Massoneria

Quel libretto sulle Logge massoniche

24 maggio 2017

Sono stato invitato a partecipare – e ringrazio chi l’ha fatto soprattutto perché so essere persona degna di rispetto, che rispetto mi ha sempre portato – ad un convegno che si terrà sabato prossimo, il 27 maggio, a partire dalle 15.30, al Palazzo degli Affari di Firenze in Piazza Adua. Da lungo tempo in gestazione, è stato organizzato da tre Logge fiorentine – la “Avvenire”, la Giuseppe Dolfi e la Fedeli d’Amore – del Grande Oriente d’Italia, una delle due branche della Massoneria ufficiale italiana, nota anche come “obbedienza di Palazzo Giustiniani” per distinguerla dall’“obbedienza di Piazza del Gesù”. Il convegno ha per titolo Pregiudizio e chiarezza, gli elenchi dei massoni vent’anni dopo.

Gli elenchi a cui si fa riferimento sono quelli che comparvero nelle edicole della Toscana il  13 ottobre 1993, per la precisione 25 anni fa, in un libercolo di 112 pagine allegato al n. 233 del quotidiano “l’Unità”, il cui colophon precisava: coordinamento di Gabriele Capelli e Daniele Pugliese. Quel libretto conteneva appunto tutti i nomi degli iscritti alle Logge massoniche di Firenze e Prato, venuti all’epoca in possesso della redazione di Firenze del quotidiano fondato da Antonio Gramsci e diretto da Walter Veltroni, di cui allora ero vicecaporedattore ma con la qualifica di caposervizio.

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Allo scoperto

30 luglio 2013

La copertina del libro de l'Unità su La Toscana delle logge

Non so come sono finito nella mailing list di Rossella Martina, Rossella di nome e Martina di cognome, conosciuta molti molti anni fa quand’era alle prime armi di un mestiere che poi lei hai fatto a la Nazione ed io ho proseguito a l’Unità. Io la conobbi per tramite di una ragazza che non c’è più, rapita da un cancro anni orsono, anch’essa desiderosa di sperimentar la strada della carta stampata nella quale io ero già avviato.

Mi ha inserito non so come nell’indirizzario delle persone a cui invia le sue e-mail da sconfitta candidata sindaco alle passate elezioni per il Comune di Viareggio dov’essa è nata e forse ora è tornata a vivere. Cestino regolarmente i suoi messaggi senza nemmeno leggerli, disinteressato come sono alle vicende amministrative della cittadina versiliese, e più di una volta sono stato tentato di rispondere “basta e ‘un se ne ‘pole più” a causa dell’invasione di dispacci in fondo ai quali non c’è quello che in gergo tecnico si chiama un disclaimer, letteralmente rinuncia o disconoscimento, vale a dire un collegamento, link, mediante il quale esprimere il proprio desiderio di non essere oltremodo infastiditi dalla spedizione generalizzata e continua appunto di messaggi di posta elettronica – detta spam – che intasano le caselle e sovraccaricano la corrispondenza.

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Bilanci

4 gennaio 2011

www.danielepugliese.itA proposito di bilanci di fine anno, dei quali ho riferito in Convenzioni temporali: nei 317 giorni del 2010 in cui ho tenuto aperto il mio blog – il primo post è del 18 febbraio –, ho pubblicato 836 post, con un media, evidentemente, di 2,3 rilasci quotidiani. Ho avuto in tutto 57.295 visite, con una media di 180 visitatori al giorno. Il picco di visite c’è stato il 13 ottobre 2010, il giorno dopo la pubblicazione di Regione addio: 1.158 visite, con un incredibile numero di commenti a quel post.

Anche le mie considerazioni in occasione del compleanno di Bruno Schacherl dal titolo La tribù di Geronimo hanno avuto un gran numero di lettori, quasi 700, seguite dalla ripubblicazione del libretto de l’Unità sulla massoneria in Toscana (Gonnellini toscani) e dal peana contro lo sfruttamento dei traduttori (AAA traduttore cercasi) e dall’amarezza per l’omicidio di Susanna Tre Re (Onore al nemico).

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Nessuna persecuzione

30 giugno 2010

Iconografia massonica

Ieri ho dato 30 euro – euro, non denari – alla Gran Loggia d’Italia. Ho infatti comprato il catalogo della mostra Antimassoneria, 300 anni di storia che è stata allestita da Annalisa Santini e Seerena Guidi nella sede della massoneria in Borgo Pinti al 13. Implicito che ho visto la mostra e visitato quelle stanze. Al momento dell’acquisto un signore mi ha chiesto a bassa voce se facevo parte dell’istituzione e alla mia domanda «Scusi?» ha precisato: «È iscritto alla massoneria?». Il mio no è stato categorico e forse lo ha deluso. Mi ha però chiesto di firmare il registro delle presenze ed io l’ho fatto.

