Gian Luca Corradi

Il comunicato stampa di TESSERE

11 dicembre 2016

Questo il comunicato stampa emesso il 10 dicembre, giornata mondiale dei diritti umani, da TESSERE, la casa editrice a cui ho dato vita insieme ad alcuni ottimi amici:

Una nuova casa editrice

per TESSERE sapere e relazioni

Nasce una nuova casa editrice. Si chiama TESSERE e, nelle intenzioni dei suoi fondatori, a fianco dei libri tenterà di produrre, con il sostegno dei soci dell’omonima associazione culturale, anche iniziative di qualità capaci di far riflettere, diffondere il sapere, far crescere la consapevolezza.

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Non un e-Book, tanti libri

6 dicembre 2016

La copertina di "Appropriazione indebita"

Il 15 agosto scorso, nel post intitolato Un libro per i miei lettori, annunciavo la pubblicazione in questo blog delle 30 interviste, realizzate quando lavoravo a l’Unità a grandi personaggi della cultura – Garin, Rubinstein, Haskell, Rossi Monti, Geymonat, Thom, Quine, Toraldo di Francia, Eco per dirne alcuni – che avevo assemblato con il titolo Appropriazione indebita, sottolineando in questo modo il debito agli intervistati più che all’intervistatore, e che molti miei amici, i quali avevano avuto occasione di leggerle così raccolte, insistevano perché divenissero di dominio pubblico, prendessero la forma di libro.

Spiegavo in quel post tanto i motivi della mia ritrosia ad accogliere quell’insistenza, quanto il fastidio accumulato nelle relazioni con molti editori ai quali invano ho inviato il dattiloscritto di quasi una decina di titoli che giacciono nel mio cassetto, ricevendo risposte o preconfezionate o contraddittorie, incomprensibili o non ricevendone affatto.

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Rileggere Gramsci

11 ottobre 2016

Antonio Gramsci

Con Antonella Blanco, Rita Martinelli, Luigi Chicca e Massimo Bellomo abbiamo raccolto poco meno di un centinaio di euro con i quali acquistare una copia dei 5 volumi di Da Gramsci a Berlinguer. La via italiana al socialismo attraverso i congressi del Partito comunista italiano, pubblicato nel 1985 dalle Edizioni del Calendario insieme alla Marsilio, curato da mio padre, Orazio Pugliese, con una introduzione di Renato Zangheri ed il contributo di Renzo Pecchioli (vol. I – 1921 – 1943), Sergio Bertolissi e Lapo Sestan (vol. II° – 1944 – 1955), Francesco Benvenuti (vol. III° – 1956 – 1964) e mio insieme a mio padre (vol. IV° – 1964 – 1975 e vol. V° – 1976 – 1984, per i quali sono stati preziosi i contributi di Eva Pollini e Gian Luca Corradi).

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Gian Luca Corradi parla di “Gentile editore…”

9 settembre 2016

Gian Luca Corradi

Questa l’intervista che Gian Luca Corradi, il mio più grande amico, ha rilasciato ieri, giovedì 8 settembre, a Leonardo Canestrelli di Radio Toscana, per parlare del libro di mio padre Orazio “Gentile editore…”, la storia della casa editrice Sansoni, dove lui ha lavorato dal 1961 agli anni Settanza., pubblicato dalla casa editrice Phasar.

Gian Luca, oltre ad essere un pilastro, suppongo sottovalutato, della Biblioteca Nazionale di Firenze, una delle più importanti istituzioni culturali di questo Paese poco tenuta in considerazione da chi amministra il denaro pubblico, insegna Storia d’Italia al Centro di Cultura per stranieri dell’Università di Firenze, ed è stato, durante la redazione del libro di mio padre, un suo prezioso punto di riferimento in particolare nella ricerca delle finti a cui attinge la ricostruzione storica della famiglia Gentile e del clima culturale maturato intorno alla casa editrice fiorentina finita nell’universo della Rizzoli.

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Un articolo sul Journal del Pecci

26 agosto 2016

Il fungo atomico alle Marshall

Corredato dall’inquietante immagine del fungo provocato dall’esplosione sottomarina del 25 luglio 1946 alle Isole Marshall come esperimento nucleare promosso dalla Marina americana e da una drammatica istantanea scattata nella grande discarica di rifiuti elettronici e tecnologici provenienti dai paesi occidentali che si trova ad Agbogbloshie, un agglomerato della capitale del Ghana, Accra, e col titolo La fine del mondo. Ancora, il “Journal” del Museo Pecci d’arte contemporanea a Prato ha pubblicato ieri un mio articolo in vista della mostra, proprio sull’argomento della fine del mondo, che il 16 ottobre prossimo inaugurerà la riapertura del centro espositivo sottoposto a lunghi quanto indispensabili lavori di restauro.

