Marco Paolini

La lezione del Vajont

5 ottobre 2013

La diga del Vajont

Avevo sei anni. Conservo ricordi di allora, sbiaditi ma vivi. Credo che le notizie giunsero per televisione, comprata da poco, perché sono certo che lì venni a sapere il 22 novembre 1963 dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy e qualche mese dopo della morte di Angelo Roncalli, papa Giovanni XXIII.

Le notizie giunsero e colpirono, colpirono con forza, arrivarono in un angolo del cervello dove una conoscenza appena, un input si potrebbe dire, è immediatamente già emozione.

Era il 10 ottobre del 1963. La sera del giorno prima, alle 22.39, un dente del monte Toc, 270 milioni di metri cubi (m³) di roccia, si staccarono dalla parete di quella vetta, 1.921 metri sul livello del mare nel punto più alto.

Capita che le montagne vengano giù. Nei giorni scorsi ci sono stati numerosi crolli su alcune vette che circondano la conca di Cortina, in particolare una massa franosa di 2 o 3.000 di m³ si è staccata da uno sperone del Sorapiss, il massiccio che, salendo in auto da San Vito di Cadore verso Cortina, costeggia sulla destra la strada poco prima dell’arrivo, se ne da conto e si vede una foto in questo articolo.

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