorello

Nell’articolo Giorello cita il Saggio sulla libertà (1859) di John Stuart Mill: «Ogni vincolo, in quanto tale, è un male».

Spiega che per il filosofo il contesto era quello della dottrina del libero scambio, ovvero sia, aggiungo io, il fondamento di quello che ci vien strombazzato tutti i giorni e in tutte le salse come l’unico mondo possibile, dal quale la sola idea di poter uscirne suona come una bestemmia e quasi costituisce un reato, come se disponessimo di un unico pensiero detto il pensiero unico al quale appellarci nel nostro bisogno di darci risposte.

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Las Vegas e il Maelström

24 agosto 2010

Las Vegas

Ancora una volta, fastidiosamente, sento confondere il nihilismo con l’edonismo. Ne sono irritato. Anzi: ne provo disgusto. Mi schifa veder associati i tanti che si sono dolorosamente inquietati dietro quella parola derivante dalla parola latina per nulla anziché al Maelström o a Vienna, a Las Vegas, divenuta la nuova Babele.

Ho rispetto per il pensiero cattolico come per quello di ogni altra religione, ma il pregiudizio e l’ottusità non mi piacciono, ovunque ristagnino. E qualunque sia il pur encomiabile fine che si prefiggono. Per cui non ho niente in contrario a che un filosofo propugni la «tensione dell’uomo “verso l’alto”» o un percorso proteso «al bene assoluto» o che guardi alla vita come a «un’attesa verso l’esistenza accanto al divino». Posso addirittura sentirmi vicino a lui quando individua nell’”americanismo” o nel sistema di vita che quel continente ci ha imposto ciò che sta azzerando le identità nazionali e locali, ma l’associazione di ciò che per egli costituisce il «mondo spazzatura» mi disgusta: perché mescolare il dio denaro o i divertimenti sfrenati, con le convivenze promiscue, il crollo dei nuclei familiari, la libertà di aborto, l’eutanasia, la cremazione, e soprattutto perché associare tutto ciò a quel sentiero che fin da Hegel ci hanno insegnato a percorrere?

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Il papà di Antonia

3 agosto 2010

Karl Marx

Era il ‘96, che se lo giri fa ‘69, anno caldo per eccellenza, e non in senso pornografico. Antonia avrà avuto quindici anni e c’è da immaginarsi che saltellasse indignata dietro a un camion che sparava musica a tutto volume per manifestare la protesta degli studenti. Chissà che s’era inventata la Gelmini dell’epoca.

Non so se Massimo gioisse di quella passione o ne fosse spaventato, o né l’uno né l’altro, solo incuriosito. So per certo che prese carta e penna, cinque fogli a quadretti, e in rigoroso stampatello, prima di corsivare «Baci Babbo», vergò MARX per ANTONIA.

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