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Amore, sport, gioco

14 aprile 2013

Mi racconta una amica che per lei far l’amore non è – «come per gli uomini», dice – uno sport. Le chiedo chiarimenti e lei mi spiega che per lei fare l’amore con qualcuno non può essere considerato una “performance” sportiva. «Io gli do un altro valore», aggiunge.

La conversazione va avanti, ma non è di quella che vorrei riferire, semmai del pensiero che quelle affermazioni hanno attivato nella mia testa. Mi sono chiesto cosa sia uno sport più che chiedermi cosa sia far l’amore. Forse perché ne so meno del primo che del secondo, anzi ne sia quasi digiuno. E proprio dal digiuno allora ho preso le mosse.

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Maggior visibilità

8 agosto 2010

C’è una finestrella sul profilo Facebook che invita a scrivere qualcosa di sé. Qualcuno la riempie con la frae più importante delle propria vita, qualcuno davvero riesce a descriversi. Io ci ho messo un invito, a «scrivere qualcosa su di me», mandando una e-mail a dp@danielepugliese.it.«Se non mi offendi – aggiungo  – la pubblicherò». Quei messaggi finiscono nello spazio Dicono di me, del mio blog, il quale invero non ha grande visibilità, per cui può sfuggire a chi naviga fra le mie parole. Lì ce ne sono di più importanti: Giorgio e Gioia Jorio, Gian Luca Corradi, Piero Nacci, Maurizio Marinelli, Lina Senserini, Daniela Mugelli, Cristiana Schillaci, Marco Meli, Paola Emilia Cicerone, e ora Valeria Corsi. Li porto più in superficie o, come amano chiedere i politici per se stessi, gli do maggior visibilità. L’invito, per chi volesse, è ancora valido.

Lucciole e lanterne

29 giugno 2010

Un faro

Un faro

Il titolo dell’ultimo post, dedicato al mio amico Gian Luca e alle nostre discussioni notturne sull’utilità della psicoanalisi, era consapevolmente, non volutamente, ambiguo: Gian Luca e le lucciole può indurre a pensare che si parli di peripatetiche e belle di giorno. Chi lo ha letto così ha preso lucciole per lanterne. Anche queste, del resto, possono essere travisate. Le lanterne rosse son quelle che segnalano i postriboli, ma anche il faro che guida le navi verso l’approdo di notte sono lanterne. Lo sono, o lo son state, quelle che accompagnavano i minatori in miniera o quelle che ai margini della strada segnalavano lavori in corso o altre ostruzioni. C’è poi la lampada di Aladino, che, se la strofini a modo, esaudisce qualcuno almeno dei tuoi desideri, ed anch’essa, checché se ne pensi, è una lanterna.

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Gian Luca e le lucciole

28 giugno 2010

Carl Gustav Jung

Gian Luca è il mio migliore amico. Da almeno quarant’anni. Può dirmi quello che vuole, sto ad ascoltarlo. E mi lascia libero di dire quello che voglio. Possiamo non essere d’accordo, ma ci vogliamo bene. Qualche sera fa, al fresco, dinanzi alle prime lucciole della sera, mi ha chiesto a cosa sia servito, a me e ad altri che hanno intrapreso un percorso psicanalitico, se poi, dinanzi ad alcune situazioni, abbiamo reagito in modo simile a quello di tanti che quella strada non hanno intrapreso.

Gli ho risposto per me, non per altri. Che io quella strada l’ho percorsa e son contento di averla battuta. Che m’è costata e non tutto mi porto appresso nello zaino. Che però, benché non ne possa essere certo, non sarei stato lì con lui a parlare quella sera dinanzi alle lucciole se non avessi fatto anche quella strada. Forse non ci sarei proprio potuto arrivare. Ognuno si cura come può. Anzi, ognuno vive come può. Come meglio sa. E non c’è un modo migliore d’un altro. Solo il proprio. Si possono fare molti sbagli, direi che ognuno li fa. Averne consapevolezza, riuscire a guardarli, per quanto magra sia, è pur sempre una consolazione o un modo più pieno di star su questo pianeta.

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