Maria Callas

Il canto di Pia

20 agosto 2010

Un gallo

Io sto dalla parte di Pia. Qualunque sia la sentenza. Qualunque cosa accerti la macchina a cui è stato affidato di stabilire se essa turbi o meno la quiete pubblica. Averla come vicina di casa sarebbe come avere per coinquilina la Callas che gorgheggia al mattino quando si fa la doccia, o essere dirimpettai di Horowitz che si sveglia alle tre di notte e sfoga la sua insonnia battendo le dita sui tasti del suo pianoforte, o vivere di fronte alle Niagara Falls e neanche per un solo istante essere abbandonati dal tuono del loro scrosciare, o essere ospiti del più alto dei rifugi sul Monte Bianco ed essere battuti dal più scatenato dei venti.

E invece il condomino del primo piano di uno stabile di via Vivaldi (uno che strimpellava a tutte le stagioni) a Villa di Serio, nel Bergamasco, sta facendo un gran can can (rumoroso anche quello) perché nel giardino di sotto Pia innalza il suo chicchiricchì al cielo.

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Je t’aime, je t’adore

8 marzo 2010

Come tutte le celebrazioni l’8 marzo si presta a innumerevoli interpretazioni. Che possono dividerci più che unirci. Mimosa sì, mimosa no, una volta l’anno o sempre, giorno per giorno, finché la morte non ci separi, nella buona e nella cattiva sorte… Non me ne importa nulla (non è affatto vero) dei commenti o dei giudizi. Ognuno interpreterà come crede. Io oggi vorrei trascrivere qui qualche riga dal mio racconto Amore in buca e allegare l’ultimo canto di una battagliera per la libertà, per l’amore, per le donne: la sigaraia. [Continua a leggere >>]