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Odio in buca

16 marzo 2010

Lettera anonima

Fra i racconti di Sempre più verso Occidente ce n’è uno che si intitola Amore in buca. Narra un delirio sentimentale, un intreccio di emozioni contraddittorie, laceranti. Riferisce di un tradimento, forse più d’uno. C’è un protagonista principale, un uomo che spedisce lettere, una al giorno. E dei protagonisti secondari non meno importanti di lui: la voce narrante, che è poi un amico; Ludmilla, che è l’amata; e il libraio, il più savio di tutti. Ho scritto quel racconto ninnando una bambina ferita inesorabilmente dalla natura, costringendomi a stare desto per vegliare su di lei. Ce l’ho fatta. Lei solo in parte. Ritengo che il protagonista di quel racconto abbia del coraggio. Si fa da parte e tuttavia resta presente. C’è. Heidegger avrebbe detto che partecipa del Dasein.

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