Luigi Pirandello

La guerra delle agende

30 luglio 2010

Una agenda

Confesso. Ho un conflitto in corso. Anzi più d’uno. O meglio uno, ma su più fronti. Chiamerò questo conflitto “la guerra delle agende”, così anch’esso troverà il suo posto nella storia.

Ad innescarlo, direi, è stato un cambio di sistema operativo. E questo sarebbe un motivo sufficiente per aprire un altro conflitto, quello con i produttori di computer, telefonini e altri supporti elettronici che non si mettono d’accordo o, anzi, si sono messi d’accordo, per non far dialogare tra loro i loro prodotti, in modo che ciascuno di noi, sulla base delle leggi della concorrenza, scelga una merce piuttosto che un’altra, anziché spingerci, indipendentemente dall’opzione fatta, a voler di più proprio perché con più chances di contatto e comunicazione. Questi signori sono i responsabili della Babele informatica, la condanna divina alla quale siamo votati, che ci dice qualcosa di più su come i potenti vogliono il mondo: ignaro, sospettoso, diffidente, recluso.

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