Giacomo Leopardi

Attualità dell’idea di Apocalisse

27 ottobre 2016

Questo il testo della relazione Attualità dell’idea di Apocalisse che ho presentato ieri all’incontro su “Apocalissi ieri e oggi” nell’ambito del ciclo Incontri alla fine del mondo organizzato dal Museo Pecci di Prato ed al quale hanno partecipato il professor Marco Ciardi dell’Università di Bologna, che ha parlato di Apocalissi e ricerche d’altri mondi. Atlantide e non solo, e il professor Andrea Mecacci, dell’Università di Bologna, con un intervento su Estetiche dell’apocalisse:

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Rileggere Gramsci

11 ottobre 2016

Antonio Gramsci

Con Antonella Blanco, Rita Martinelli, Luigi Chicca e Massimo Bellomo abbiamo raccolto poco meno di un centinaio di euro con i quali acquistare una copia dei 5 volumi di Da Gramsci a Berlinguer. La via italiana al socialismo attraverso i congressi del Partito comunista italiano, pubblicato nel 1985 dalle Edizioni del Calendario insieme alla Marsilio, curato da mio padre, Orazio Pugliese, con una introduzione di Renato Zangheri ed il contributo di Renzo Pecchioli (vol. I – 1921 – 1943), Sergio Bertolissi e Lapo Sestan (vol. II° – 1944 – 1955), Francesco Benvenuti (vol. III° – 1956 – 1964) e mio insieme a mio padre (vol. IV° – 1964 – 1975 e vol. V° – 1976 – 1984, per i quali sono stati preziosi i contributi di Eva Pollini e Gian Luca Corradi).

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Noi, forse “salvati”

28 agosto 2016

L'ingresso della "Fortezza da basso"

Nel ringraziare Enrico Zoi per l’intervista che mi ha fatto su “esserciweb” prendendo spunto dalla pubblicazione ora nel blog e poi in un e-book delle mie interviste raccolte in Appropriazione indebita, ho menzionato un certo numero di ex studenti del liceo classico Niccolò Machiavelli di Firenze che hanno poi intrapreso come me la strada del giornalismo, e nel ripescare i loro nomi nella memoria – in qualche maniera ripercorrendo i corridoi ed entrando nelle classi di quell’ex edificio militare, direi proprio una caserma con le sue camerate, nel quale ci si imbatte una volta varcato il grande portone di legno che su viale Filippo Strozzi, di fronte al Palazzo dei congressi, consente di accedere alla Fortezza da basso progettata da un pool di architetti al servizio dei Medici, tra i quali spicca Antonio da Sangallo il Giovane – ho visto decine e decine di volti proprio come in una sorta di Facebook privato, a molti dei quali associo un nome e un cognome, qualcuno di una persona a cui sono molto legato, a partire dalla mia ex moglie, ma anche altri amici ed amiche che vedo più o meno frequentemente ma sempre con il medesimo entusiasmo e sentimenti mutati sì ma non ininfluenti, e tanti altri compagni di scuola che invece restano anonimi o rarefatti o come sbiaditi, qualcuno anche svanito.

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Capolavori montabili

16 settembre 2015

Linkiesta.it è un giornale digitale che – si legge nella presentazione del sito – «intende dare spazio nella produzione editoriale ad una nuova generazione di commentatori, provenienti dalle associazioni, dall’università, dalla scuola e dalle professioni, che oggi, purtroppo, non hanno spazio sulla stampa tradizionale».

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L’ultimo pezzo

25 novembre 2010

Ho già avuto occasione il 13 novembre scorso di segnalare il seminario che a partire da domani, venerdì 26, e fino a domenica si tiene a Fermo nelle Marche per iniziativa della Comunità di Capodarco e dell’agenzia di informazione Redattore sociale. Il titolo del seminario è Oltre l’Apocalisse – Come non farsi imprigionare dalla paura del nuovo.

Un comunicato stampa diffuso oggi da Redattore sociale informa che sono oltre 200 i giornalisti che vi prenderanno parte, di cui 57 grazie a borse di studio. E aggiunge: «Il titolo scelto quest’anno è come al solito una cornice, il filo conduttore di un programma molto vario che passerà dall’analisi della costruzione e della “confezione” della paura alla vita dei cronisti minacciati in Calabria; dal futuro del giornalismo nella postmodernità alla gerarchia delle notizie; con al centro tre seminari paralleli su temi spesso rappresentati in termini ansiogeni: gli adolescenti, gli anziani e le differenze di genere. Il tutto, ovviamente, in riferimento al mestiere di giornalista. Un mestiere sul quale i cambiamenti repentini degli ultimi anni fanno oggiincombere quella sensazione di incertezza e a volte, appunto, di Apocalisse che invece deve essere assolutamente contrastata. Con creatività, certo, ma soprattutto recuperando l’autonomia e i fondamenti (anche etici) della professione».

