Josiph Stalin

La guerra in noi

1 maggio 2011

Stalin

Provate a innescare, in una cena qualunque, una discussione su Josiph Stalin. Siamo tutti d’accordo: un dittatore, non la più aberrante, ma certamente una delle figure peggiori espresse dal socialismo laddove esso ha preso una qualche forma di governo ispirata a quell’ideologia. Se sta lì in mezzo alle chiacchiere come un fantoccio contro il quale ciascuno può sputare e sfogare la propria rabbia e il proprio disprezzo, ben presto sarà lordo e si dovrà forse eliminarlo di scena per impedire una pubblica lapidazione. Tutto giusto, tutto comprensibile.

Però una vocina tenue si alza alla tavola e dice: «Ma come sarebbe andata la seconda guerra mondiale se non ci fosse stato Stalin?». L’argomentazione è identica a quella che giustamente sbandiera il ruolo svolto dagli americani alla fine del conflitto: chi ci ha liberato (oltre ai partigiani)? Questa, però, è più difficile da digerire. Ci si sporca le mani ad ammetterlo? A riconoscerlo senza per questo sminuire alcuna delle colpe che invece gli vanno attribuite, di più gli orrori commessi?

[Continua a leggere >>]