logica

Due punti interrogativi

9 agosto 2010

Che cosa dovrebbe fare un cervello sollecitato da una domanda? La risposta più semplice e ovvia è: pensare alla risposta. Alla migliore delle risposte, quella più pertinente, sincera, obiettiva, argomentata. Quella cioè capace di arricchire il dialogo di cui sta facendo parte.

In genere avviene così e si deve riconoscere che spesso, forse troppo spesso, le parole che si spiccicano dopo un punto interrogativo sono, purtroppo, le prime che vengono in mente, pressati un po’ dal silenzio che rischia di intercorrere tra i due conversanti e che potrebbe essere letto dal richiedente come un’esitazione, un’incertezza e, perciò, nascondente la peggiore delle risposte possibili, quella più scongiurabile.

[Continua a leggere >>]

Pensiero debole

24 luglio 2010

Variazioni su Friedrich Nietzsche

Sento gente che chiama in causa la morale. Che afferma che l’etica è morta, al pari di Nietzsche che metteva in tomba dio. Altri che dinanzi a un gesto sparano la sentenza «Vergognati!». Non dico abbiano torto. Che l’oggetto del contendere sia inesistente. Ma percepisco una carenza di logica, che non vuol dire son tutti fessi. Diciamo imprecisi, non conseguenziali.

Il punto debole è la soggettività. Inevitabile. Ma parziale, incompleta. Quel che a uno risulta immorale a un altro sembra il più nobile dei gesti, o almeno quello più ovvio, banale, scontato. I registri non sono gli stessi, anche se morale ed etica dovrebbero essere qualcosa di condiviso per essere tale. Una convenzione sulla quale ci si è precedentemente messi d’accordo. A quel punto, violarla, sì, costituisce un’infrazione e il farlo un atto immorale.

[Continua a leggere >>]