Gilberto Briani

Il sito di Gilberto

3 aprile 2016

Gilberto Briani

Con la ripubblicazione di questo articolo di Laura Lilli, uscito su “la Repubblica” del 25 gennaio 1985 che raccoglie la testimonianza della figlia di Wilhelm Reich sulla figura di suo padre, direi che prende ufficialmente il via il sito di Gilberto Briani, lo psicoterapeuta a cui devo molto del mio percorso fatto, direi della mia capacità di essere quello che sono e di vivermelo al meglio possibile. Perciò gli ho dato una mano a metterlo su e invito i miei lettori a darci di tanto un’occhiata per scoprire quello che ha da dire ed insegnare. È inoltre un punto di riferimento di gran qualità per chiunque abbia problemi con se stesso da affrontare.

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Spes, ultima dea

9 gennaio 2015

Ricevo e volentieri pubblico

di Gilberto Briani

Sono vestiti di nero. Non è un caso, anzi non potevano aver scelto un altro colore.

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I doveri di un padre

18 novembre 2013

Lo scritto di Antonella Blanco A cosa serve un padre che ho ospitato qui il 14 novembre scorso e su cui si sono innescate alcune riflessioni di Gilberto Briani, invita «le ultime generazioni le cui idee […] siano state passione politica, impegno civile in prima persona, quando non direttamente in prima linea», a testimoniare maggiormente la propria esperienza, avendo «raccontato di sé» sostiene Antonella, «ancora poco, o non abbastanza e troppo pudicamente a mio parere». Suppongo che a quelle generazioni appartenga anche la mia, responsabile essa stessa di un «filo spezzato» e di «ciò che è avvenuto (o non avvenuto) alle generazioni successive». Che abbiamo fatto per disaffezionarle così tanto? Per farle «restringere in un punto» e costringerle a limitare il proprio sguardo senza scorger più l’orizzonte, senza supporre che là, dietro quella linea, ci sia qualcos’altro?

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Un’isola europea

8 ottobre 2013

Caro Daniele,

vorrei accennare a un’idea che mi è venuta dopo la tragedia di Lampedusa. È solo in nuce e quindi ancora molto generica la mia idea, ma credo che potrebbe essere presa in considerazione dai lettori del tuo blog e tramite loro, per iniziare, diffondersi.

Costatato che l’isola di Lampedusa è e sarà uno dei punti di riferimento dell’immigrazione dai paesi del “quarto” mondo, constatato che sciagurate leggi italiane stanno provocando un altissimo numeri di morti e di disperati che vengono o espulsi o rinchiusi in centri lager di pseudo accoglienza, proporrei che l’isola divenisse un Territorio della Unione Europea.

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Ancora alcune cose

7 ottobre 2013

Carlo Maria Martini

Con la pubblicazione quasi in parallelo di Dalla fede alla dignità, cioè delle “notazioni” di Gilberto Briani sull’articolo Il tentativo di dialogo e sulla postilla “politica” Temporale/spirituale, e dello scritto Della grazia, pensavo potesse ritenersi concluso, da parte mia, il confronto con le tematiche religiose che – è da decidersi se proficuamente o imprudentemente – avevo avviato il 22 luglio pubblicando Sereni: resto ateo.

Ma proprio mentre schiacciavo il tasto “pubblica” sotto le parole di Gilberto, rispetto alle quali a questo punto vorrei dire qualcosa, Eugenio Scalfari dava alle stampe il resoconto della conversazione avuta con il Pontefice, José Bergoglio.

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Dalla fede alla dignità

30 settembre 2013

Gilberto Briani

Ricevo e volentieri pubblico.

Alcune notazioni sul tentativo di dialogo

di Gilberto Briani

Chiamato in causa dal Post di Daniele sul tentativo di dialogo fra Papa Francesco e Scalfari, ho pensato di precisare meglio il mio pensiero su questo dibattito che si è allargato a dismisura sui media italiani.

Costatato che l’archetipo di Gesù Cristo sta ormai invadendo i dibattiti e la letteratura, (è appena uscito un nuovo libro di ben 572 pag. dello psichiatra Vittorino Andreoli, che naturalmente si professa non credente ma anche lui affascinato … ecc., “ Il Gesù di tutti”), mi è parso evidente il fatto che la spiritualità, purché non sia dogma o Chiesa, rimanga il valore principe dell’uomo: spiritualità, che significa legame etico con l’altro e con l’universo, un legame che è il patrimonio della coscienza sia individuale sia collettiva, purificata da ogni fraseologia pre-ordinata e inserita in un sistema di valori che rendano l’uomo libero da ogni tipo di Chiesa o sistema filosofico.

Credente o ateo, non sono più categorie che oggi possono avere una concretezza epistemologica, anzi una realtà culturale e sociologica. Secondo il mio parere, è una distinzione ormai desueta, stanca e consumata da un dibattito sterile, essenzialmente privo di energia creatrice.

