Guido Guidoni

Whitman, l’anima e il corpo

29 giugno 2013

Walt Whitman

Corpo, mente, chimica, piacere, sensazioni ed emozioni. Si sono moltiplicati nel mio blog gli scritti sull’argomento miei e di altri: Gilberto Briani, Guido Guidoni, Lorna Smith Benjamin, Antonella Blanco. Proficuo lavoro che penso possa tornar di giovamento ai lettori, essendo argomenti accantonati ai quali non si vuol prestar attenzione per timore di sentire e riconoscersi. In Del piacere e altri demoni ho ospitato uno scritto di Antonella Blanco che terminava così: «Da qui, però, il discorso si allarga e si fa più complesso addentrandosi più propriamente nel tema del corpo; ma questa, come si dice, è un’altra storia». Pubblicandolo la invitavo a proseguire e a far conoscere quest’altra storia. Lei si è presa l’impegno ed ecco cosa scrive:

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Quel dire “sto meglio”

18 maggio 2013

Gilberto Briani (a destra) con Guido Guidoni alla presentazione dei miei racconti alle Oblate (Foto Andrea Ruggeri)

La legge sulla privacy dice che i dati relativi alla salute di una persona sono sensibili e pertanto devono restare riservati. Se in banca, o anche alla posta, ti chiedono di restare a una certa distanza dal bancone, non oltrepassando una certa linea, appunto per rispettare il diritto al segreto di chi ti sta davanti ed è prima di te in fila, nelle sale d’attesa degli ambulatori medici ci si può invece vedere in faccia e sapere che tizia è andata dal ginecologo e caio dall’urologo. Negli studi degli psicanalisti in genere le cose vanno diversamente, a chi attende viene impedito di sapere chi c’è dentro e, se non ci si incrocia proprio sull’uscio di quello specialista, l’anonimato è garantito.

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Mente, chimica e coccole

10 aprile 2013

Lorna Smith Benjamin

Ho avuto l’opportunità di intervistare – insieme a Guido Guidoni che, oltre ad essere un bravo psichiatra, è ormai, credo di poterlo dire, un amico –, Lorna Smith Benjamin, una psicoterapeuta americana a cui si attribuisce la maternità di una teoria innovativa nota come Irt, Terapia ricostruttiva interpersonale. I due articoli che da quel colloquio ne sono scaturiti possono essere letti, da chi fosse interessato, in fondo a questo post.

Cercando di fare una sintesi che probabilmente sacrificherà qualche esattezza, dico che la Terapia ricostruttiva interpersonale si fonda sulla convinzione che prima di poter curare un paziente, gli si debba restituire quella pacifica fiducia e quel senso di abbandono che tutti quanti abbiamo finché, più o meno dolorosamente, non si impara a proteggersi con una corazza o innescando comportamenti che ci distruggono lentamente dentro.

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