guerra

Il senso della pace

1 agosto 2010

La prima domanda è: ha senso la pace? È meno stupida di quel che sembri la domanda, perché non si può prescindere dal fatto che, da che mondo è mondo, non che la pace non sia esistita e magari anche diffusa e territorialmente maggioritaria, ma un conflitto almeno c’è quasi sempre stato. Sarebbe interessante se uno storico o un gruppo di storici predisponesse, ora poi con l’ausilio dell’informatica, dell’animazione digitale e della tridimensionalità, una mappa del mondo dalle origini ai giorni nostri che evidenziasse, sulla scorta dei documenti e delle testimonianze in nostro possesso, l’estensione delle ostilità e il loro sviluppo nel tempo, magari associando a questa mappa virtuale qualcosa che ci dica delle popolazioni coinvolte, civili o militari che fossero, ma quel tanto che ci consentisse di comprendere a colpo d’occhio quanta sofferenza è stata prodotta.

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L’agenda delle guerre

30 luglio 2010

Orologeria

Non ho fatto in tempo a scrivere La guerra delle agende che due date si sono mescolate, sovrapposte, prendendosi a cazzotti, sbeffeggiandosi l’un l’altra come farebbero volentieri entrambe le persone che quell’appuntamento devono prendere, o meglio, devono, dovrebbero, si dice debbano, ci si è inventati che ce ne sia bisogno e allora a quest’invenzione bisogna star dietro e dargli corpo.

Slittano le settimane e i giorni scartano, i mesi si protraggono e i minuti son troppo piccoli per esser presi in considerazione, quando basterebbe dirsi va bene? o un’altra frase che inizia per va.. vattelappesca come vanno queste cose.

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