Martino Pugliese

Ok, scrivo di mio padre

30 agosto 2016

Mio padre, Orazio Pugliese, dedica le prime copie del suo libro "Gentile editore..."

Non ho voluto finora occuparmi, qui nel blog, del libro scritto da mio padre Orazio, intitolato «Gentile editore…», che ricostruisce la storia della casa editrice Sansoni attraverso i carteggi con i loro autori e collaboratori, di Giovanni e Federico Gentile – il filosofo fascista e il figlio a cui egli consegnò la gestione di quell’azienda rilevata liquidando altri soci negli anni Trenta – e attraverso le memorie di chi in quella “fucina” di cultura lavorò fino agli anni Settanta quando la balena Rizzoli si mangiò il marchio fiorentino.

Non ho voluto farlo per una sorta di pudore, anzi, provando una specie di timore, quello di star facendo qualcosa che somiglia all’“interesse privato in atti d’ufficio”, al “conflitto d’interesse”, un abuso insomma del proprio ruolo di figlio, e di figlio per mestiere divulgatore, o un’intrusione familiare in un campo che non pertiene a me, è tutto di mio padre e dell’editore che ha pubblicato il suo ultimo sforzo intellettuale prima di cedere alla fatica e alla quiete della vecchiaia.

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Modi di mescolare

7 ottobre 2010

Davide quando faceva il fotografo

La natura è bizzarra. Mescola roba e non è detto che venga fuori sempre lo stesso risultato. Mia madre e mio padre l’han fatto ed io e mio fratello Davide siamo quanto di più agli antipodi possa esserci, il che, probabilmente, ci ha regalato nella vita anche momenti di grande distanza. Figuriamoci nel caso degli altri miei due fratelli, Andrea e Martino, stesso padre e mamme diverse.

Mio fratello Davide mescola roba, un po’ come la natura. Da ragazzino il libretto rosso di Mao, parecchie canne, pagelle disastrose e una gran propensione per le arti figurative. Poi molto glamour, un’infinità di belle donne d’intorno tutte perse di lui e che a me dicevano «Ah, tu sei il fratello di Davide!» facendomi sentire un verme e l’obiettivo di una Nikon F con dentro pellicola Kodak in bianco e nero che faceva miracoli. Con quella è sbarcato a New York e qualche copertina di Vogue è stata sua. Adesso, da una trentina d’anni almeno, mescola carote e sedani, mango e gamberetti o che so io e chi ha la fortuna di assaggiare gode.

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