Gianni Rodari

Grazie zii

12 aprile 2010

Sono stato invitato a Torino sabato e domenica. Anna, la sorella di mio padre che suona il pianoforte, fa un compleanno. Purtroppo non ci posso andare. Troppe cose da fare e pochi soldi in tasca: un giudice ha deciso che devo tirar la cinghia e le decisioni dei giudici non si commentano, si eseguono.

Anna è stata la moglie di Pietro Buttarelli, che purtroppo non c’è più e che nel 1957 (annus horribilis), insieme a  Fausto Amodei, Sergio Liberovici e Michele Straniero, dette vita a Torino al Cantacronache, gruppo di musicisti, letterati e poeti che, a giudizio di Umberto Eco, sono stati i precursori dell’esperienza dei cantautori italiani. Lo zio Pietro ha fatto l’attore di teatro credo soprattutto al Piccolo di Milano e aveva una parte, se non ricordo male, ne I promessi sposi del Manzoni, uno dei primi sceneggiati andati in onda sulla Rai quando c’era ancora solo un canale, l’Uno. I testi delle loro canzoni erano firmati da Italo Calvino, Franco Fortini, Gianni Rodari, Michele Pogliotti, Emilio Jona, Giorgio De Maria, e lo stesso Umberto Eco. A cantare con lo zio in quel gruppo ci sono stati anche Edmonda Aldini, Margot, Duilio Del Prete, Franca Di Rienzo, Pietro Buttarelli, Silverio Pisu, Glauco Mauri.

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Bambini

3 aprile 2010

Non so come mi è arrivata una mail che mi manda su red-un’altra vita, un bel blog. Dentro ci sono cose interessanti.

Lì ho riascoltato questa canzone splendida di Sergio Endrigo su testo di Gianni Rodari, direi lo scrittore del primo libro che ho letto in vita mia, se non ricordo male.
Se siete contrari come me alla pedofilia – senza per questo diventar come fanno molti leghisti giustizieri della notte (Charles Bronson ci piaceva rivoluzionario messicano, non fascista metropolitano, per quanto vessato dal mondo) – andate a vedere a Pisa, come ho fatto io recentemente, la mostra dedicata a Lele Luzzati. Comprate il catalogo e regalatelo a una mamma che lo regali al suo bambino, o alla sua bambina. Guardando quelle illustrazioni i piccoli diventeranno meglio dei loro genitori, che già sono belli di loro, anche se a volte annaspano. Conosco le cose di Luzzati, ovviamente, da quando ero un bambino, poi le ho riviste, anche recentemente, da Elena Gianini Belotti che ne è stata amica. Elena, fra le tante cose che ha fatto, ha scandagliato con lucidità e rigore i rapporti tra adulti e adolescenti o fra adulti e bambini. Ha indagato i sentimenti ambigui delle mamme verso i figli o dei figli verso le madri. Consiglio di rileggerla. Anzi: di ripubblicarla.

Lele Luzzati