Giovanni Pico della Mirandola

Alzheimer nazista

6 febbraio 2011

È una soddisfazione particolare – aggiuntiva alle altre – quella di presentare venerdì prossimo, 11 febbraio alle 17.30, il mio libro alla Biblioteca delle Oblate in via dell’Oriuolo a Firenze nell’ambito della prestigiosa rassegna che da anni organizza Anna Benedetti. Una soddisfazione particolare per il titolo della manifestazione: Leggere per non dimenticare.

“Per non dimenticare” è un monito che ha preso corpo non solo per rendere omaggio alle vittime dell’Olocausto, ma per impedire che, come si è variamente tentato e ancora qualcuno vi prova, quell’orrore sia negato, confinato in un passato troppo lontano, rimosso e, perciò, replicabile. L’assillo di Primo Levi, che inquietava i suoi sonni e lo lasciava sgomento, era quello di non essere creduto, quello di portare una testimonianza che addirittura i più cari trovassero inattendibile. C’è più di una pagina in cui ce lo dice. E dunque no, no: testimoniare, raccontare, dire, scrivere, appuntare, perché appunto non si dimentichi, non ci si scordi, non si cancelli.

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Al candidato premier

24 agosto 2010

Giovanni Pico della Mirandola

Per quanto tenda a sminuire le mie pur esistenti capacità, spesso mi trovo costretto a riconoscere che se taluni possono fare i ministri, io, dunque, con tutto il rispetto per Giorgio Napolitano, potrei fare il Presidente della Repubblica. Naturalmente non è così, non ne sarei in grado e ho il buon senso di ammetterlo. È solo un paradosso, il più delle volte capaci questi di dirla assai meglio di mille altre parole.

Non mi sto candidando per il prossimo governo di centro sinistra, vorrei dire però cosa mi attendo che facciano Premier e, per suo mandato, il ministro della pubblica istruzione. Che lì investano, investano, investano. Che lì si giochino la faccia. Che lì tengano a mente della loro esperienza personale e che se non ne hanno o ne hanno poca o offuscata da un’eccessiva lontananza nel tempo, chiedano, chiedano, chiedano. Ascoltino, pensino.

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