Il Ponte

Telepatie su Else

15 settembre 2012

Arthur Schnitzler

Al termine della presentazione di Io la salverò, signorina Else alla libreria Feltrinelli di Firenze, mercoledì scorso, per la quale vorrei ringraziare ancora tutti gli intervenuti, gli organizzatori, l’editore, e, in maniera particolare, il professor Roberto Venuti – germanista dell’Università di Siena, che ha avuto per le mie pagine parole capaci di mettermi in imbarazzo, perché gli apprezzamenti mi fanno quest’effetto – ; insomma, al termine della serata, mi si è avvicinato, come aveva promesso, Paolo Vannini.

Paolo Vannini è un insegnante che, con Gianni Conti, anima un bel salotto letterario di Sesto Fiorentino nel quale sono invitato il 15 novembre prossimo e dove già presentai nell’aprile del 2010 (vedi qui) Sempre più verso Occidente, e di quel mio primo libro è stato, con la sua recensione uscita su Il Ponte, uno dei più acuti critici. Mi si è avvicinato e mi ha consegnato un libro, ormai purtroppo introvabile. Si intitola Interpretando Schnitzler, pubblicato nel 2004 da Carlo Zella Editore, e raccoglie una serie di saggi scritti dai “feroci” lettori che animano quelle serate nel comune alle porte di Firenze.

Ho ovviamente cominciato a leggerlo appena tornato a casa, partendo da pagina 129 dove Chiara Del Buono nel capitolo intitolato Lo sguardo, “viviseziona” proprio Fräulein Else. Io ho il sospetto che l’edizione a cui lei attinge, la traduzione italiana intendo, non sia la stessa da cui io ho tratto la mia novella, perché in alcuni punti, leggendo il suo breve saggio, mi sono sentito spaesato, addirittura cogliendo sfumature, dettagli, situazioni di cui non mi ero accorto o che mi erano sfuggiti, benché, nella sostanza, non modifichino l’andamento del mio approccio.

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Tradire Primo Levi

14 ottobre 2011

Primo Levi

Franco Basaglia

È lecito, onesto, servirsi di uno scrittore, per scoprire non la realtà che lui ci ha rivelato, ma quella che, da lettori, ci risulta evidente ed è sotto ai nostri occhi? È la domanda che viene da farsi dopo aver scoperto il punto d’incontro, e forse di scontro, fra due grandi personaggi della nostra storia civile e culturale, verso i quali l’Italia ha un profondo debito, a giudizio di chi scrive non sufficientemente saldato: Primo Levi e Franco Basaglia.

La relazione tra lo scrittore torinese e il padre della psichiatria democratica è stata messa in luce da Massimo Bucciantini, docente di storia della scienza nell’Ateneo di Siena ed Arezzo che, l’11 novembre 2010, ha tenuto una lezione all’Università di Torino, ora pubblicata da Einaudi nella collana “Lezioni Primo Levi” con il titolo Esperimento Auschwitz[i].

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Cesare Luporini il marxista che sdoganò il “privato”

22 febbraio 2010

La copertina del numero del Ponte su Luporini

Cesare Luporini il marxista che sdoganò il “privato”

la Repubblica, edizione di Firenze

13 ottobre 2009

Il 20 agosto scorso ricorreva il centenario della nascita di Cesare Luporini, grande filosofo, critico letterario che ha fatto discutere, “pesante”, cioè grave, intellettuale del Pci. Nato a Ferrara, è stato un patrimonio di questa città, e un ottimo professore universitario, così almeno lo ricordo, avendo avuto la fortuna di frequentare nel 1979 l’ultimo seminario prima di andare in pensione, su “Persona e personalità: critica della morale e della psicologia”.

Il seminario affrontava questioni che in quegli anni di terrorismo, mutazioni genetiche della politica, ripensamenti e contorcimenti ideali, assalivano molti e costituivano argomento di pensieri e discussioni pubbliche e private. All’epoca scrivevo i miei primi articoli su l’Unità e dirigevo il periodico dei giovani comunisti universitari: Concentramentorenove, sul quale pubblicai un articolo che tentava di tracciare i contorni di quelle lezioni. Lo firmammo senza cognomi Francesco Cataluccio – oggi figura di spicco dell’editoria italiana – ed io.

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