giustizia

Il giudizio

30 agosto 2010

La legge ha le sue leggi. I suoi tempi. La legge ha le sue leggi, i suoi tempi e poi convenzioni, consuetudini, difficoltà. Vorrei che quello che sto scrivendo non irritasse gli amici avvocati e giudici, né che da alcuno venisse interpretato come l’ennesimo attacco alla giustizia, o peggio utilizzato da chi la vorrebbe veder sepolta.

In tribunale si va per avere ragione o torto, o misure graduate anche di entrambe le cose: un po’ di ragione e molto torto. O viceversa. Che si tratti di un contenzioso tra due parti, che si proceda per querela o d’ufficio, che sia da accertare se qualcuno ha effettivamente commesso un reato, alla fine il giudizio ti dice qualcosa che assomiglia a hai fatto bene o hai fatto male, con cui regolare la nostra convivenza.

[Continua a leggere >>]

Terzo e quarto potere

3 luglio 2010

Un'aula di tribunale

Ho più di 1.600 contatti sui Facebook, ma non sono certo che fra di essi ci siano tutti coloro che solitamente frequentano questo mio blog, i quali, probabilmente, avranno letto l’ultimo post da me pubblicato ieri e intitolato I più letti. Ornella Galeotti è stata mia compagna di scuola ed oggi è una bravissima magistrata che dopo una lunga carriera densa di fatiche, rinunce e impegno è approdata da poco alla Procura della Repubblica di Firenze.

Ha letto il mio articolo e si è sentita in dovere di precisare: «le indagini sono segrete, il magistrato inquirente non si attiva certo di più, se un giornalista gli “rompe le scatole”!!! mi spiace che si diffondano “sensazioni” del genere. Se fossi io il magistrato inquirente (il magistrato di turno è l’inquirente, che dirige la polizia giudiziaria nelle indagini) mi sarei offesa a morte. Perchè un magistrato che ha bisogno di essere solleciatto è un magistrato che non fà il suo dovere. Ecco perchè commento.Perchè non è giusto scrivere queste leggerezze».