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Il tentativo di un dialogo

26 settembre 2013

Francesco I

Se in uno di questi miei scritti rendessi partecipe il lettore della decisione di non mangiare maiale per rispettare il mio orientamento religioso o lo mettessi a giorno di aver rinunciato al gradevole odore della nicotina per motivi di salute, o anche, che so io, di condividere l’opinione di Frank Edwards, autore di Flying saucer – serious business (1966, tr. it. La verità sui dischi volanti, Milano, Longanesi, 1969), il quale sostiene fermamente l’esistenza degli ufo, non credo che avrei sollevato le reazioni preoccupate o indispettite che hanno fatto seguito alla pubblicazione in questo “mio” blog il 22 luglio scorso di un post intitolato Sereni: resto ateo.

Eugenio Scalfari

Se oggi torno sull’argomento e do conto di alcuni punti prima rimasti nell’ombra è perché nel frattempo ho letto con attenzione gli scambi intercorsi su Repubblica fra Eugenio Scalfari e Jorge Bergoglio, cioè papa Francesco, e fra Piergiorgio Odifreddi e Joseph Ratzinger, il dimesso predecessore del pontefice (di questi scritti fornisco un indice in fondo a questa mia nota).

Gilberto Briani ha strizzato a lungo il mio cervello e i risultati, nel bene e nel male, sono sotto gli occhi di tutti, primo fra tutti quello che è il risultato sotto ai miei occhi quello che per me conta. Io lo stimo e gli voglio bene, comprendo il suo parere, secondo il quale «ri-affermare il proprio ateismo desta sempre nell’altro vaghi sospetti provocatori che possono generare l’effetto opposto…!» Però appunto, se avessi professato altra fede, se non avessi ammesso di non averne, nessuno si sarebbe sentito provocato.

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Il Tao, la bellezza e il Padre

6 luglio 2013

di Gilberto Briani*

Raccolgo con piacere gli stimoli di Daniele e Antonella Blanco nel testo intitolato Whitman, l’anima e il corpo per fissare alcuni rapidi pensieri.

Dopo che Lowen ebbe pubblicato il libro La spiritualità del corpo, chiesi al suo principale assistente e intimo amico, Lenny Hochmann, anche lui ebreo nel corpo e nella mente, cosa ne pensasse, mi rispose che  ”… non sono interessato agli scritti di un Rabbino…”, rimasi come paralizzato da questa risposta.

A distanza di molti anni, adesso la posso comprendere nella sua stizzosa critica. A Lowen veniva contestata la sua apertura “ spiritualistica” che allontanava la teoria bioenergetica dalla sua base strettamente biologica e organicista. La dualità corpo-mente che Lowen, sulla scia di Reich, risolveva nell’unità dei processi energetici non poteva essere messa in discussione introducendo un terzo elemento che simbolicamente trasformava la dualità in una trinità: corpo, mente e spirito. E questo per Hochmann e molti altri ancora era ed è tutt’ora inaccettabile.

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Whitman, l’anima e il corpo

29 giugno 2013

Walt Whitman

Corpo, mente, chimica, piacere, sensazioni ed emozioni. Si sono moltiplicati nel mio blog gli scritti sull’argomento miei e di altri: Gilberto Briani, Guido Guidoni, Lorna Smith Benjamin, Antonella Blanco. Proficuo lavoro che penso possa tornar di giovamento ai lettori, essendo argomenti accantonati ai quali non si vuol prestar attenzione per timore di sentire e riconoscersi. In Del piacere e altri demoni ho ospitato uno scritto di Antonella Blanco che terminava così: «Da qui, però, il discorso si allarga e si fa più complesso addentrandosi più propriamente nel tema del corpo; ma questa, come si dice, è un’altra storia». Pubblicandolo la invitavo a proseguire e a far conoscere quest’altra storia. Lei si è presa l’impegno ed ecco cosa scrive:

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Quel dire “sto meglio”

18 maggio 2013

Gilberto Briani (a destra) con Guido Guidoni alla presentazione dei miei racconti alle Oblate (Foto Andrea Ruggeri)

La legge sulla privacy dice che i dati relativi alla salute di una persona sono sensibili e pertanto devono restare riservati. Se in banca, o anche alla posta, ti chiedono di restare a una certa distanza dal bancone, non oltrepassando una certa linea, appunto per rispettare il diritto al segreto di chi ti sta davanti ed è prima di te in fila, nelle sale d’attesa degli ambulatori medici ci si può invece vedere in faccia e sapere che tizia è andata dal ginecologo e caio dall’urologo. Negli studi degli psicanalisti in genere le cose vanno diversamente, a chi attende viene impedito di sapere chi c’è dentro e, se non ci si incrocia proprio sull’uscio di quello specialista, l’anonimato è garantito.

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