Ai miei lettori abituali dovrebbe essere noto che tra la massoneria e me non corre buon sangue. La trovo come minimo “anacronistica” (ma che dovrei dire, allora, di sacra romana chiesa?) e la critica che maggiormente gli faccio è quella di aver aderito, almeno in una sua parte, mediante la segretezza, a progetti destabilizzanti, ad affari loschi, a giochi di potere. Leggendo però l’accanimento con cui da molto tempo quell’enclave viene bollato e soprattutto alcune invettive pregiudizievoli e quasi razziste, mi vien da garantire che non tollererò, nel caso d’un massone così come d’ogni altro credente, alcuna recriminazione o, peggio, alcuna persecuzione, se non quelle previste dal codice civile e penale per gli eventuali reati commessi da punirsi con ordinarie pene anch’esse previste dalla legge.

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Due conti

21 giugno 2010

Un simbolo della Masoneria

Alle ultime elezioni politiche Pdl e Lega hanno assommato circa il 46% dei consensi, Pd e Idv il 38. Il resto sparpagliato in qua e in là. Gli iscritti alla massoneria – scrivono i giornali in un rinato e non gratuito ritorno d’interesse per l’argomento, di cui ho dato conto nel post intitolato Un problema solo del Pd? – sarebbero 21 mila in Italia, 4 mila dei quali si annidano nel Partito democratico, com’è facile desumere anche dal datato libretto sulle Logge in Toscana che l’Unità pubblicò nel lontano 1993 ed io ho riproposto in questo blog il 27 marzo di quest’anno. Ventunmila sta a 100 come 4 mila sta a X: il 19% dei massoni militerebbero dunque nella formazione politica che dovrebbe smantellare quel nefando piano partorito da Licio Gelli ai tempi della P2 e attuato in ogni minimo dettaglio dal premier Silvio Berlusconi, affiliato n. 104, sul quale mi sono soffermato nel post intitolato Sogni d’oro.

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Un problema solo del Pd?

14 giugno 2010

Il Maestro di una Loggia

Nelle scorse settimane la stampa si è riempita di articoli che puntavano la lente su Partito democratico e massoneria. I secondi possono stare nel primo? Anzi, ne sono addirittura, in virtù delle loro origini laiche ed anticlericali, una vera e propria anima? E, nuovamente, le domande su a chi si è più obbedienti, all’ideale o all’interesse? E altre forme d’associazione come vanno interpretate?
Quello che non comprendo è perché la discussione sembri limitarsi al pur legittimo e sacrosanto ambito del Partito democratico, come se il problema della massoneria, dell’associazione segreta, del voto o del giuramento di fedeltà, della doppia appartenenza, del connubio fra camarilla ed esponenza, fosse solo lì, nella forza d’opposizione che governa in alcune significative realtà locali, e non riguardasse invece, le Istituzioni, la piramide della nostra società, le quali rispetto ai partiti sono un fine e non un mezzo, mentre i partiti, appunto, sono solo un mezzo, non un fine.

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Gonnellini toscani

27 marzo 2010

In molti me l’hanno chiesto: dove posso trovare il libretto che l’Unità pubblicò molti anni fa con le liste di tutti i massoni toscani? La mia risposta è sempre stata: alla Biblioteca nazionale, penso. O: nel sito de l’Unità, se Concita De Gregorio lo ha fatto. Ma lei, per ora, non l’ha fatto. Allora ho chiesto a un amico di scannerizzare il libretto e oggi lo ripubblico. Ne sono stato il curatore. Ci abbiamo lavorato in tanti. Gabriele, Giorgio, Piero, Susanna, Luca e io sicuramente. Tremavamo. Era difficile. Avevamo coscienza, e ci interrogavamo sette volte sette, prima di mandare in stampa. Eravamo aperti, lasciavamo spazio alle repliche, davamo modo di difendersi, ma eravamo risoluti, convinti, decisi. Ci siamo lacerati le budella. Ma l’abbiamo fatto. Per chi non sa dove altrimenti trovarlo, eccolo qui: il libretto de l’Unità sulle logge massoniche in Toscana. Vorrei ricordare: massoni si è per sempre, come i diamanti. Tuttalpiù si va in sonno.

La Toscana delle Logge (supplemento al numero 233 de l’Unità del 13 ottobre 1993 – direttore responsabile Walter Veltroni)

altre voci:
http://www.granloggia.it/GLDI/default.aspx/1222-le_interviste.htm

http://archiviostorico.corriere.it/1993/ottobre/21/giudice_vieta_gli_elenchi_toscani_co_0_9310212183.shtml

http://Inoz.ilcannocchiale.it/2008/04/04/compassato_di_politica_massone.html

Sogni d’oro

21 marzo 2010
meno tasse per tutti

meno tasse per tutti

Amici mi segnalano che mercoledì prossimo, 23 marzo, a Genova, alla libreria Liberodiscrivere, verrà presentato il libro Massoneria senza P2. Lo ha scritto un giornalista pavese, Rinaldo Bernardi, che ha interessi per il folklore esoterico e il paranormale,  tanto da essere stato chimato in qualità di esperto a una Consulta della Conferenza episcopale lombarda: Il suo libro sarà presentato da un docente liceale di storia e filosofia, Glauco Berrettoni, che si dà da fare nel partito di Berlusconi quando non si occupa dei risvolti massonici del pensiero di Fichte, di esplorazioni geografiche e di ricette culinarie.

Il libro di Bernardi

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Wolfy

28 febbraio 2010

L’unico massone che mi sentirei di frequentare si chiama Wolfgang Amadeus Mozart. E per altri motivi.