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A tu per tu con lo scrittore

14 settembre 2010

Alcuni giorni fa, il 12 settembre per l’esattezza, il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo molto interessante di Alessandro Piperno intitolato Scrittori? meglio non conoscerli (di Persona). L’autore scandaglia il voyeurismo dei lettori, il narcisismo e la riservatezza o il pudore degli autori, la distanza fra la vita di chi scrive e ciò che finisce sulle sue pagine, portando illustri supporti alla comprensione dell’argomento: Proust, Leopardi, Kundera, Rousseau, Nabokov, Salinger.

Franz Kafka

Benché abbia pubblicato un libro di racconti e altri ne abbia scritti, non mi piace definirmi scrittore. Ho campato finora d’altro: sempre lavoro di penna, è vero, ma un conto è fare il giornalista, altro essere un letterato.

Quella che, per passione o affinità mentale, reputo grande letteratura è prevalentemente poco autobiografica, ma in questo genere, che pur esiste in larga misura nello sterminato scaffale della libreria umana, vi sono opere eccezionali che, benché parlino in prima persona, guardano assai poco al proprio ombellico. Non credo siano molti gli scrittori che si sono messi alla scrivania cacciando fuori dalla stanza se stessi. Un conto è mettere delle distanze, un altro dissociarsi. Certo raccontare che ci si è alzati, si è fatto pipì, si è preso il caffè e così via fino all’ora in cui ci corica ha poco a che vedere con quello che solitamente intendiamo con letteratura, anche se si potrebbe scrivere un capolavoro sminuzzando ogni minuto d’ogni ora d’una sola giornata e c’è chi sicuramente l’ha fatto.

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Rappresentazione scenica

21 agosto 2010

Quello che si dice comunemente, che la vita è una rappresentazione scenica, si verifica soprattutto in questo, che il mondo parla costantissimamente in una maniera, ed opera costantissimamente in un’altra.

Giacomo Leopardi

Intorno alla sicurezza

13 agosto 2010

L'eruzione di un vulcano

E se c’è un giorno, per un uomo, maschio o femmina che sia, in cui anche la cosa più semplice e banale – arrivare fino all’ufficio postale, per esempio, compilare il modulo, mettersi in coda, fare la fila, pagare il bollettino, tornare a casa – risulta impossibile da fare, di lui diremo che è inetto, incapace e l’idea che ci eravamo fatti sul suo conto o le aspettative che gli avevamo affidato, ci crolleranno d’un tratto frantumandosi come elettroni lanciati a tutta forza in un anello che lambisce il lago di Ginevra? La debolezza non è data. Non ha uno spazio suo proprio. È più minacciosa, per la propria integrità – intendo quella altrui –, di una sommossa popolare. È destabilizzante. Si può tremare dinanzi ad essa ed adottare per arginarla ogni forma di scorciatoia.

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Interviste impossibili

29 maggio 2010

Edoardo Sanguineti

Avevo promesso di scrivere qualcosa di più su quel che mi legava a Edoardo Sanguineti che maledettamente ci ha lasciati. Avevo 20 anni, forse 21. Dirigevo già un giornale. Si chiamava Concentramentorenove, allusione alla scritta che concludeva i volantini con cui si chiamavano gli studenti medi e universitari a partecipare a un corteo, dandosi appuntamento, appunto alle 9, in piazza San Marco a Firenze. Era il periodico dei circoli universitari comunisti – distinzione netta dalla sezione universitaria del Pci – ed usciva come poteva e quando poteva. Ne uscirono 5 numeri e non farebbe male un giovane studente che volesse laurearsi in storia del giornalismo o in teoria e tecnica delle comunicazioni di massa a farci su una tesi, cosa che ho proposto al professor Carlo Sorrentino.

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L’incipit di “Specchio retrovisore”

18 marzo 2010
Galleria del Melarancio

Galleria del Melarancio

Era molto tempo che avevo promesso di andare a trovarlo. Per un motivo o per un altro non l’avevo mai fatto. Lui, di carattere ombroso, e in più per una sorta di gioco al raddoppio, rimarcava spesso la mia mancanza, attribuendole un significato che lui stesso sapeva non esistere, quello del disinteresse.

L’incipit di “Alla ricerca di Trachi”

17 marzo 2010
Centauro

Centauro

Fol - Voglio inferire che gli uomini

sono tutti morti, e la razza è perduta.

Gno – Oh cotesto è caso da gazzette.

Ma pure fin qui non s’è veduto che ne ragionino.

Fol - Sciocco, non pensi che, morti gli uomini,

non si stampano più gazzette?

Giacomo Leopardi

Dialogo di un folletto e di uno gnomo

in Le operette morali

Mai nessun giornale dirà perché. Ma tutta la stampa riportò la notizia di «un uomo a cavallo di un delfino» al largo di Corfù. Si leggeva negli articoli che i marinai l’avevano avvistato dirigersi verso levante, in direzione quindi della costa greca. Ma dai porti di quel paese non giunsero altre segnalazioni. Fu invece un famoso skipper che, molti anni dopo, raccontò di aver incrociato il busto di un uomo che tagliava l’acqua come fosse una prua, al largo della Spagna in direzione Gibilterra. Per l’esattezza quell’anomalo incontro era avvenuto a poche miglia da Moraira.