istinto

Intimità preservate

30 agosto 2010

"Madre e figlio" di Gustav Klimt

Nell’esistenza degli esseri umani si costruiscono intimità. Alcune arrivano fin dalla nascita. Altre te le ritrovi tra capo e collo e quasi non sai spiegare per qual via si siano radicate. Ci sono poi quelle che si scelgono e si lavora anni per costruirle, per renderle splendidamente nostre, più che intime, fondamentali, essenziali, irrinunciabili per tutto l’oro del mondo. E altre ancora che magari non ti saresti mai immaginato e invece arrivano, inondano, dilagano.

Non so quale sia la misura con cui ponderarle o metterle in fila. Non è questo che voglio indagare, almeno non in questo momento. Mi chiedo come mai il più delle volte sia tanto difficile mantenere un’intimità, pur modificandola con quanto la vita chiede, senza gettarla alle ortiche, negarla, distruggerla. Solitamente, anziché stemperarla o rivolgerla altrimenti, viene negata, fatta a pezzi, cancellata. Più che altro sostituita, come se le intimità fossero tutte uguali, indistinte, non personalizzate.

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Volontà d’amore

1 agosto 2010

Il cervello

Ieri sera a cena un caro amico – la cui intelligenza e sensibilità, al netto delle demenze che accompagnano più o meno marcatamente ciascuno di noi, oltre ad essere un bene godibile da chi gli sta d’intorno, sono anche la fonte del cul de sac nel quale consapevolmente si sta infilando – ha detto un’altra schiacciante grande verità che riporto aggiungendovi qualche variante o sviluppo del concetto. Lui ha detto: l’amore è un atto volontario, una determinazione volitiva. Si potrebbe estendere: un’ostinazione interiore, un’idea fissa e intramontabile, un delirio scollegato dal reale, indipendente dagli accadimenti, non soggetto a influenze o condizionamenti.

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