Luciana Littizzetto

L’ultimo maître à penser

23 febbraio 2014

Norberto Bobbio

Ho letto, su suggerimento di un’ex collega, un interessante articolo in un blog che si chiama “Scalinata di Odessa” e di cui non è chiaro chi sia l’autore/proprietario.

Articolo intitolato Del perché Luciana Littizzetto è più dannosa di Emilio Fede per la crescita culturale, politica e spirituale degli italiani.

Luciana Littizzetto

Condivido solo in parte i non fragili ragionamenti che il blogger (si dice così uno che tiene un blog) conduce e cerco di soffermarmi solo sulle divergenze non per sottolineare appunto una critica all’autore, ma per andare oltre le sue considerazioni.

Partirei cioè da un altro punto: la crescita culturale, politica e spirituale degli italiani è talmente bassa che inevitabilmente abbiamo avuto Emilio Fede ed ora, al massimo, Luciana Littizzetto.

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Canali e canaglie

3 maggio 2010

Molti anni fa, in una “Bustina di Minerva” su l’Espresso, Umberto Eco scrisse un pezzo che avevo ritagliato ma non so più dov’è, forse nella casa che ho comprato con la fatica d’una vita eppur più non m’appartiene avendo provato io un sentimento ambiguo ed avendo ceduto alla malattia (tranquilli, non è leucemia!). L’articolo parlava della crescita dei “canali” mediali. Sostanzialmente diceva che quando c’era solo Rai 1 in bianco e nero, trattandosi di un solo canale, in mezzo a qualche porcata, poteva finirci dentro, o passarci attraverso, anche ottima roba. Dovevi riempire un palinsesto di 12 ore, perché a mezzanotte compariva una splendida sigla con non ricordo più quale musica e un’antenna che svettava nel globo di una globalizzazione appena in fieri, e fino al mattino seguente, niente zapping. Ho accennato a quell’epoca televisiva in un altro blog intitolato Fare tv.

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